Self-compassion: perché essere gentili con se stessi

Volersi bene è un vero toccasana per la vita, ed anche per il corpo, secondo gli esperti. Ma la “salute” è, prima di tutto, un modo di stare bene e vivere bene, che non riguarda soltanto il corpo. Così la self-compassion, la capacità, e la volontà di essere gentili con se stessi, diventa una strategia vincente su tutti i fronti. Su quello della propria vita, e del proprio benessere psicofisico, ed anche su quello che, con la tua vita, crei in quella degli altri. Ti spiego in questa puntata perché essere gentile con te stesso ti permette di diventare più resistente, di migliorare le tue performance e, soprattutto, di vivere meglio.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Self-compassion: cos’è e perchè fa bene

L’idea di trattare questo argomento me l’ha data un articolo che ho letto proprio oggi: una ricerca americana pubblicata su una rivista specializzata ha constatato che essere gentili con se stessi e accettarsi influenza tutto, anche la salute. Lo studio riguardava, in particolare, un gruppo di donne tra i 45 ed i 67 anni, ma sono certa di poterne estendere i risultati a tutti. Perché stress e nervosismo non fanno distinzioni di genere. Constatato è una parola che ho scelto appositamente. Dire “scoperto” mi parrebbe esagerato.
E’ assolutamente comprensibile, e credibile, che le persone che riescono a vivere meglio con se stesse anche nelle situazioni critiche, resistano meglio allo stress. Resilienza, antifragilità, assertività, proattività, mille sfumature per uno stesso atteggiamento interiore.
Lo studio si è concentrato sulle donne perché, in generale, sono loro ad occuparsi di tutto il resto della famiglia, genitori, partner, figli, e con l’era della pandemia, di cui abbiamo visto l’inizio, ma non la fine, si sono aggiunti ulteriori motivi di stress psicologico e fisico. Dal questionario che hanno utilizzato è emerso che le donne che si sentono più inadeguate, che considerano pesantemente le proprie manchevolezze, che valutano come difetti il non raggiungimento degli obiettivi, hanno uno stato peggiore delle arterie che portano il sangue e l’ossigeno verso il cervello. Le persone che sanno essere gentili verso se stesse, e quindi, anche apprezzarsi, e non si “danno addosso” quando fanno degli errori, hanno pareti arteriose più sane.

Essere gentili fa bene anche alla salute del corpo

Perciò, il consiglio di rilassarsi, di cercare modi per affrontare la vita con più calma, e pazienza, e riflessività, non è solo un consiglio filosofico, ma pratico. D’altronde, come spesso dico, la filosofia è vita. Non è il primo studio che richiami l’attenzione su questo tipo di aspetti e non sarà l’ultimo. Ma, dato che registro questa puntata nel giorno di Natale, ho pensato di usarla come se fosse un piccolo regalo, per te, e per me. E per le persone che sono nella nostra vita oggi, per quelle che ci sono state, e per quelle che ci saranno.
La compassione, la capacità di comprendere e amare gli altri, così come sono, nonostante quello che possono fare e dire, è una dote straordinaria. Non vuol dire accettare che le cose cattive siano buone. Vuol dire distinguere molto bene il giusto dallo sbagliato, il bene dal male, scegliere la sponda su cui vuoi tracciare il percorso della tua vita, e riuscire ad avere uno spirito capace di provare compassione per chi ha fatto scelte diverse. In senso pratico, e ti cito brevemente due esperienze di vita, storie vere, nomi di fantasia, Luana, che, quando ha scoperto che il marito la tradiva con la sua migliore amica, è andata in crisi, si è inasprita, ha iniziato ad accusare tutti, se stessa per prima, a scaricare la sua sofferenza sul figlio, però non voleva lasciare il marito, non usava né la compassione né la self-compassion né la saggezza. Distruggeva se stessa e la sua vita, ed anche la salute, perché lo stress è una cosa seria, quando diventa un ambiente interiore di vita, e non un momento che vivi e ti può stimolare ad agire, e a risolvere.
Mirko, che, quando ha scoperto che la moglie non lo amava ed aveva da tempo una relazione con il suo istruttore, ha cercato di capire i motivi, di riconoscere anche le sue responsabilità, di comprendere cosa fosse davvero la loro relazione, oltre a quello che lui pensava, dato che credeva che fosse la storia della sua vita, e così per lei, e la realtà invece gli aveva mostrato che non lo fosse, è riuscito a trovare le risposte. Amava la moglie, ma in modo egoistico, non aveva riconosciuto i suoi bisogni. Lei, soffriva. Ed aveva trovato in un’altra persona quella comprensione che lui non le dava.

Self-compassion: comprendere la realtà per trasformarla in meglio (e volerti bene)

La compassione è comprendere la realtà, non farti trascinare dai sentimenti negativi, non diventare preda dello stress interiore, fare in modo che non diventi un filtro di percezione permanente della realtà. Mirko ha usato la compassione, ma sa distinguere tra giusto e sbagliato. Ed il modo in cui la moglie aveva affrontato i loro problemi, senza parlargliene, cercando soluzioni fuori, non era giusto. Ed anche se l’amava, ha deciso che voleva un altro tipo di amore. In cui la sincerità e il coraggio di credere nell’altro e affrontare insieme i problemi, fossero le fondamenta.
Per questo, essere gentile con te stesso, è importante. Perché ti permette di vedere le cose come sono, assumendoti la tua parte di responsabilità ma non quella degli altri. Cercando le soluzioni che dipendono da te, e non farti carico di quelle che gli altri devono trovare nella loro vita.
Luana è riuscita a riprendere in mano la sua vita solo quando ha scelto che non voleva né odiare né vendicarsi, ma andare oltre, stare bene, ritrovare la sua serenità. Per questo è importantissima, la capacità di essere gentile con te stesso, comprensivo, in modo giusto.

La salute passa anche dal cuore e della mente (essere gentili come scelta di vita)

Coltivare questo stato d’animo ti regala una stabilità interiore, da lì, arriva anche la salute. Corpo e mente sono un tutt’uno, non puoi pensare che il corpo possa stare bene, davvero bene, se la tua mente e la tua anima soffrono. Come pure, se il tuo corpo ha bisogno di essere ascoltato, non puoi pensare che trovi le risposte se non ti fermi ad ascoltare.
Self-compassion vuol dire anche sapere quando è il momento di fermarti, di staccare, di rilassarti. Di ascoltare te stesso, che è quello di cui ti parlavo nella puntata precedente. Per questo ti permette di diventare più resistente, perché scegli quale stato interiore coltivare, e lo persegui.
Per questo, migliori le tue performance. Perché affrontare una situazione, che sia un imprevisto o qualcosa che hai programmato, una bellissima notizia o una notizia davvero pesante, con uno stato interiore più sereno, e più forte, ti consente di percepire meglio tutte le tue possibilità, e di trovare meglio tutte le soluzioni che hai a disposizione. “Performance” come percorso costante di crescita. Da questo, deriva il vivere meglio, che è poi il modo con cui affronti la vita. La salute è un modo di stare bene, e vivere bene, e se non stai bene con te stesso, se non vivi bene con te stesso, da nulla, e da nessuno, potrà arrivarti la soddisfazione, la felicità, l’equilibrio che cerchi. Dal successo professionale alla realizzazione affettiva, dai piccoli gesti di tutti i giorni alle occasioni che arrivano quando meno te lo aspetti: tutto, conta.

La strategia della gentilezza per accrescere la forza interiore

Per citare una canzone di qualche tempo fa, “o è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai”, per dire che non sono gli atteggiamenti esteriori, le luci scintillanti, le immagini create ad hoc, e, in questo senso, false, che possono riempire il cuore. E’ il cuore, che rende le immagini vere, che illumina la vita, e che ti permette di riconoscere il Natale nella tua vita. Anche in senso spirituale, se sei una persona di fede. Ma, soprattutto, in senso ampio, il natale dell’umanità, visto come scelta di un atteggiamento di nascita e rinascita che non ti vede soccombere, di fronte agli eventi, non ti vede rinunciare, non ti vede diventare negativo con te stesso. Manchevolezze, senso di inadeguatezza, se ci presti attenzione, sono parole che indicano quello che non c’è.
Concentrati su quello che c’è, così una cosa da migliorare non sarà una manchevolezza, ma qualcosa che puoi fare meglio, sino a che non sarai soddisfatto di te. Perché se vuoi essere pienamente soddisfatto, è un tuo diritto. Ma non essere soddisfatto e pensare di essere inadeguato sono due cose molto diverse. Non esiste essere umano “inadeguato”. Esistono invece esseri umani dotati di tutto, che possono allenarsi per migliorare. La self-compassion ti aiuta a guardare a te stesso dalla prospettiva giusta: quella del rispetto e dell’amore verso te e la tua vita.
E’ lì, c’è anche la fonte del rispetto e dell’amore verso l’essere e la vita degli altri.
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Aforismi sull’essere gentili. Ashleig Brilliant: “Sii gentile con le persone scortesi; sono quelle che probabilmente ne hanno più bisogno”. Kahlil Gibran: “Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione”. Dalai Lama: “Questa è la mia semplice religione. Non c’è bisogno di templi; non c’è bisogno di filosofie complicate. La nostra stessa mente, il nostro stesso cuore è il nostro tempio; la filosofia è la gentilezza”. Infine, R. J. Palacio: “Bisogna essere più gentili di quanto ci viene richiesto. Il motivo per cui amo questa frase, questo concetto, è perché mi rammenta che portiamo con noi, in quanto esseri umani, non solo la capacità di essere gentili, ma prima di tutto la gentilezza come vera scelta di vita”. Il brano che ti chiude questa puntata è: “Grab your dream”. Prendi il tuo sogno, e trasformalo in realtà. Auguri, per tutti i giorni. Impara ad essere gentile con te stesso. Grazie, per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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