Responsabile delle tue emozioni

La responsabilità emotiva è la capacità di non farti trascinare dalle emozioni degli altri, e neanche dalle tue. Conoscerle, e guidarle, così che possano sostenerti ed allearsi con la tua vita. Perché quando le emozioni prendono il sopravvento, cambiano tutto, anche i pensieri, come vedi il presente, il passato e quello che credi sul tuo futuro. Cambiano anche te. Così, per sviluppare relazioni costruttive, per risolvere conflitti con gli altri o con te stesso, per avviare percorsi che possano portarti verso un vivere più sereno e luminoso, prenderti la responsabilità delle tue emozioni ed usarle per farne una forza, diventa una scelta da non rimandare.
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La responsabilità emotiva come base per creare buone relazioni

Ho letto un articolo molto interessante, che qua ti riassumo, come sempre, nella prospettiva che fa parte del mio metodo, l’evoluzione applicata al vivere concreto: la responsabilità emotiva è fondamentale per costruire relazioni adulte, mature e consapevoli. Significa imparare a prenderti cura della tua esperienza interiore. È facile credere che qualcun altro abbia “causato” la tua rabbia, la tua insicurezza o un atteggiamento difensivo. E sebbene sia vero, che le persone intorno a noi possono avere un impatto sul nostro sentire, la nostra reazione emotiva è comunque nostra, e a noi, sta gestirla. Responsabilità non significa negare ciò che provi, perché responsabilità si porta dietro consapevolezza, che è il contrario del negare: significa riconoscere che i tuoi sentimenti sono informazioni, non munizioni. Se incolpi qualcun altro per come ti senti, gli cedi il controllo sulla tua stabilità. Quando ti assumi la responsabilità, cambi le cose, perché prendi nelle tue mani il potere di orientare le tue emozioni, e tutto ciò che ne deriva. La reattività danneggia la sicurezza più del disaccordo: il disaccordo non rovina le relazioni. L’instabilità emotiva sì.

Esempi potrei fartene a centinaia, ma questa volta il migliore puoi trovarlo nella tua vita. Basta pensare ad un momento in cui qualcuno ti ha detto qualcosa, ha fatto, qualcosa, e tu, hai reagito in un modo che ha peggiorato la situazione, la relazione, quel momento o momenti successivi. L’emozione prende il sopravvento, e quando l’emozione sopraffà la tua capacità di comunicare nel modo giusto, le cose non vanno per il meglio. Comunicare nel modo giusto vuol dire comunicare per costruire valore, per risolvere, per essere visibile agli altri, e intanto, sempre, imparare a vedere anche la persona che hai di fronte, senza i filtri delle emozioni reattive che scatenano parole, pensieri, azioni non buone, ma attraverso il vocabolario della saggezza del cuore. “Non buono” è tutto ciò che non è migliorativo.

Dalla giusta consapevolezza nascono le giuste scelte

Una parola detta da qualcuno tira fuori qualche parola da te, e le tue, portano quel qualcuno a rispondere, e così in un’escalation che mai porta, in quel momento, alla comprensione. Quel momento, lo crei tu, quando lasci che le emozioni prendano il sopravvento. Invece, le emozioni sono una guida e un vocabolario, più le comprendi, meglio puoi usarle per la tua vita. Artemide era una donna capace, organizzata, in tutto, sul lavoro, in famiglia, nelle relazioni, ma non con il marito. Era così da sempre. Con il marito, per timore delle reazioni che poteva avere, molto impulsivo, verbalmente aggressivo, sempre pronto a scaricare sugli altri i suoi malesseri, lei faceva finta che le cose andassero bene. Questo però con il tempo non aveva aiutato nessuno. Né Achille – come sai, nomi sempre di fantasia, nelle storie vere – né Artemide.

Perché comunque, quelle emozioni che fingeva di non avere per non peggiorare le reazioni di Achille, invece, le provava, sempre di più, e alla fine, era proprio lei a scatenare le discussioni che voleva evitare. Le discussioni difficili possono essere gestite, quando sai capire e ben usare le tue emozioni, mentre le reazioni che prendono il sopravvento, ti chiudi, o ti scateni, diventi sarcastico o vai in tilt, quelle non possono essere gestite, perché creano reazioni a catena. Posso dirti che Achille non aveva nessuna idea, di quello che il suo modo di essere produceva in Artemide, quando si sfogava, quanto le sue emozioni fossero forti, e negative, quanto nel tempo, avessero impattato anche sui sentimenti. Che sentimenti e sofferenza nelle relazioni vanno d’accordo, o meglio, non portano a relazioni felici. Quando Achille lo ha saputo, si è sentito quasi tradito, come se Artemide pensasse che lui non sarebbe potuto cambiare. Invece, voleva, perché il suo modo di esprimere le emozioni veniva dal suo malessere interiore, da una storia di vita complicata, e mica voleva restarci imprigionato.

La sicurezza della stabilità emozionale

Così, grazie al percorso che aveva iniziato Artemide, venuta da me per riuscire a comprendere, gestire e comunicare le sue emozioni sempre, anche con Achille, Achille ha visto un mondo nuovo, e lo ha voluto usare. E c’è riuscito molto bene. Più sereno lui, più serena Artemide, emozioni ben espresse, con le parole giuste, discussioni ben gestite, per risolvere, non per accusare o affogarci dentro. La reattività ti dice che è il tuo sistema nervoso a comandare, non i tuoi valori. E col tempo, questo erode la fiducia. La maturità emotiva è la capacità di sentire qualcosa pienamente senza metterla in atto immediatamente. Di capire cosa significhi, di usarla per risolvere.

C’è qualcosa di profondamente rassicurante nell’essere in una relazione con qualcuno che riesce a rimanere con i piedi per terra quando le emozioni aumentano. Non intorpidito. Non distante. Non indifferente. Non fuori controllo. Ma costante. Quando qualcuno può dire “Sono arrabbiato, ma voglio capire”, invece di inasprirsi o ritirarsi, questo crea sicurezza. E la sicurezza è ciò che permette alla vulnerabilità di crescere. La fiducia non si costruisce con grandi gesti. Si costruisce attraverso ripetute esperienze di stabilità. Chiediti onestamente: “Le persone, quando la situazione si fa tesa, mi percepiscono come una persona che può capire ed essere d’aiuto, e rimane salda, oppure no?”. A volte può accadere, di reagire in modo eccessivo. È umano. La responsabilità emotiva si manifesta in ciò che accade dopo. Riesci ad ammettere quando eri sulla difensiva? Riesci a scusarti senza giustificare il tuo comportamento? Riesci a riconoscere l’impatto senza discutere le intenzioni? Riparare ripristina la connessione. L’evitamento prolunga il danno. La responsabilità emotiva crea libertà, perché dipendi meno dall’umore di qualcun altro per sentirti stabile, sei meno reattivo ai piccoli cambiamenti, meno controllato dalle circostanze esterne. Questo tipo di stabilità è attraente, affidabile e potente. Ed è il fondamento di ogni sana relazione adulta.

Responsabile delle emozioni, responsabile della tua vita

La responsabilità emotiva non è un tratto della personalità. È una pratica, che puoi sviluppare, rafforzare ed allenare, ogni giorno. La forza delle tue relazioni riflette sempre la forza della tua capacità di usare le tue emozioni per comunicare, per crescere, per migliorare. Ogni forza può sostenere, quanto indebolire o distruggere. Sostenere è l’unica via che permette di costruire una strada di relazioni, emozioni e sentimenti che sia sempre in equilibrio, anche quando è complicato. Che responsabile, vuol dire essere fidato, maturo, cosciente un buon amministratore della tua interiorità. Annarosapacini.com, nel mio blog, pagina contatti, trovi i miei recapiti, la responsabilità emotiva la puoi costruire da subito. E puoi anche richiedere uno studio di grafologia evolutiva®, avviare un percorso di counselcoaching on line, dedicato alle tue priorità. Tutto, su misura, tutto pensato e costruito perché tu possa applicarlo alla tua, vita, ogni giorno, progredendo.

Un progetto pensato per sostenere l’evoluzione umana è anche questo podcast, “Comunicare per essere®”, lo trovi su tutte le app per musica e podcast, puoi iscriverti in ogni momento, e seguirlo dal mio blog, dove pubblico ogni settimana le nuove puntate ed anche i testi. Che la lettura, aiuta molto, la consapevolezza. Iscriviti al mio canale video su YouTube, se ancora non lo hai fatto, e puoi seguirmi sul tuo social preferito, mi trovi sui principali, a partire da Facebook. Per salutarti, parole e musica, per riflettere sulle emozioni e sulla loro forza. Italo Calvino, “Le emozioni sono tanto più forti quanto più il rapporto è precario, azzardoso e insicuro”. Lev Tolstoj, “La musica è la stenografia dell’emozione. Emozioni che si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente trasmesse nella musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato”. Daniel Goleman, “L’autoconsapevolezza – in altre parole la capacità di riconoscere un sentimento nel momento in cui esso si presenta – è la chiave di volta dell’intelligenza emotiva”. L’ultimo, di Thich Nhat Hanh, “Riconoscere le nostre emozioni senza giudicarle o respingerle, abbracciandole con consapevolezza, è un atto di ritorno a casa”.

Il brano s’intitola “Be you”. Le emozioni, le tue, devi conoscerle, starci bene. Anche quelle degli altri. La responsabilità emotiva è essere, con saggezza, sempre ricercando, sapendo che stai imparando, e quindi, che a volte la rotta deve essere aggiustata, ma ciò che conta è l’orizzonte verso cui stai andando. Grazie, di essere con me in questo viaggio, scrivimi, se vuoi farmi sapere cosa pensi, cosa vivi. Ti leggerò. E condividi questo podcast con chi muove le migliori emozioni nel tuo cuore, se pensi che possa essergli di aiuto. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“La responsabilità emotiva non è un tratto della personalità. È una pratica, che puoi sviluppare, rafforzare ed allenare, ogni giorno. La forza delle tue relazioni riflette sempre la forza della tua capacità di usare le tue emozioni per comunicare, per crescere, per migliorare” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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