Il potere delle parole (verba manent)

Il potere delle parole (verba manent),
Il potere delle parole è grande. Di quelle belle, e di quelle brutte. Il potere delle parole (verba manent), "Comunicare per essere®" podcast, Annarosa Pacini
“Comunicare per essere®”, podcast – da ascoltare e da leggere

Ciao a tutti e ben ritrovati all’ascolto – o “alla lettura” – di “Comunicare per essere®” podcast. Evoluzione personale, strumenti e visioni per migliorare la nostra vita e i rapporti con gli altri. Evoluzione personale che vuol dire anche professionale, sentimentale, affettiva, sociale, in ogni ambito della vostra vita, a partire da quello che, in questo momento, vi sta più a cuore. Approfondimenti e news li trovate sempre su annarosapacini.com.

Il potere delle parole (verba manent)

Parliamo, in questa puntata, del potere delle parole. Le parole hanno un potere enorme, quelle dette, come quelle pensate. Un potere enorme sulla nostra vita e sulla vita degli altri. Eppure, spesso ci comportiamo come se non fosse così. Alzi la mano chi non ha mai detto, nella sua vita, una cosa sgradevole ad un’altra persona. Se hai alzato la mano, non posso vederti, ma sei sicuramente più unico che raro. Se sei sincero, scrivimi. Ascolteremmo volentieri la tua storia.
Ma, se siamo stati sinceri, dovremo ammettere che, almeno una volta, è accaduto a tutti. Una critica diretta, un pettegolezzo dietro le spalle, un giudizio tranciante, una frecciatina, un consiglio, ognuno lo chiami come preferisce. Tanto, una frase sgradevole, sgradevole è e sgradevole resta, parafrasando Forrest Gump.

Quando le parole feriscono

Che cosa cerchiamo di ottenere, quando diciamo parole non “belle”? Nella maggior parte dei casi, si tratta di un modo per scaricare emozioni e sentimenti, che non riusciamo ad esprimere in maniera più appropriato. Il desiderio di ferire, quando c’è, viene dopo. Anzi, a volte, proprio non c’è. Potrei farvi un elenco di frasi dette dai genitori per “rinforzare” i propri figli: “hai il cervello disconnesso”, “non capisci niente”, “mi dai fastidio”, “se continui così farai una brutta fine”, o di quelle che i mariti dicono alle mogli o viceversa, a volte sottintese, a volte dirette. Non fanno mai bene, e non sono mai utili. Al massimo, possono produrre un “bene” momentaneo a chi le dice, certo non chiariscono, non risolvono, non fanno crescere.
Essere consapevoli del potere delle parole ci permette di utilizzarle per costruire valore in ogni momento della nostra vita.

Dal buon equilibrio interiore, le buone relazioni

La strategia migliore è quella che parte da dentro (di noi). Quindi, prima dovremmo lavorare sulla nostra consapevolezza personale, fondare il nostro equilibrio sull’essere autentici, far emergere al cento per cento il nostro Io originario. Grazie al nostro equilibrio e ad una stabile energia interiore, avremmo la possibilità di comprendere e sostenere chi incontriamo, indipendentemente dallo stato dell’altro. Così si influenza il nostro ambiente. Avendo ben chiaro chi siamo e cosa vogliamo dire, non ci sarebbe più bisogno di mezze frasi, allusioni, di cercare di usare le parole per aggredire, sovrastare, ferire.
La funzione primaria delle parole è quelle di comunicare. La comunicazione crea ponti e legami. Unisce, non divide. La comunicazione vera.
E, intanto, in attesa di avviare il nostro percorso di evoluzione personale, come possiamo fare?
Possiamo allenarci. A capire, noi stessi e gli altri. Ad esprimere noi stessi, a permettere agli altri di fare lo stesso. Un esempio, come sempre, tratto dalla vita reale e dal mio lavoro.

Allenarsi alla “buona comunicazione”

La madre dice alla figlia: “Ti fai sempre condizionare delle amiche, e quelle invece se ne fregano di te. Sarai una persona debole, se continui così. Perché non vuoi fare/dire/scegliere quella cosa? Solo perché non la fa/sceglie/dice la tua amica? Sei una delusione”.
Nel caso specifico, in effetti, la figlia non voleva iscriversi ad un corso perché la sua migliore amica aveva deciso di non parteciparvi, e si era “inventata” una scusa. Si sentiva offesa dal giudizio della madre, giudicata e non capita. In effetti, ci stava ancora pensando su, ed era tentata di iscriversi, ma dopo la sfuriata della mamma la voglia le era passata quasi del tutto.
Poi, ho incontrato la madre e le ho dato qualche dritta per orientarsi meglio. Orientarsi meglio, in comunicare per essere, vuol dire comprendere profondamente cosa proviamo, cosa vogliamo trasmettere, e riuscire a farlo, scegliendo le parole giuste, e più vere, e più adatte.
Poi, si sono incontrate di nuovo.
La madre ha detto alla figlia: “Mi dispiace davvero che tu non voglia partecipare al corso, dato che si tratta di una cosa che ti piace così tanto. Se lo fai perché non ti va, sono con te. Richiede impegno, e l’impegno nasce dalla volontà. Ma se lo fai perché pensi, in questo modo, di essere una buona amica, dovresti rifletterci. Un buon amico ti vuole bene per ciò che sei, ti capisce. A volte, senza rendercene conto, ci facciamo un po’ condizionare dagli altri, alla tua età, è accaduto anche a me. Mi piacerebbe che tu ti sentissi sempre libera di essere te stessa e di fare le tue scelte. E so che faresti qualcosa di eccezionale, come sempre”.
La figlia, a quel punto, ha risposto dicendo la verità: “In effetti, mi sarebbe piaciuto iscrivermi assieme a lei, e da sola, mi preoccupa un po’ partecipare. Ma hai ragione, è sempre stato il mio sogno. Lo so che tieni a me, non ti preoccupare. Già prima della tua sfuriata ero propensa ad iscrivermi. Adesso, che so che mi sostieni, ancora di più”.
Lo hanno espresso con parole loro, di cui le frasi sopra rappresentano una sintesi. Quello che ho scritto è un esempio di come un messaggio possa sempre trasformarsi da distruttivo a costruttivo.

Allenarsi alla “buona comunicazione”

Il potere delle parole è grande. Di quelle belle, e di quelle brutte. Il primo livello della buona comunicazione è dentro di noi. Esprimete ciò che davvero pensate e provate, con le parole giuste. Rispetto e assertività, apertura verso l’altro, capacità di ascolto.
La prossima volta che dovrete dire una cosa importante a qualcuno, fermatevi un attimo. Se state per dire qualcosa di sgradevole, o di negativo, scrivetelo su un foglio, ma non ditelo. Poi, rielaboratelo. Interiormente, prima, per iscritto, poi, sino a che non diventino parole belle capaci di esprimere il vostro vero pensiero. Non dovete cambiare il pensiero. Dovete solo allenarvi a costruire sempre valore, con ogni vostra parola. Anche quando non siete d’accordo o c’è qualcosa che non va. Il valore richiama valore, la sincerità richiama sincerità, il rispetto richiama rispetto. Usatelo, questo potere. E’ in tutti noi.
Aforismi della puntata
>> “Le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l’oratore trascina l’uditorio con sé e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente”, Sigmund Freud
>> “Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”, Buddha
>> “Bisogna assomigliare alle parole che si dicono”, Stefano Benni

Aggiungerei: dobbiamo essere le parole che diciamo.
Grazie per l’ascolto (o la lettura), alla prossima puntata.