Allena la concentrazione (ma sugli obiettivi giusti)

Anche la concentrazione si allena. La capacità di dare il meglio di te, in ogni momento, pur se stai affrontando più situazioni contemporaneamente, e magari, non tutte semplici e piacevoli, dipende da te e da quanto sei allenato. Allenato a cosa? Ad aumentare l’intensità della tua energia interiore, opportunamente istruita. Concentrarti su obiettivi che non sono giusti significa perdere chance importanti, ma dedicarti a quello che può davvero essere per te fonte di realizzazione e felicità, quello, vale sempre la pena farlo. La prima cosa, quindi, è capire come distinguere gli obiettivi giusti da quelli sbagliati. La seconda, imparare a direzionare la tua concentrazione. E se non sapessi quali sono gli obiettivi, o non ne avessi? Concentrati, e li troverai. C’è sempre un obiettivo giusto che ti aspetta, tutto sta a riuscire a vederlo.
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Allena la concentrazione (ma sugli obiettivi giusti)

Sul dizionario, alla parola “concentrazione” in ambito scientifico sono dedicate molte spiegazioni, ma, in senso figurato, la spiegazione è semplice: “l’operazione di dirigere o far convergere su un unico oggetto (astratto), verso un unico scopo: la c. delle proprie forze; l’obiettivo non potrà essere raggiunto se non attraverso la massima c. degli sforzi comuni. In partic., c. della mente o c. mentale, l’atto di concentrarsi, l’attività di fissare con intensità il pensiero su un oggetto; anche assol.: essere incapace di concentrazione”. Anche la difficoltà a concentrarti ha le sue ragioni.
I concetti generali a volte sembrano inadatti al caso particolare perché non tengono conto delle specificità. Ti racconto la storia di Matteo, storia vera, nome di fantasia. Matteo venne da me per curiosità. Un lavoro avviato, una vita abbastanza soddisfacente, non aveva a fianco a sé la sua anima gemella, ma la sua vita era piena ed interessante. Il problema che voleva risolvere era lavorativo. Nonostante la sua serietà ed il suo impegno, non faceva tutto quello che serviva perché la sua attività fosse sempre al massimo. Ordini, rappresentanti, nuovi prodotti, per un po’ riusciva a star dietro a tutto, poi, perdeva la concentrazione. Era questa la sua curiosità. Perdeva la concentrazione: perchè, e quale concentrazione? L’analisi grafologica di Matteo gli ha permesso di riflettere con attenzione su ciò che sapeva e su quello che sapeva ma ignorava (nel senso che lui lo ignorava perché non voleva che ci fosse, ma c’era ed era fondamentale). Una persona di animo gentile, dall’intelligenza vivace, ottime capacità di relazione e di approfondimento, operativo ma anche teorico, un po’ distaccato. Si conosceva abbastanza, sapeva di essere arrivato sin lì con le sue forze, anche combattendo molte battaglie, la perdita dei genitori quando era giovane, una malattia piuttosto seria che aveva superato da vincitore. Eppure non riusciva a vincere la sua tendenza a non concentrarsi sulle routine fondamentali del lavoro. Perchè se hai un negozio e devi vendere, e non organizzi bene il magazzino, e quando ti chiedono un prodotto, non ce l’hai, non lo puoi vendere, se lo fai sistematicamente, nonostante clienti affezionati ed azienda avviata, alla fine, i conti ne risentono. Ma, più di tutto, Matteo non era soddisfatto di se stesso e del suo comportamento, e non riusciva a spiegarselo. Era davvero così incapace di essere concentrato? No, anzi, si concentrava moltissimo sulle cose che lo appassionavano. La mancanza di concentrazione su quegli specifici aspetti della sua vita aveva ragioni lontane, da un lato, il fatto che avesse scelto quell’attività ereditando gli interessi familiari, e quindi, non l’avesse davvero scelta. Dall’altro che, per sua indole, era molto resistente verso tutto ciò che era fatto di regole fisse e precise. La “non concentrazione” era la protesta interiore di quella parte di Matteo che avrebbe sognato di fare altro. Capito l’arcano, con Matteo abbiamo lavorato per trovare il modo, primo, di usare la concentrazione per migliorare la situazione lavorativa, che era poi l’obiettivo iniziale.

Metodi per allenare la concentrazione, a partire dalle motivazioni giuste

Ci sono tanti modi pratici, per allenarla. Ma, soprattutto, abbiamo lavorato sull’obiettivo vero, quello più nascosto, quasi recondito, eppure, vitale: cosa doveva fare Matteo nella sua vita per realizzarsi ed essere felice. Altro, altre cose, altre scelte. Ci è arrivato pian piano, e si è concentrato sulla cosa giusta, ovvero, sulle sue aspirazioni, sulle cose che lo appassionavano, su quanto non fosse per nulla preoccupato dall’impegno o dalla fatica. Era invece molto preoccupato del giudizio dei fratelli. Ma ti dico una grande verità, che il mio lavoro ha fatto emergere, negli anni, in tante situazioni di relazione, fratelli, coppie, genitori e figli, amici: chi ti ama davvero, vuole la tua felicità, non la sua. Perciò ti appoggia, e se non sa come fare, vuole imparare a farlo. L’attività Matteo ha iniziato a gestirla con il fratello minore, e lui ha scoperto la sua vocazione, è passato dalla vendita di prodotti per il benessere ad agire per il benessere, diventando istruttore. Quindi, non solo ha saputo allenare la sua concentrazione, ma anche direzionarla e focalizzarla, e mentre, quando non puntava sugli obiettivi giusti, si scordava puntualmente di fare gli ordini in negozio, quando ha iniziato a concentrarsi su quelli che davvero erano giusti per lui, non si è più dimenticato di fare un ordine, e nel frattempo, di studiare per acquisire la formazione necessaria, e di seguire le pratiche amministrative, e di istruire il fratello. La concentrazione si allena, e può espandersi quanto vuoi, perché è direttamente proporzionale alla tua energia interiore. Coltiva la tua energia interiore ed accrescerai la tua capacità di concentrazione. Per questo, la prima cosa è che tu impari a distinguere gli obiettivi giusti da quelli sbagliati – non in senso generale, giusti per te -.

Concentrazione e passioni, il giusto equilibrio

Ti faccio un esempio personale: a me piace molto insegnare, formare. Ho anche insegnato, per alcuni anni, appena laureata. Ancora oggi ragazzi a cui ho fatto delle supplenze mi incontrano, mi riconoscono ed hanno qualcosa di bello da dirmi, e mi ringraziano, e si ricordano di me. Ma io non volevo insegnare una materia, volevo aiutare le persone che avevo di fronte a crescere, a credere in se stesse, a sviluppare un approccio alla vita che potesse sostenerle e renderle forti e realizzate. In senso generale, mi piace molto l’insegnamento, ma, a livello personale, amo un tipo di insegnamento che non può essere realizzato all’interno di un percorso scolastico standard. L’ho capito ed ho fatto le mie scelte. Le scelte giuste non è detto che siano semplici. Forse, uno stipendio fisso può sembrare più allettante che non progetti innovativi e sempre da mettere alla prova, ma ognuno deve decidere per se stesso, non c’è una risposta valida per tutti. Più o meno negli stessi anni ho iniziato a lavorare come giornalista. Scrivevo allora e scrivo anche oggi. Oggi ancora di più. Ma anche lì ho dovuto imparare, ci sono cose di cui amo scrivere, ed altre meno, e fare scelte, e prendere decisioni. E potrei raccontartene molte altre, di scelte, decisioni, del bisogno di concentrarsi sugli obiettivi personali cui si affiancano altri obiettivi altrettanto importanti, sostenere chi ami, aiutare qualcuno che ha bisogno di te, trovare risposte per chi non sa che domande fare… Matteo è stato onesto e sincero con se stesso, anche se ogni tanto si affacciava qualche timore, aveva ben chiara la sua strada.
E’ così che distingui gli obiettivi giusti, partendo da te stesso, imparando a conoscerti sempre meglio. Ti può aiutare anche questo semplice sistema: prendi un foglio bianco, dividilo a metà con una penna, traccia una riga, per intenderci, a sinistra scrivi le cose che fai e non ti rendono felice, a destra, quelle che fai e ti rendono felice. Poi, su un altro foglio, stessa divisione, a sinistra scrivi le cose che non vorresti fare, perché non ti rendono felice, e a destra, quelle che vorresti fare, perché sai che ti renderebbero felice. Lì dentro potrai già trovare più di un obiettivo.

Impara ad ascoltare i tuoi desideri profondi

La seconda cosa da fare, è imparare a direzionare la tua concentrazione, e qui gioca un ruolo fondamentale la tua natura originaria, di nuovo, la forza interiore. Richiede saldezza e fermezza, restare concentrati sulle cose giuste. In questo modo, scoprirai che c’è sempre un obiettivo da perseguire, non importa quanto piccolo o quanto grande. E non solo: quando trovi un obiettivo giusto, e inizi, e alleni la tua concentrazione, è lì che ti rendi conto che la concentrazione c’è, e puoi usarla, e puoi direzionarla, quello è il momento in cui inizi a cambiare la tua vita, scegliendo gli orizzonti più giusti per te. L’analisi grafologica della scrittura, della tua scrittura, ti mette a disposizione davvero tutte le tue risorse, non solo quelle che usi, anche quelle che tieni chiuse nel cassetto o che magari sono in uno scrigno che nemmeno sai di avere. La grafologia evolutiva® è la mia passione, non la sola, ma certo una delle mie passioni più grandi, perché mi permette di realizzare uno degli obiettivi su cui mi sono concentrata da sempre: consentire alle persone di vedere e riconoscere il proprio valore e su quello, fondare la propria realizzazione e la propria vita, per una felicità fatta di cose vere e consapevolezza ed equilibrio. Un modo di essere che è unico, perché è il tuo, e quando lo attivi, resta con te per tutta la vita, perché tutta la vita è sempre apprendimento e crescita, se lo vuoi, e anche se non lo vuoi. Se vuoi conoscere meglio il mio metodo, il grande potere dell’analisi grafologica e della grafologia evolutiva, scoprire cosa insieme, tu ed io, possiamo fare per te, contattami, il primo incontro informativo su Skype è gratuito. Scrivimi o telefonami, come preferisci. Nel mio sito, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti, anche social. E per mantenere ben accesa la tua concentrazione, iscriviti al mio podcast, se non lo ha già fatto, nuove puntate ogni settimana, lo trovi su Spreaker, su Apple Podcast, su Spotify, su tutte le app per musica e radio. E ti consiglio di iscriverti anche alla newsletter, per non perderti le novità. A conclusione della puntata, come consuetudine, aforismi in tema e brano musicale. Sulla concentrazione ne ho trovati di bellissimi, non è stato facile scegliere. Il primo, di Steve Jobs: “È stato uno dei miei mantra, concentrazione su una cosa e semplicità”. Il secondo, del Dalai Lama: “Le Sei Perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente”. Lo trovo molto vero, ci ricorda che anche le cose che sono semplici, in realtà, hanno radici profonde, e così è anche per la concentrazione, che non è mai solo concentrazione, ma sempre molto di più. Il brano s’intitola: “A look back full”, guardarsi indietro, per non dimenticare. Tu sei la tua storia, e la storia cambia, ogni giorno, scrivi una pagina nuova, ti auguro di scrivere la storia che hai sempre sognato. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto alla prossima puntata.

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