C’è sempre da imparare, anche dall’opinione che gli altri hanno di te. Non chi sei tu, chi sono loro. Il giudizio degli altri è basato sui loro personali parametri, ed è molto utile per capire quali siano le priorità interiori della persona che hai di fronte. Le opinioni, infatti, sono basate su molti elementi: il modo di essere e pensare, le esperienze di vita, le soddisfazioni e le insoddisfazioni, il desiderio di realizzazione ed il desiderio di rivalsa. Tutto insieme, e molto di più. Il motivo per cui non dovresti temere le opinioni degli altri è che non ti definiscono, pur tuttavia ti insegnano a capire un po’ della vita dell’altro, e ti insegnano, se non corrispondono a ciò che senti, e scegli di essere, che c’è qualcosa che puoi fare per migliorare. Perché più sei coerente con te stesso, più dai alla luce te stesso, più noterai come le opinioni di chi ti conosce bene saranno soddisfacenti, e veritiere. A volte, un aiuto per migliorare, altre, per farti conoscere meglio. Ed i giudizi di chi non ti conosce saranno, invece, preziose informazioni sulla loro vita. Una buona opinione è ben fondata, e un’opinione fondata è sempre una possibilità nuova. Se poi giusta, per te e la tua vita, questo, solo tu puoi deciderlo.
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Qual è l’opinione che davvero conta
Nelle ultime settimane ho ricevuto diversi messaggi, da persone diverse, che gravitavano intorno a questo concetto: penso che gli altri parlino di me (e questi “altri” possono essere amici, familiari, colleghi di lavoro, o il partner), o mi critichino, e la loro opinione su di me non sia buona. Questo mi fa stare in ansia. Questo stare in ansia produce effetti diversi, da persona a persona: chi si isola, chi aggredisce, chi cerca di cambiare per accontentare questo “altro”, soprattutto se è una persona importante; chi crede che quell’opinione possa produrre un effetto sulla propria vita. E questo è il punto: nessuna opinione può produrre un effetto su di te, a meno che tu non le dia quel potere. In realtà, l’opinione degli altri è qualcosa di molto utile, anche le opinioni negative.
Opinione, si legge sul dizionario Treccani: “Concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni, quando, mancando un criterio di certezza assoluta per giudicare della loro natura (o delle loro cause, delle loro qualità, ecc.), si propone un’interpretazione personale che si ritiene esatta e a cui si dà perciò il proprio assenso, ammettendo tuttavia la possibilità di ingannarsi nel giudicarla tale”. Questo è l’elemento che manca: in realtà, molte persone credono che la loro opinione sia la realtà. E non sanno di ingannarsi. Ma ogni prospettiva, è una prospettiva. Lo si comprende bene nel disegno tecnico: se osservi una costruzione da una prospettiva centrale hai una visione molto diversa da quella che ti darà la prospettiva angolare. Così, per le persone, raramente le prospettive sono complete. Puoi arrivarci, con impegno e volontà.
Perché il giudizio degli altri non dice chi sei davvero
Ripartiamo: la prima opinione da coltivare, intesa come giudizio ben fondato, è la tua. Una buona opinione dovrebbe essere veritiera e pronta all’evoluzione. Gemello, nome di fantasia, storia vera, è un uomo con tante belle qualità, ma tende ad usarle come metro di paragone con gli altri, e risulta, perciò, molto giudicante e poco comprensivo. Gemello non è felice del modo in cui la sua opinione sta influenzando la vita di coppia, e nemmeno di come influenza i rapporti con i colleghi di lavoro. Perciò si è adoperato per riuscire ad imparare ad avere dei giudizi fondati, più corretti, non basati sul suo modo di essere, ma basati sul rispetto dell’altro.
Per questo, c’è sempre da imparare, dall’opinione che gli altri hanno di te, e non dovresti avere paura. Se è sbagliata, puoi correggerla: a volte, una persona si fa un’opinione perché nota alcune cose, ma non altre; altre volte, perché tu ne rendi visibili alcune, ma non altre. E magari, quelle meno visibili, sono quelle che ti rappresentano di più. Ma l’opinione che l’altro ha di te, non sei tu. Quindi dedicare le tue energie a pensare all’opinione degli altri, soffrirne, sentirti bloccato, farti condizionare nelle tue azioni e reazioni, è del tutto improduttivo, per la tua vita, e, di solito, rinforza le opinioni, anche sbagliate. Spesso ho avuto, tra i miei cari clienti, persone di una sensibilità straordinaria che pensavano fosse un difetto perché qualcuno la chiamava suscettibilità, o debolezza. Ma nessuna tua caratteristica diventa qualcosa che ti fa male, a meno che tu stesso non sappia come utilizzarla per stare bene.
Anche dalle opinioni sbagliate s’impara
Sensibilità è sensibilità, grande, bellissima, aiuta a stare meglio con se stessi, con gli altri. Non si è deboli, si è capaci di percepire in profondità, e questo, ha un costo. Ma è un costo bellissimo, perché puoi sviluppare rapporti umani di grande valore, e anche le opinioni – le tue, in questo caso – diventano un contributo alla vita dell’altro. Chi dà opinioni che fanno soffrire gli altri, che non mostrano rispetto, che non sanno comprendere la ricchezza e la complessità di un altro essere umano, rivela qualcosa di sé. Restando nell’esempio della sensibilità, la troppa o la poca sensibilità, portano spesso ad opinioni in attacco o in difesa, che rispondono a ciò che è, e pensa, e dice, chi le esprime. Ascoltando le opinioni degli altri, puoi capire meglio chi sono, capire meglio come farti conoscere, scegliere di imparare nuove parole, e cercare nuove vie.
Qualche giorno fa, in un interessante meeting, ho riportato un’opinione oggettiva su un fatto, descriveva l’evento e l’effetto che aveva avuto sulla persona che lo aveva vissuto. Una delle persone partecipanti al meeting ha dato un’opinione, sul significato della mia, opinione, del fatto, delle persone, estremamente giudicante. Sbagliata. Perché non disponeva di tutti i parametri necessari per poterla comprendere appieno. Cosa ho fatto? In un secondo momento, ho parlato con quella persona, le ho fornito tutte le informazioni utili, così che potesse valutare meglio. Avrebbe anche potuto rimanere della sua opinione: usare le opinioni per migliorare vuol dire progredire nella strada delle relazioni, di una comunicazione valoriale che costruisce, ma è libertà, non dovrebbe essere visto come un obbligo al cambiamento dell’altro, ma come una possibilità al miglioramento proprio. Lei ci ha pensato su un paio di giorni, e poi, mi ha spiegato la natura della sua opinione, che avevo già compreso. Dalla sua vita, da qualche esperienza negativa, derivava un’opinione negativa su tutto ciò che richiamava il suo vissuto. Liberata l’opinione dalla storia personale, ha potuto cogliere da quel mio messaggio il significato vero, che era tutt’altro, positivo ed incoraggiante.
Coltivare la coerenza: le opinioni (giuste) come messaggi evolutivi
Così ogni opinione che dai lascia una traccia di te, ogni opinione che ricevi è la traccia del mondo interiore di un’altra persona. Vanno ascoltate perché ti aiutano a conoscere meglio l’altro, ma restano opinioni, punti di vista. Quello che serve, è che l’opinione che tu, hai di te stesso, sia ben allineata con il tuo essere, che coltivi la tua coerenza, nei pensieri e nelle azioni: da questo, da usare la coerenza applicata al vivere quotidiano, deriva una grande possibilità di conoscenza, dell’animo umano, incluso il tuo. Di ciò che più ti sta a cuore, ma anche di ciò che più sta a cuore all’altro. Le persone possono parlare di te, oppure, con te. Possono criticarti pensando di aiutarti. Possono avere un’opinione non buona su di te senza che questo voglia dire che quell’opinione sia la persona che sei. Se le opinioni degli altri non ti corrispondono, quello che puoi fare è renderti visibile, e manifesto, con chiarezza, coerenza e coraggio. Che è poi anche il fondamento della libertà.
Se coltivi il tuo essere, e il tuo bene, un’opinione di chi ti conosce, sarà sempre qualcosa che è anche un messaggio. E se non sarà giusta, vuol dire che chi parla di te non ti conosce abbastanza. Ma sempre, la sostanza, e la verità, vengono prima di ogni giudizio ed opinione. E se qualcosa non va bene, se vuoi trasformare, progredire, non concentrarti mai sulle opinioni, concentrati sulla sostanza. La sostanza sei tu, e più ti rafforzi, più la tua vita corrisponde al tuo punto di vista interiore, alla prospettiva che scegli e che sei. Da tutto, nella vita, anche dalle opinioni degli altri, c’è sempre qualcosa da imparare. Non avere paura delle opinioni, che siano quelle che hai di te stesso, o quelle degli altri: trasformale. E se vuoi farlo con me trovi tutti i miei recapiti nel mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, ed anche sui social.
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Per salutarti, pensieri, in parole e in note. Tre aforismi sulle opinioni. Wayne Dyer: “Aver bisogno di essere approvato è come dire: vale più il tuo concetto su di me dell’opinione che ho di me stesso”. Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”. L’ultimo, di Sergio Bambaren: “I veri amici sono quelli che si rispettano anche sulle cose per cui non sono d’accordo”.
Il brano s’intitola: “Beauty”. Un’opinione di qualcuno ti fa soffrire? Pensa sempre alla bellezza che racchiudi, e non solo tu, anche gli altri. Questo aiuta, a rendere le opinioni punti di vista migliori. Se vuoi farmi conoscere la tua, scrivimi, lascia un commento, ti leggerò. Grazie per essere con me, in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao
“Se qualcosa non va bene, se vuoi trasformare, progredire, non concentrarti mai sulle opinioni, concentrati sulla sostanza. La sostanza sei tu, e più ti rafforzi, più la tua vita corrisponde al tuo punto di vista interiore, alla prospettiva che scegli e che sei” -Annarosa Pacini
Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)


