Perché non riesco a dire di no

Dire di no quando è giusto, è una cosa che ti fa bene. Anche dire di sì, quando è giusto, è una cosa che ti fa bene. Tutti quelli che pensano di non riuscire a dire di no, davvero vorrebbero dirlo? Quel tipo di sensazione, da dove arriva, cosa significa, e, soprattutto, come si fa a cambiare un atteggiamento che pensi di non voler avere? Questo pensiero non è del tutto esatto: se non dici di no, è perché una parte di te vuole dire anche sì. Quello che fa la differenza, sono le ragioni, gli effetti, dentro e fuori di te, le conseguenze. Tutto si può migliorare e trasformare. Tutto. Il come, è legato alle cause e ai motivi. Intanto, puoi iniziare a farti un’idea, del no che deve essere no, del sì che ha i motivi, per essere sì, e del sì che vorrebbe essere no, perché non ti piace la risposta che ottiene, ma una parte di te, resta fortemente convinta che quello che fai, va bene. È da qui che devi partire, se vuoi arrivare a dare le risposte che sono davvero, giuste per te.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Ascoltare e comprendere gli imperativi interiori

È una sensazione che in molti, almeno qualche volta nella vita, hanno avuto: fare qualcosa per qualcuno, prendere una decisione seguendo un metro di misura che viene da fuori, e poi, pensare che non avresti voluto farlo, o dovuto, farlo. C’è una grande, grandissima differenza, come tra questi due verbi, volere e dovere. Pensare che non avresti voluto farlo, spesso è orientato verso l’effetto che tu provi, legato a quello che pensi di te stesso. Invece, ritenere che non avresti dovuto farlo, spesso è orientato verso gli effetti esterni, la risposta che hai ottenuto non ti ha ricompensato, non ti ha fatto bene. L’argomento è molto ampio: riuscire a difendere i propri spazi, i propri diritti, interagire in modo proattivo, assertivo, resiliente, tutto questo aiuta a vivere relazioni in cui ti senti più soddisfatto di te, e anche, degli altri. Ma non bastano degli atteggiamenti interiori se sei alla ricerca di quella soddisfazione, piena e consapevole, che è anche realizzazione, e condivisione, riconoscimento e ascolto. Ti faccio degli esempi presi dal mio lavoro, storie vere, nomi di fantasia.

Diana, scrittura molto accurata, calibro non grande, molto movimento, ma assai controllato. Ci tiene, a fare bene. Ci tiene, all’opinione degli altri. Percepisce tanto, e non vuole creare conflitti e sofferenze. Quindi, sceglie spesso di mettere da parte le sue istanze. È una donna forte, Diana, consapevole, non arrendevole. Quando ha iniziato a lavorare con me, aveva il convincimento di essere debole e che il suo dire di no fosse legato alla sua difficoltà, ad affermarsi, a parlare chiaramente, perciò non lo diceva, diceva “sì”. Ma la storia di Diana è un’altra. Lei ha a cuore gli altri, le piace far bene non per avere un riconoscimento esteriore e formale, le piace fare bene perché il suo criterio interiore, morale, etico, anche, pratico, è ben definito. Se lascia andare, se lascia correre, se non fa qualcosa che può fare, e dice no, l’effetto che ottiene non è migliore. Anzi. Peggiore, perché non risponde ad un suo imperativo.

La coerenza verso te stesso

Lavorando con me ha ben focalizzato questo aspetto, che le ha permesso di essere molto più soddisfatta, e consapevole, e apprezzare la sua forza, e il suo valore. Riuscire ad aiutare anche chi non se lo meriterebbe, usando metri molto generali in cui la relazione umana è uno scambio di qualcosa. Ma il metro di Diana è la qualità della relazione, e per lei, aiutare, è, appunto, un imperativo autentico. Quello che ha imparato a fare è distinguere le risposte degli altri, riuscire a far comprendere che quella sua disponibilità è frutto di scelta, di impegno, non è scontata. È un dono. E così, ha scoperto tanto, quanto ci sia chi davvero la apprezza, e quanto ci sia chi vive in un mondo di suo egoismo. Questo, le ha consentito di scegliere, quando dire no, e quando dire sì, e quando dire sì, anche se con un po’ di fatica, perché lo fa per se stessa. Ha migliorato così molte relazioni, chi tendeva a dare per scontata la sua disponibilità, ha imparato che nulla è scontato, e che se vuoi mantenere una vera, autentica, profonda relazione, devi impegnarti anche tu. Non solo chiedere, anche dare.

Bruno aveva una storia personale e professionale in cui si era sentito schiacciato. La sua percezione era quella di essere stato un uomo che si era adeguato troppo. Ma quando siamo andati a capire chi davvero è Bruno, al di là di un’idea di se stesso che veniva dai modelli condizionanti, familiari, anche, sociali, abbiamo scoperto che non era quella, la verità. La verità era che Bruno sapeva bene quale fosse il sì e quale il no, ma poiché, più di tutto, voleva dare il meglio, alla fine faceva quello che doveva perché voleva. Questa è la chiave: dovere non è più un obbligo, ma una scelta. Volere è la consapevolezza di come sei fatto. Ho anche avuto clienti che dicevano no, e invece, avrebbero voluto dire sì, perché se ami, c’è bisogno, di vicinanza e partecipazione. Ognuno ha una storia, e degli effetti, ma più di tutto devi a te stesso la coerenza massima con la tua natura, e poi, tenendo presente, in modo realistico, la vita che vivi, i tuoi obiettivi. Sempre, coerenza.

Dire di no (oppure di sì): perché quello che conta è che la risposta sia giusta per te

Tanti, sono i motivi per cui a volte non si dice un no, ma possono essere giusti. È l’effetto che la scelta produce in te, che devi ben valutare. Ti racconto un piccolo episodio personale: mi avevano chiesto di partecipare ad alcuni incontri, perché utile per alcuni obiettivi. Io sapevo che quegli incontri non erano utili per me, ma dato che sono molto collaborativa, comprendo bene le posizioni degli altri, e mi adatto quando lo ritengo giusto, ho partecipato. Dopo alcuni incontri, la mia valutazione è stata confermata. Effettivamente, stavo lì, ma non per me. Così ho deciso di non partecipare più. Il sì, è stato ponderato, il no, è stato ponderato. Quando ho detto no, chi mi aveva invitato è rimasto colpito, perché sono sempre, e autenticamente, disponibile, anche quando mi costa un certo impegno. Ha pensato addirittura di aver sbagliato qualcosa.

A quel punto, ho valutato i motivi del mio no, e i benefici che il mio sì avrebbe potuto apportare. Ed ho deciso di riprendere a partecipare, cambiando però l’approccio, più mio, più personale. Questa è la scelta consapevole: perché per arrivare dove vuoi arrivare, devi rendere visibile ciò che c’è bisogno di vedere. Ed anche, vedere, quello che serve per capire. Perciò, non è del “dire no”, che devi occuparti, ma di cosa è giusto per te, perché, come lo puoi raggiungere, come comunicarlo, come liberarti dagli effetti interiori che ti fanno soffrire. C’è sempre un motivo, nel sì di cui a volte ti penti. E spesso, quella sensazione, non dipende dal sì, dipende dagli altri. Qualcosa che non hai avuto, non hai percepito, questo, ti fa soffrire e rende il no come se fosse una mancanza nei confronti di te stesso il non dirlo.

Scegli la forza del sì e del no consapevoli

Bruno oggi sta davvero esprimendo se stesso a livelli nuovi, più assertivo, più chiaro, e sempre, disponibile. Ma riesce a far vedere tutto quello che c’è, dietro ai “sì” e dietro ai “no”. Devi prenderti cura di ogni parte di te stesso, non giudicarti. Comprenderti, e poi, in base alla vita che vuoi vivere, allenare gli atteggiamenti che ti fanno bene. È da qui che devi partire, se vuoi arrivare a dare le risposte che sono davvero, giuste per te.

Vuoi iniziare a coltivare questa dimensione nella tua vita? Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti, scrivimi, telefonami, dimmi quello che vuoi migliorare, potenziare, aggiungere a te stesso, da te partiremo perché la tua unicità possa illuminare la tua vita, e i “no” e i “sì” non saranno più un problema. E non mi stancherò mai di ricordare che persone migliori rendono migliore il mondo, e più ti prendi cura di te stesso, più cura porterai nella tua vita e nella vita. Un cammino sempre in movimento, mai uguale, pieno di cose e prospettive nuove da mettere in pratica, come quelle che condivido con questo podcast, Comunicare per essere®, centinaia di ore di lavoro che metto a disposizione di tutti coloro che scelgono di essere la parte migliore della propria esistenza, attori, e non spettatori. Puoi seguirlo dal mio blog, dove pubblico ogni settimana le nuove puntate ed i testi, se ami leggere, cercare ed approfondire i temi che preferisci, tramite il motore di ricerca interno potrai trovare molte puntate di approfondimento, ed iscriverti liberamente dalla tua app preferita per musica e radio, da Spotify ad Apple podcast a Spreaker a quella che vuoi. Mi trovi sui principali social, a partire da Facebook, cerca “Annarosa Pacini” e non dimenticare di iscriverti al mio canale video, su YouTube, ogni settimana video e podcast, e attiva le notifiche ovunque, per restare sempre aggiornato.

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Per salutarti, aforismi sul significato del dire sì, e del dire no, e musica, che possa aiutarti a trovare le ispirazioni giuste. Pitagora, “Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessione”. Gandhi, “Dovunque c’è verità deve essere data con amore, o il messaggio e il messaggero verranno rifiutati”. Chris Widener, “Sii te stesso, sii tenace, sii gentile e sii riconoscente. Questa è la breve ricetta per il successo e la felicità nella vita”. L’ultimo, di Deepak Chopra, “Quando si effettua una scelta, si cambia il futuro”. A te, scegliere come cambiarlo. “Shine” è il titolo del brano. Splendi, sii te stesso, impara a stare bene con le tue decisioni. Questo è vivere intenzionalmente, dare alla tua vita la direzione che più ti appartiene. Scrivimi, lascia un commento, condividi questo podcast, e grazie per essere con me, in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Splendi, sii te stesso, impara a stare bene con le tue decisioni. Questo è vivere intenzionalmente, dare alla tua vita la direzione che più ti appartiene” (Annarosa Pacini)

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