Come non farsi schiacciare dal lavoro

Come non farsi schiacciare dal lavoro significa come restare fedele a te stesso, ai tuoi valori, e usarli sempre. Significa trovare la forza per affrontare la realtà. Significa, quella realtà trasformarla. Non significa che non esiste, non significa che non serva impegno. Ogni situazione è un’esperienza che ti pone, innanzitutto, di fronte a te stesso: lì devi decidere, cosa fare, come, perché. Il lavoro è parte della vita, vivere bene il lavoro che fai vuol dire vivere bene la tua esistenza. Ogni situazione è un tesoro, che può arricchirti e renderti più forte, o impoverirti, e renderti più debole. La forza la costruisci tu. Le storie di chi non vuole farsi schiacciare dal lavoro, e del momento in cui inizia il cambiamento.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Quanto conta la qualità del lavoro nella vita

Il momento in cui inizia il cambiamento è quello in cui ti attivi per cercare una strada nuova. Non una strada qualunque, quella necessaria per arrivare dove vuoi arrivare. Inizio da un messaggio che ho ricevuto, una piccola parte, di qualcosa di molto più ampio: “(…) Poco più di due anni fa sono entrata in questa azienda ed il ruolo che mi era stato affidato consiste nel trovare il modo di evitare problematiche nella produzione. Controllare, fare verifiche e trovare soluzioni. Ti posso dire che non sono riuscita nel mio compito, i colleghi non sono stati collaborativi, anzi, se hanno potuto, mi hanno messo in cattiva luce. In questo momento una collega che ha ricevuto un’investitura da parte del titolare non è per niente accomodante. Questo mi crea, nella mia già fragile autostima, un grosso problema ad andare al lavoro. (…) Il titolare mi ha trattato malissimo, ha usato parole molto forti. (…) Io non riesco ad essere presente al lavoro, mi distraggo molto, non sono motivata. Ho difficoltà a gestire le aggressioni, o rimango zitta, o esplodo, o tendo a dire bugie. Ho cercato un modo per difendere i miei confini, i colleghi sono particolarmente aggressivi. Ma ho rinunciato. (…) La possibilità di costruire un ambiente sano, non è prioritario. C’è solo quest’atmosfera di paura, che comunque sia hai sbagliato, non hai detto, non hai scritto, non hai fatto. E io accuso molto (…)”.

Oriana, nome di fantasia, ci offre un quadro che ci fa capire molto bene la situazione. Stare in un posto di lavoro in cui non stai bene, in un ambiente, in cui non stai bene, con colleghi, con cui non ti trovi a tuo agio. Il lavoro occupa uno spazio importante, nella vita. E certe situazioni, non sono affatto semplici, da affrontare ogni giorno. Oriana ci descrive un ambiente che non è in armonia con il suo essere. Non dico “positivo”, poiché, nella mia esperienza, nessun ambiente in sè è, in assoluto, o in senso generale, positivo, o negativo. Ma lo diventa per la persona che lo abita.

I criteri fondamentali per capire se un lavoro fa per te

Così accade che, vivendo esperienze che portano sofferenza e svalutazione, una persona perda di vista alcuni elementi essenziali, che riguardano il valore personale, gli ideali cui ispirarsi nella vita. Il primo, fondamentale aspetto, è l’importanza di cercare un ruolo professionale in linea con ciò che più caratterizza il proprio sentire e la propria sensibilità, attitudini temperamentali ed intellettive, non teoriche, praticamente applicate, che, con l’esperienza che si acquisisce, nel tempo, s’impara a riconoscere ciò che è giusto, e ciò che non lo è. Questo dovrebbe guidare le scelte: se il tuo lavoro è sofferenza, è molto probabile che le caratteristiche richieste per il tuo ruolo non siano le migliori, per la tua sensibilità. Se ami la pace, un ruolo in cui devi combattere, non farà per te. Se ami l’azione, un ruolo in cui devi essere passivo, non ti renderà felice. Quando una persona si sente schiacciata dal lavoro, si crea un’atmosfera che allontana dalla chiarezza necessaria per gestire i problemi. Chiarezza che Oriana ha, ed anche tu, ognuno di noi, ma usarla oltre il clima in cui si vive, quello non è mai semplice.

Il secondo aspetto, riguarda le priorità personali e familiari, a cosa, dare priorità, quali istanze conciliare, quali invece imparare a lasciar andare. Rodrigo, altra storia di vita, è una cara persona che ha iniziato a lavorare con me perché quando ha deciso che voleva trovare un altro modo per vivere, non sentirsi schiacciato dal lavoro, avvilito, svilito, nessuno intorno a lui lo capiva. La sua sofferenza non valeva quanto lo stipendio. Il benessere che derivava dalla sicurezza economica per le persone intorno a lui, valeva di più di ciò che provava. E così, alla sofferenza per il lavoro, si è aggiunta quella che veniva dal non sentirsi compreso da chi amava. Per Oriana, per Rodrigo, per te, per me, sempre, c’è una visione ben chiara da tenere ferma: la persona viene prima, della scelta, del lavoro. La decisione, viene prima. Poi, si tratta di essere ciò che si è. Potrei raccontarti tante storie di persone che, in modo diverso, affrontano situazioni, come quella di Oriana, non affini al loro spirito, ma diventando più forti, riescono a non perdere chiarezza.

Non farti schiacciare, dal lavoro e dalla vita: il punto focale

Si può sempre migliorare, anche l’autostima. Ma il punto focale è restare fedeli a ciò che è giusto. Che una cosa è l’autostima, altro, il rispetto (ad esempio). Una persona può avere una buona autostima, ma scegliere di lavorare in un ambiento in cui il rispetto è carente, non riguarda l’autostima. Riguarda le scelte di vita. C’è chi in certe situazioni trova una propria dimensione, e quindi, non diventano una sofferenza interiore, ma un dato di fatto con cui convivere cercando di fare, e trarne, il meglio, e chi, invece, decide che proprio non vuole “abitare” certi ambienti. Nessuna scelta è giusta in senso assoluto, ma sempre esiste una scelta giusta per quella persona, per quel momento, per quella vita. Non solo, l’esperienza m’insegna che spesso, un certo tipo di “sopportazione” ne porta con sé anche altre, adattamenti che sono rinunce al proprio giusto spazio nella vita. C’è sempre molto da fare, su tanti fronti (volendolo fare). Così, la sofferenza di Rodrigo si riversava sulle relazioni, in famiglia, con gli amici. Ma c’era sofferenza, già da prima, anche lì. Piccole cose, che però, giorno dopo giorno, diventano grandi.

Per non farti schiacciare, dal lavoro come dalla vita, dalle relazioni che non fanno per te come dai pensieri che ti allontanano dal tuo ben-essere (con il trattino tra ben ed essere), devi restare fedele a te stesso, ai tuoi valori, usarli sempre. Trovare in te la forza per affrontare la realtà è l’unico modo per trasformarla. Con impegno. Impegno, è una bella parola, vuol dire “impiego di tutte le proprie forze nel compimento di qualcosa”, partecipazione attiva, cura, attenta, con buona volontà. Il lavoro è parte della vita, per chi ce l’ha, e per chi non ce l’ha, vivere bene il lavoro (la presenza, o l’assenza) vuol dire vivere bene la tua esistenza. Ogni situazione è un tesoro, che può arricchirti e renderti più forte, o impoverirti, e renderti più debole. La forza la costruisci tu. Da questo, che è vero per tutti, arriviamo alla parte che è diversa per ognuno: ogni situazione ti pone, innanzitutto, di fronte a te stesso: lì devi decidere, cosa fare, come, perché. Ognuno ha le proprie risposte, la propria strada. Il mio lavoro si concentra lì, nel trovare le risposte, nel tracciare la vita. Per Rodrigo, come per Oriana, come per te.

Usare le esperienze per progredire e stare meglio, anche nel lavoro

Diventare più forti? Cambiare processi di pensiero? Cambiare lavoro? Trovare lavoro? Non farti schiacciare, dal lavoro? Crescere, nel tuo lavoro? Stare bene, nei tuoi panni e nella tua vita, questo, è la base. Quello che ho risposto ad Oriana, quello che Rodrigo ha messo in atto, vale anche per te: ognuno di noi può fare molto, per se stesso. Quello che occorre, è decidere di farlo. È con l’esperienza che usi in modo evolutivo, che puoi progredire. È con la fiducia consapevole, che puoi trasformare. Annarosapacini.com, pagina contatti, e-mail, telefono, scrivi, chiama, ti risponderò; lì trovi tutti i miei recapiti. E dal sito puoi richiedere, in ogni momento, il tuo Profilo Grafologico Essenziale, di grafologia evolutiva®, un focus sui punti di forza più importanti per te e la tua vita, in questo momento, che realizzo personalmente, e che riceverai direttamente nella tua e-mail, in pochi giorni. Perché sapere cosa allenare e cosa utilizzare, tra le tue risorse, è fondamentale per sostenere la tua forza.

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“Respect” è il titolo del brano. Il rispetto che devi a te stesso ed alla tua vita, prima di tutto. Fammi sapere cosa ne pensi, commenta, scrivimi, leggo sempre tutto. E condividi questo podcast, aiutami ad aiutare. Novità per te, passano sempre dal blog. Per restare aggiornato, iscriviti alla newsletter, e segui ogni buona ispirazione. Grazie, che la tua vita possa sempre più risplendere della tua bellezza. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Per non farti schiacciare, dal lavoro come dalla vita, dalle relazioni che non fanno per te come dai pensieri che ti allontanano dal tuo ben-essere, devi restare fedele a te stesso, ai tuoi valori, usarli sempre” (Annarosa Pacini)

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