L’arte di rinascere dopo una crisi

Una crisi, ti cambia, ma come? Un abbandono, una malattia, una rinuncia, un tradimento, una perdita, il tempo che passa e non ti senti felice, e se pensi al tempo che passa, sei infelice ancora di più. Un dolore ti cambia, ma come? Una dipendenza, un figlio che si perde, un amore che si spegne, una fede che si indebolisce, un mondo che ti fa sentire sbagliato. Il “come” è la chiave. Perché una ferita può essere sanata, una frattura riparata. Quelli che erano punti fragili, diventano strumenti di vita nuova. Come nel Kintsugi, l’arte giapponese del restauro che, attraverso l’oro, rende ogni frattura un’opera d’arte. E tutto diventa più forte, e più nuovo, e più bello. “Fragile” è una parola che trae in inganno, porta in sé l’idea della rottura che non si ripara. Cambiamo parola. Vulnerabile, sensibile, unico, speciale. L’arte di rinascere dopo una crisi puoi impararla, e puoi esserlo. In questo podcast ti racconto di chi ha scoperto cos’è, quell’oro. E di come lo abbiamo usato. E di come puoi usarlo anche tu.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Usare le difficoltà come carburante per il miglioramento

Nel Kintsugi, le linee di rottura, unite con una speciale lacca, sono lasciate visibili, evidenziate con polvere d’oro. Gli oggetti in ceramica, così riparati, diventano vere opere d’arte, la polvere d’oro accentua la loro bellezza, e la fragilità diventa un punto di forza e perfezione. Dall’imperfezione di una ferita nasce una forma ancora maggiore di perfezione estetica ed interiore. Chiarisco il concetto di “perfezione”, nel mio lavoro, che ha un vocabolario evolutivo strutturato e mirato. “Perfezione” intesa come automiglioramento possibile, auspicabile, realizzabile. L’essere al meglio, nel modo migliore. Quindi, da una crisi che è dovuta, sempre, ad un equilibrio non giusto per l’armonia della tua vita, può nascere una forza che porta alla scelta di un “come”, che diventa abito di pensiero e di vita, e che tu, determini e scegli. Nel mio lavoro, cerco da sempre le risposte personali, la strada unica, proprio la tua. E ritengo che ogni vulnerabilità, sensibilità, personalità, non sia che un’espressione della vita interiore, che diventa manifesta.

Se, manifestatamente, nella tua vita non c’è un equilibrio capace di portarti gioia, di renderti consapevole davvero del tuo valore, di farti vivere a tuo agio nei tuoi panni e nella tua realtà, bene, questa percezione di quell’equilibrio è già testimonianza di ciò che è in te. Storie vere, nomi di fantasia. Prima, però, ancora un chiarimento, che i presupposti su cui fondiamo il pensiero sono quelli che, poi, il pensiero lo orientano, lo formano, ma anche lo condizionano. Non dovremmo lasciare nulla al caso, che se non sei tu a decidere la strada, è la strada che decide di te. Giorni fa ho partecipato ad una riunione, di specialisti e fruitori. Gli specialisti sono persone con specifiche competenze, che dovrebbero mettere a disposizione di altri. I fruitori sono persone che da quelle competenze dovrebbero trarne beneficio per la loro vita. Lo scopo era fornire prospettive diverse, rispetto a situazioni gravi.

Come prenderti cura di te stesso

Le situazioni gravi erano i rapporti familiari, genitori-figli, i rapporti nella coppia quando ci sono problemi con i figli, le crisi che nascono dalla persona e quelle che nascono dalle dipendenze. Quello delle dipendenze è un argomento delicato e scottante. Va trattato con i guanti, perché delicato è chi si trova vittima di una dipendenza, ma anche chi gli sta vicino, che si scotta, se non sa come fare. E, a volte, c’è chi resta così scottato da pensare che non possa cambiare davvero nulla, nella vita. Perché perde la fiducia. Delle dipendenze e dei rapporti che una persona ha con sé stessa e la propria forma di dipendenza, di come influenzano la vita di chi le è attorno, di come la vive una famiglia, ti parlerò in un altro podcast, che è un tema grande. Qua mi interessa l’arte di rinascere dopo una crisi. Tornando a quello che ti ho detto, chi è lo specialista? Prima che uno specialista, una persona. Come gli altri. Chi è il “genitore”? Genitore è il nome che identifica un ruolo, ma anche lì, sempre la persona viene prima.

Così, se mettiamo da parte le etichette, quello che troviamo è la persona e il suo valore, le sue visioni, le convinzioni, che possono essere evolutive, o, come si dice, credenze limitanti. Or dunque, in quella riunione, ad un certo punto, le persone, indipendentemente dal ruolo, sono tutte convogliate in una visione unica. Si avvertiva la perdita di fiducia. La malattia, o la dipendenza, una grave sofferenza, sono “fragilità”, quindi “rotture”, intese in senso letterale. La persona, una volta che si rompe, resta rotta per sempre, eppure, questo concetto, benché condiviso, comprensibile, non era risolutivo. Come puoi immaginare, se segui il mio lavoro, non ero e non sono d’accordo, perché per me la risoluzione è essenza di vita sempre, da coltivare. Ti fornisco il presupposto, che è una delle basi del mio lavoro e del mio metodo, così che tu possa fartene una tua idea: la malattia, la dipendenza, una grave sofferenza, portano alla luce vulnerabilità e sensibilità che già sono dentro di te. Ti appartengono. Non sai come prendertene cura nel modo giusto. Cerchi di aggiustarle nel modo sbagliato. Così non le curi davvero. Preferisco “curi” a “ripari”. Non sei “rotto”, né tu, né il tuo familiare, sei in non equilibrio. La crisi, la difficoltà di una persona, la difficoltà di una vita, possono con l’oro essere ricostruite in modo nuovo, sanate, e da lì, nasce un futuro che tu disegni. La trasformazione è parte della vita.

Riconoscerti, ricostruirti, crearti: la filosofia dell’evoluzione personale

Se è vero che il concetto di “rottura” e “riparazione” può essere ben adatto alle cose, lo trovo invece assai limitante applicato alle persone. Pensa alla differenza di significato, ma, soprattutto, di percezione interiore e indotta, tra “vulnerabile” e “fragile”. Vulnerabile non porta in sé il concetto di “rotto”. Le persone non si rompono, ma possono essere danneggiate, questo sì, limitate, piegate, cambiate. E tu sei il tuo oro. In questa metafora, io sono il maestro restauratore. Hai bisogno di vederlo, quell’oro, poi di apprezzarlo, quindi di sapere come usarlo, e, prima, durante e dopo, anche di avere ben chiara la strada della rinascita. Nascere nuovo, evolverti. La base sei tu. Condividendo in quella riunione questa prospettiva, ecco che la porta si è aperta ad una fiducia nuova. Storie di vita. Esperia portava in sé molte sofferenze, il divorzio da un marito che amava e da quello che pensava fosse l’amore di tutta la vita. La sofferenza di non aver colto i segnali, o meglio, di aver pensato che evitandoli non sarebbero diventati realtà.

Se ti abitui a vivere una mezza felicità, finisci per credere che è come quella vera. Poi, il figlio, che la vedeva come causa della separazione, mentre la causa erano stati i silenzi, i tradimenti, del marito, la mancanza di dialogo e di voglia di recuperare. Ognuno ha una sua strada, ma i principi di base riguardano l’umanità. La prima cosa che posso fare per te, è fare in modo che tu riesca a vederti completo. Che la persona che sei, quel tutto, esiste sempre. Le crisi, le sofferenze, non la cancellano, ma tu, puoi dimenticarla, o non riconoscerla più. Lo faccio in modo pratico, non solo teorico. La teoria è legata al mio metodo, dallo studio della tua scrittura, con la grafologia evolutiva puoi riappropriarti di una visione di te che includa tutto, anche la vulnerabilità (ma chi di noi non fosse vulnerabile, dovrebbe preoccuparsi, perché l’essenza dell’umanità, è delicatezza, e quindi, vulnerabilità). Poi, assieme alla persona, lì, mentre ricomincia a percepirsi, e sceglie di essere chi sente di essere, creiamo una strada, e per ognuno, parole, pensieri, che vuole attivare e realizzare. Esperia ha lasciato andare l’odio, si è presa cura dei suoi sogni, che se un amore finisce, non vuol dire che non possa esserci un amore migliore per te. Ed ha capito, con grande impegno, che quello che il figlio portava nella loro relazione veniva dalla sua sofferenza, in cui lei, e l’ex marito, Grigio, avevano avuto un ruolo. E continuavano ad averlo. Poi lei ha deciso che ruolo voleva: essere speranza, dare un esempio con la sua vita. E così, con quell’oro che era dentro di lei e finalmente riconosceva, ha creato una immagine di se stessa rispondente alla persona che era, a quella fase della vita, alla vita che desiderava vivere.

Affrontare la crisi e trovare le risposte che ti servono

Gentile, invece, ha dovuto combattere con una malattia, che è diventata cronica, l’idea di non valere più come gli altri. Ma una malattia, la perdita del lavoro, di un amore, di una persona cara, sono eventi. Materiali, interiori, non sei tu. Tu decidi come usarli. Se portano via bellezza, speranza e valore alla tua vita, oppure no, che tu scegli. In realtà, Gentile portava in sé altre sofferenze. Relazioni familiari conflittuali, un lavoro in cui si sentiva sempre secondo. Un senso di differenza che vedeva come negativo. Ma, caro amico che ascolti, la differenza è una realtà. Gentile è diverso, io sono diversa, tu sei diverso, ognuno di noi lo è. La diversità va compresa e valorizzata.

E, nel percorso che aveva scelto di fare con me, per lui è stato importante lavorare sulla comunicazione, sulle relazioni, cercare di creare una dimensione in cui le sue caratteristiche venissero comprese ed apprezzate. Da lui stesso, prima di tutto. Perché sì, la malattia è qualcosa che richiede grande attenzione, e per stare bene, non puoi far finta che non esista, e neanche pensare che ti tolga valore. Per stare bene, devi fare il contrario: vivere la vita con quello che c’è, e scegliere quello che vuoi essere, che nessun problema ti identifica. Ma come lo affronti, sì. Se vedi la crisi come un segno di una differenza negativa, di un destino che ti rende meno degli altri, allora allontani la rinascita. Quell’essere nuovo che, in senso evolutivo, è sempre pieno rispetto di te.

Trasforma le tue caratteristiche in punti di forza

Non posso, qua, raccontarti queste storie, così grandi, straordinarie, di queste persone bellissime, così grandi e straordinarie, nella loro interezza, cerco però di trasferire la visione: il momento di crisi fa parte della vita, ti serve a discernere e scegliere, che vita vuoi vivere, che esistenza vuoi essere. Come usarla. Scegli l’oro, scegli l’arte preziosa di avere cura della tua umanità, che trasforma ogni tua caratteristica in una forza unica e speciale. Questo è il mio lavoro. Una crisi ti cambia, come, sceglilo tu. Puoi iniziare richiedendo il tuo Profilo grafologico essenziale, per darti qualcosa che ti ricordi davvero chi sei, per ogni momento di rinascita: nel mio sito, annarosapacini.com, c’è una pagina dedicata, con tutte le indicazioni. E puoi anche sceglierlo come messaggio, e regalo, per una persona di cui desideri la più grande felicità, ed il più grande bene. Ma sono tanti gli strumenti che metto a tua disposizione, tutti fondati sulla comunicazione valoriale e sull’attuazione pratica del valore dell’essere umano nella propria vita. Annarosapacini.com, pagina contatti, ci sono i miei recapiti, scrivimi. Scegli tu il “come” del rinascere evolutivo. E se vuoi aiutarmi ad aiutare, lascia un messaggio, una recensione, un commento, condividi questo podcast. Che tutti, possono avere bisogno di una visione nuova, per uscire fuori da un momento buio. Puoi iscriverti liberamente a Comunicare per essere® podcast dalla pagina dedicata del mio blog, dove ogni settimana pubblico le nuove puntate e le trascrizioni dei testi, così puoi leggere e rileggere quello che senti più tuo, e dalla tua app preferita, Spotify, Spreaker, Apple Podcast etc. etc. non dimenticare di iscriverti anche alla mia newsletter, al mio canale video su YouTube, dove pubblico nuovi video e podcast, e di seguirmi sui social, a partire da Facebook. Attiva le notifiche ovunque, così non perderai mai le novità.

Per chiudere la puntata, aforismi e musica, rinascere come scelta e come pensiero. Pablo Neruda, “Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno”. Alice Walker, “Guarda da vicino il presente che stai costruendo, dovrebbe assomigliare al futuro che stai sognando”. John Henry Newman, “Se ci deve essere una rinascita, ci deve essere un inizio, e un inizio avrà sempre un carattere locale e personale. Deve avere un centro, prima di avere una circonferenza”. Maura Del Serra, “Niente garantisce al chicco la sua rinascita, se non il desiderio della luce”. L’ultimo, di Mary Shelley, “L’inizio è sempre oggi”. Il brano s’intitola: “Pieno di speranza”. Hopeful. Ti auguro di vivere pienamente. Di sceglierti, di non accettare qualcosa di meno. Se segui questo podcast, è perché hai già fatto questa scelta. Allora, mettiamola in pratica, per quello che vorrai. Scrivimi, telefonami, che il cambiamento inizi davvero oggi. Grazie di essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata.


“Scegli l’oro, scegli l’arte preziosa di avere cura della tua umanità, che trasforma ogni tua caratteristica in una forza unica e speciale. Una crisi ti cambia, come, sceglilo tu” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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