Imparare dal passato

Imparare dal passato significa usare la tua vita e le tue esperienze per migliorare. Il passato, in sé, non rappresenta un destino, e neanche un giudizio. Rappresenta una realtà possibile, che si è verificata a causa di una serie di scelte, di azioni, di pensieri, di decisioni. Se il risultato non è stato quello che avresti voluto, il passato è allora una grande possibilità di costruire un futuro migliore. Nessun errore è soltanto un errore, anzi: ogni cosa non giusta è un’esperienza che ti mostra cosa non va bene per te, cosa puoi fare meglio. C’è un presupposto fondamentale che non devi mai dimenticare: ognuno di noi, quando prende una decisione, agisce, anche, pensa, parla, si relaziona con gli altri e con se stesso, lì, in quel momento storico, fa il meglio che può, con le informazioni che ha. Per questo il “senno di poi” non è mai davvero utile, se lo usi per giudicare la persona che eri nel momento in cui hai agito. Invece, usare il senno di oggi per costruire il tuo domani, e, per questo, anche imparare dal tuo passato ed usarlo a tuo vantaggio, questo, è un buon modo di pensare ed essere. Così, ogni esperienza, positiva, negativa, neutra, acquisisce un grande valore: è testimonianza della strada che hai percorso, della persona che sei stato, se sai guardarla con lo sguardo giusto, che implica anche accoglienza, comprensione, supporto, allora diventa un buon alleato. Dal passato c’è soltanto da imparare quello che ti serve per cambiare. Se, invece, lo usi per restarci aggrappato, come scusa per non cambiare, o lo mantieni attivo come se potesse, ciò che eri in passato, agire sul tuo presente, sappi che non è così: tu dai forza al tuo passato, tu gliela togli, tu puoi usarlo per progredire, oppure per scegliere di non vivere pienamente. La scelta è tua, ma sono convinta che saprai prendere la decisione giusta. Perché si impara dal passato quanto dal momento presente.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Perché il passato non ti definisce (tu definisci il passato)

Molte persone, probabilmente, anche tu, almeno qualche volta nella vita, pensano al passato come fonte delle difficoltà del presente. E non solo al loro passato, cioè a quello che li ha visti protagonisti, agire in prima persona, scegliere, in prima persona, ma a tutto quello che nel passato ci sta dentro. Storie vere, nomi di fantasia. Victor ha 43 anni, è un uomo dotato di rara sensibilità, di viva intelligenza, una crisi professionale in cui vive da un po’, costretto in un lavoro che non ama, e con tanti sogni che da tanto non sogna più.

Aveva una sua teoria, sul suo passato, che quando ci resti attaccato, diventa il tuo presente, e indebolisce il tuo futuro, soprattutto se vuoi liberarti dai pesi e creare una vita che davvero ti corrisponda. La sua teoria era che i suoi genitori non lo avessero mai supportato, avevano sempre preferito il fratello, perché suo fratello aveva seguito le orme del padre, avvocato nello studio legale di famiglia, e lui no, aveva scelto una professione non adatta alle aspettative del gruppo familiare. Voleva fare il personal trainer, ed aprire una sua palestra. Diplomato, poi laureato, non in Legge, per non dare soddisfazione al padre, ma in una disciplina di tipo economico, era poi diventato un impiegato in un ente pubblico. Un lavoro delicato, quello di chi deve tenere sotto controllo i conti, ma i conti, non erano mai stati la sua passione. Dopo qualche anno, aveva lasciato quel lavoro ed era andato a lavorare in un’agenzia di assicurazioni, di cui poi era diventato socio. Il suo lavoro, quando è venuto da me. Certo, aveva risultati economici, una buona clientela, ma, non era davvero, il suo, lavoro. Nel frattempo, i rapporti con la famiglia erano peggiorati, loro sempre più critici, lui sempre più insofferente. E convinto che la colpa fosse, soprattutto, loro.

Tutto serve: anche un passato da lasciar andare

Ma se segui quello che ti ho detto all’inizio, e pensi al tuo passato con un atteggiamento buono, e non giudicante, troverai che in quel passato lì c’erano motivi validi, per fare certe scelte. Validi, che non vuol dire i migliori, e nemmeno quelli giusti. Cosa ha imparato Victor dal passato, lavorando con me, scegliendo di comunicare per essere, quando ha iniziato a guardarlo dal presente? Che il suo desiderio di essere compreso dai genitori lo aveva portato ad avere atteggiamenti oppositivi e di sfida. Che la sfida lo aveva allontanato da ciò che davvero voleva, perché realizzare il suo sogno avrebbe voluto dire emanciparsi dal giudizio familiare. Capire che quello che conta è la tua realizzazione, la tua felicità, il tuo essere una persona completa. E che chi ti ama, lo comprende e lo sente. Che non vuol dire che sia d’accordo. Essere d’accordo, accettare, non è un obbligo. Si può far parte della stessa famiglia, pur essendo diversi.

Anche, molto. Così Victor ha cominciato a vedere con chiarezza che le scelte erano state tutte sue, sì, derivate da condizionamenti e influenze, ma sue. E, in fondo, aveva avuto anche soddisfazioni e successi, solo, non quelli che davvero desiderava. Oggi, a cinquant’anni, non solo è diventato comproprietario di una palestra, ma anche consulente wellness, e grazie alle abilità in campo amministrativo, ha saputo risolvere tanti problemi che il suo socio non avrebbe saputo risolvere. Tutto serve, se lo sai usare. Anche un passato che non ti ha permesso di esprimerti.

Usare il passato a tuo vantaggio

Io ho, tra i miei clienti, persone che a settant’anni vogliono essere felici e vivere pienamente. E persone che a trent’anni vogliono essere felici, e vivere pienamente. In ogni momento, puoi scegliere di usare il presente per creare il futuro. E di usare anche il passato, apprezzando quello che hai fatto, ancora di più, quando le situazioni erano dure e difficili. Ancora di più, quando hai saputo mediare per creare una buona realtà, la migliore che potevi in quel momento. Il “senno di poi” usa informazioni che oggi hai, e ieri, non avevi. La persona che oggi sei, e ieri, ancora non eri.

Se sei già sulla buona strada, lo userai per renderla migliore. Se la tua buona strada ancora non la vedi, lo userai per capire cosa non ci vuoi portare. Per questo, in ogni tempo, puoi sempre usare il passato a tuo vantaggio: tutto parte da oggi, dal conoscerti e dallo sceglierti, dal decidere la persona che sei e vuoi essere, dal crearti su misura per te, perché l’unico effetto che dal passato proprio non devi portare con te, è l’idea che il tuo ieri possa cambiare il tuo domani, perché soltanto il tuo oggi, cambia il tuo domani. E ieri, non diventa oggi, a meno che tu non creda di non poter cambiare. Tu dai forza al tuo passato, una forza che può essere negativa, per te, e il tuo domani. O molto positiva, per te e il tuo domani.

Imparando dal presente, costruisci il futuro (e trasformi anche il passato)

Imparando dal tuo momento presente, dal valore della scelta costruttiva e positiva, in quel momento lì, trasformi anche il passato, che non diventa più un peso che ti lega, ma una realtà che t’insegna. Non più una storia in cui non hai potere, ma una realtà in cui hai usato il potere che avevi, ma oggi, ne hai di più. Oggi, sei di più di ieri, e domani, ancora. E questa è la scelta, la prima e fondante, che dipende solo da te. Il passato ha sempre un grande valore, che sia stato come lo volevi o molto diverso, pieno di cose belle o, anche, di cose meno belle. Imparare viene dal latino, composto di “in” e “parare”, “procurare”, “procacciarsi una nozione, acquistare cognizione, esperienza di qualcosa”. Come? Per mezzo dello studio, dell’esercizio, dell’osservazione, della pratica, attraverso l’esempio altrui e il proprio. Questo è il miglior imparare dal passato: osservare, comprendere, trasformare. E’ l’osservatore che cambia le cose: ed è qui e oggi, che tutto ciò che ti ha portato sino a questo momento può diventare utile, quanto vuoi, ed anche, qualcosa da lasciar andare, quando utile non è. Sii il tuo futuro: anche questo, è parte del mio lavoro, aiutarti ad esserlo.

Se vuoi conoscere il mio metodo, e scoprire cosa, e come, possiamo fare, per sostenere la costruzione della tua vita, scrivimi, o telefonami: sul mio blog, annarosapacini.com, pagina contatti, trovi tutti i miei recapiti. Dal mio blog, cliccando sul menu, puoi iscriverti anche a questo podcast, se ancora non lo hai fatto, “Comunicare per essere®”, ogni settimana nuove puntate per te, da leggere e da ascoltare. Puoi iscriverti liberamente anche da qualunque app per musica e podcast. E sempre dal menu puoi andare alla pagina dedicata al Profilo Grafologico Essenziale, dove trovi tutte le istruzioni per richiedere il tuo. Perché nella tua scrittura c’è anche il tuo passato, ma, soprattutto, il futuro che puoi essere.

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Quattro aforismi sul passato. Confucio: “Non lasciare che il tuo passato determini il tuo destino”. Yuval Noah Harari: “Bisogna curare le vecchie ferite senza aggiungerne di nuove. Il passato non è un destino eterno”. Buddha: “Non importa quanto duro sia stato il passato, puoi sempre ricominciare da capo”. L’ultimo, di Deepak Chopra: “Ogni volta che sei tentato di reagire nello stesso vecchio modo, chiediti se vuoi essere un prigioniero del passato o un pioniere del futuro”.

Il brano che ti dedico s’intitola: “Don’t let yourself go”. Non lasciarti andare, se questo ti porta lontano dalla tua felicità: mantieni sempre la guida della tua vita, e portati verso la realtà che vuoi creare. Puoi farlo con me, se vuoi, sarà un onore, poterti aiutare. Grazie per essere con me, in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“In ogni tempo, puoi sempre usare il passato a tuo vantaggio: tutto parte da oggi, dal conoscerti e dallo sceglierti, dal decidere la persona che sei e vuoi essere, dal crearti su misura per te” -Annarosa Pacini

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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