Diventa un guerriero del bene

Diventa un guerriero del bene. Comunicare per essere® podcast, la comunicazione per la crescita personale, Annarosa Pacini
Se vuoi cambiare le cose, devi diventare un guerriero del bene. Una persona capace di dire le cose nel modo giusto, al momento giusto. Di agire nel modo giusto, al momento giusto. Ma se taci o stai in disparte, le cose non cambieranno da sole, anzi. Annarosa Pacini podcast

“Comunicare per essere®”, podcast – da ascoltare e da leggere

Ben tornata/o all’ascolto di “Comunicare per essere®” podcast. Evoluzione personale, strumenti e visioni per migliorare la tua vita e i rapporti con gli altri.
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Diventa un guerriero del bene

Podcast. Ogni giorno siamo bombardati da brutte notizie e pessimi messaggi. Di belle notizie, sempre meno. Questo perché il negativo richiama il pubblico, l’oscurità attrae, i cattivi danno fiato alle corde e i buoni stanno in disparte. Tutti noi abbiamo un po’ di responsabilità, in ciò che accade, anche tu. Sfogarsi e prendersela con gli altri sembra diventato lo sport più praticato a livello globale. Se vuoi cambiare le cose, devi diventare un guerriero del bene. Una persona capace di dire le cose nel modo giusto, al momento giusto. Di agire nel modo giusto, al momento giusto. Ma se taci o stai in disparte, le cose non cambieranno da sole, anzi. Dai voce all’amore per il bello e per il giusto, per il bene e per l’umanità. All’amore verso gli altri e verso di te. Diventare un guerriero del bene fa bene. A te, alla tua vita e anche al mondo.

Il rischio delle scelte

Forse ti chiederai come scelgo gli argomenti di una puntata. Seguo le ispirazioni che arrivano dalle mie riflessioni interiori, dal mio percorso di evoluzione personale, dalle persone e dalla vita intorno a me.
Pochi giorni fa parlavo con un mio carissimo cliente-allievo. “Cliente” trovo che sia un termine un po’ riduttivo, per definire le persone con cui lavoro. Indica il tipo di rapporto professionale, ma non il suo contenuto. E’ un lavoro caratterizzato da profondo rispetto, da fiducia, conoscenza e amicizia.
Marco mi ha detto una cosa che avrai notato anche tu: nello streaming dei social compaiono tante notizie negative, e sempre meno notizie positive. E alle notizie negative non mancano i “mi piace” e i commenti, che spesso si autoalimentano.
Ricordo ancora il commento ad un post che lessi qualche tempo fa. In una foto, c’era un uomo impiccato, e tante frasi piene di odio. E un commento mi colpì, di una persona che conoscevo, padre di due figli, che inneggiava all’impiccagione come ad una soluzione accettabile. Non era un criminale, l’uomo impiccato, credo si trattasse di un fotomontaggio. E, se lo fosse stato, la soluzione sarebbe stata accettabile, impiccare un uomo in mezzo a una strada? Ricordo che mi chiesi che tipo di insegnamento quel padre volesse dare ai propri figli, con quel messaggio. Perché ogni messaggio produce un effetto, come sappiamo bene. Io non darei mai a mio figlio un messaggio in cui sembri avallare delle forme di violenza e ingiustizia. Mi piacerebbe fornirgli gli strumenti perché lui possa comprendere e decidere cosa è la violenza, cosa è l’ingiustizia, e poi scegliere che uomo diventare. Ma ognuno di noi sceglie per sé, questo è il bello della libertà, e anche il rischio della libertà.

La forza della comunicazione per cambiare le cose

Invece, quando si postano notizie positive, osservava Marco, i like si contano, i commenti, pochi, qualche smile, qualche pollice alzato. Così, siccome a Marco non piace tanto usare i social, e non gli va di postare messaggi che non condivide solo per avere dei like, alla fine ha smesso quasi di postare. Però ogni tanto legge cose che gli piacciono, e vorrebbe condividerle.
Mi ha chiesto cosa ne pensassi. Prima di risponderti, voglio chiederti tu cosa ne pensi? Va bene postare di tutto, commentare su tutto e di tutto, senza pietà, senza attenzione, sfogando così anche i malesseri e le sofferenze oppure dovremmo decidere noi cosa e come, e portare avanti il nostro messaggio comunicativo anche sui social, anche andare controcorrente?
Ti dico cosa ho risposto a Marco: ho risposto che quello che lui ha notato è un vero problema, a livello sociale, culturale, morale, di comunicazione. I buoni stanno molto in disparte, vedono le cose che non vanno, ma non gli piace reagire o agire. Sono spesso prudenti, spesso ritengono che non sia il caso di mettersi a discutere con chi sembra poco propenso al dialogo. I buoni stanno troppo zitti. Io ne conoscono tantissimi, anzi, posso dirti che tutte le persone con cui ho lavorato stanno dalla parte dei buoni. Anzi, sono convinta che i buoni siano di più dei cattivi. Che le brave persone siano di più delle persone ipocrite o senza scrupoli. Solo che non si fanno vedere.
Per cambiare le cose, in meglio, per te, per la tua vita, per la vita dei tuoi figli e il loro futuro, non c’è altro da fare che comunicare. Comunicare con le parole, con le azioni. Solo così il tanto bene che è nel mondo e nel cuore delle persone riuscirà a farsi vedere.

Costruisci i tuoi obiettivi

Sono molto fortunata ad avere dei clienti come Marco. Sono clienti di lunga durata. Persone che conosco da tempo, che hanno raggiunto i proprio obiettivi da tempo, risolto i propri problemi da tempo, ma continuano a lavorare con me. Così ho modo di vedere quali straordinari percorsi evolutivi mettano in atto nel loro quotidiano. E’ un po’ come il lavoro che si fa con un allenatore. Io ti alleno e ti insegno a diventare lo sportivo che vuoi, nello sport più adatto a te, quello che più ti rende felice. E tu, utilizzando tutti gli strumenti di cui disponi, sicuramente avrai grandi risultati.
Alcuni clienti, come Marco, non si fermano ai grandi risultati del loro obiettivo primario. Continuano a cercare nuovi obiettivi, sempre più alti, sempre più profondi. La mia funzione è quella dell’allenatore che segue i progressi dell’allievo. L’allievo che ha un bravo allenatore diventa un campione. Non è l’allenatore, ad essere il campione. Ma con l’allenatore giusto, il campione lo è ancora di più.
Perciò ho posto a mia volta la domanda a Marco. Non c’era bisogno di dire altro. Condividiamo teorie e metodi da tempo. Noto che Marco sta postando bei messaggi, pieni di contenuto, da qualche giorno. E che stanno raccogliendo anche bei commenti, persone che hanno voglia di riflettere, di valore e di valere.
Marco è diventata un guerriero del bene. Cioè ha deciso di dare voce e visibilità alle cose belle.
Oggi ho visto un Vedi il video in cui un signore, un australiano, al bancone di un McDonald, ha pagato la colazione ad un anziano perchè si è reso conto che era in difficoltà. “E’ così che va la vita”, dice nel video. E’ così che va la vita, perché tutti possono avere bisogno di aiuto, ma è così che va la vita perché tutti possono compiere azioni positive, dire parole capaci di costruire.

Come diventare un guerriero del bene

Come si fa a diventare guerrieri del bene? Si inizia, prima di tutto, da vicino. A poco serve diventare paladini di battaglie se poi prendiamo a calci le persone che ci vogliono bene.
Ricordo Enrico, un cliente che mi raccontava come suo padre a casa fosse pessimo, critico, egoista, e fuori, il più simpatico e affabile uomo del modo. Tant’è che Enrico odiava ogni forma di complimento, perché lo associava alla falsità. Che magari era vero per suo padre, ma non era vero in generale, tant’è che la sua difficoltà a manifestare apprezzamento ha poi prodotto qualche effetto non positivo sulla sua vita affettiva. Enrico si è dato da fare per dare alla luce se stesso, ed uscire fuori da quei condizionamenti.
Questo è il primo step. Dai voce all’amore per il bello e per il giusto a casa tua. Trova un modo di dire le stesse cose che sia più gentile. Trova un modo di ascoltare le stesse cose che sia sinceramente più aperto. Poi guardati intorno, di cose buone da fare ce ne sono sempre. E non devono essere per forza gesti eclatanti. Un sorriso alla cassiera del supermercato, un grazie al benzinaio, due minuti in più da regalare al tuo vicino per chiedergli come sta, invece di un buongiorno detto di corsa senza neanche guardarsi.
Poi, c’è il livello due. Il livello due vede il guerriero del bene combattere le sue battaglie. Anche per se stesso, e un po’ anche per gli altri. Se ci sono cose che non vanno, ad esempio, nel tuo posto di lavoro, cerca una soluzione, proponila, dialoga, non ti arrendere. Nel tuo quartiere, nella tua città.
Quello che caratterizza il guerriero del bene è il suo atteggiamento. Non vuole avere ragione, sa di avere ragione, e quindi resta sereno e porta avanti il suo dialogo nei modi giusti, con i tempi giusti. Non ha bisogno di urlare, aggredire, non alza la voce. Sicuramente si arrabbia come tutti, perché non è un essere superiore, è una persona come te, come me, prova le stesse emozioni, vive le stesse situazioni, ma sceglie di non lasciarsi trascinare dalla sofferenza che vede o dall’indifferenza o dall’ingiustizia. Agisce per cambiare le cose. Usando la comunicazione, come espressione di sé e strumento per il dialogo e il cambiamento.

I valorosi che migliorano il mondo

Il terzo livello, se ti interessa, è sociale, è più ampio. Puoi usare ciò che sei e ciò che fai per aiutare gli altri, per diventare un esempio. Fino ad impegnarti in ruoli di ampia visibilità. Ma poiché il buongiorno si vede dal mattino e il palazzo solido dalle fondamenta, un vero guerriero del bene deve essere coerente. Coerenza tra ciò che è, ciò che dice e ciò che fa. Il politico che predica l’uguaglianza e poi spende cinquemila euro per una cena, non è coerente, e non rientra tra i guerrieri del bene. Per essere essere un vero guerriero, bisogna avere coraggio, e non si cercano i riflettori.
Ce ne sono tanti, di guerrieri del bene, ovunque, nelle scuole, negli ospedali, nei posti di lavoro, nelle case.
Io credo profondamente nella possibilità dell’umanità di essere migliore, credo anche che io per prima mi debba impegnare quotidianamente per mettere in pratica ciò che sono, ciò che dico, ciò che insegno.
E così faccio. Per questo ho deciso di condividere con te la mia teoria sul guerriero del bene. Come farebbe un guerriero del bene. Sono sicura che hai già combattuto tante battaglie, e tante ne hai che ti aspettano. Non ti arrendere e non farti trascinare da ciò che si vede in superficie. E’ nella profondità, che si trovano i più grandi tesori. Diventare un guerriero del bene fa bene. A te, alla tua vita e anche al mondo.
“Guerriero del bene” con questo significato, “Guerriero” come “valoroso e combattivo” e bene come “tutto ciò che è buono, giusto, onesto e si contrappone a male | (filos.) il principio su cui si fonda l’agire etico; il valore di cui ogni cosa buona costituisce una realizzazione, un esempio”. Fare del bene, volere bene.
Se sei curioso di conoscere quali sono i tuoi punti di forza o vuoi attivare un percorso, con me, per la tua crescita personale e i tuoi obiettivi, possiamo parlarne. Il primo incontro informativo è sempre gratuito.
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Aforisma della puntata
“Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire” (Maya Angelou)

Grazie per i messaggi che mi inviate, è bello sapere che le mie parole possono ispirare altre persone, e allo stesso modo, le vostre parole ispirano me.