Spavalderia arrogante e sfrontata, questo caratterizza il comportamento di un bullo. Sopraffazione sui più deboli, fino ad arrivare a violenze psicologiche e fisiche. Non c’è solo il bullismo eclatante e manifesto, ogni forma di mancanza di rispetto, di desiderio di prevaricazione, di aggressività ed offesa, è indice di una cattiva gestione del proprio mondo emozionale. Che riguarda gli adulti, quanto i più giovani. Perciò sì, è possibile che ci siano insegnanti che si comportino da bulli, e genitori, colleghi e datori di lavoro, non solo i compagni di classe o gli amici, non solo i bambini e gli adolescenti. Abbiamo anche capi di governo, che parlano e ragionano come dei bulli. Usano il potere per cercare di sopraffare, e dove non riescono con modi civili, allora vogliono imporre a tutti i costi ciò che per loro va bene. Il bullismo può essere affrontato, e non solo, compreso e superato. Trasformato dentro di te. Ti racconto alcune storie, e quali sono principi fondamentali per poter vivere forte in te stesso e sereno nella tua vita, che ci sono tanti modi per elaborare e superare la sofferenza. Affrontare il bullismo si può.
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Bullo come cattivo: i significati da approfondire
Il tema è ampio quanto delicato, e in una singola puntata del podcast non posso affrontarlo nella sua completezza, ma ci sono alcuni aspetti che ritengo possano essere di grande aiuto. Non concentriamoci sul bullo, per iniziare. Concentriamoci su chi soffre le parole e i gesti del “cattivo” di turno. Perché questo è, “cattivo” non è una parola etichetta, in questo caso, fotografa una realtà. Cattivo, perché maldisposto nei rapporti con altre persone, quindi anche scortese, duro, ostile, spiacevole. La realtà è realtà: se alzi la voce e offendi, ti comporti come un bullo. Se denigri e sminuisci, ti comporti da bullo. Se neghi, e con ostilità, rifiuti ciò che non ti piace e non accetti, ti comporti da bullo. Spesso le cronache riportano casi drammatici, giovani che scappano, che cercano rifugio isolandosi o cercando l’autodistruzione, fino al suicidio.
Nei casi recenti, molti titoli riportano frasi legate non solo ai compagni che hanno bullizzato a tal punto un ragazzino di 14 da spingerlo a pensare che l’unica soluzione fosse il suicidio, ma, stando alle testimonianze, anche i gli insegnanti. In altri casi, invece, abbiamo saputo di insegnanti, che erano bullizzati. Di studenti universitari, negli ultimi tempi, anche di persone diversamente abili, di ogni età, da 15 a 50 anni. C’è un mondo di bullismo sottile e pervasivo, e solo se riesci a vederlo, e solo se non diventi complice passivo, allora puoi liberartene ed aiutare chi lo subisce ad affrontarlo. Inizio raccontandoti delle storie vere. Nel mio lavoro, i ragazzi, i giovani, sono stati, all’inizio della mia carriera, al centro del metodo che stavo sviluppando, i più indifesi, a volte, vittime dei genitori stessi, degli insegnanti, per non parlare dei coetanei.
Il bullismo nelle relazioni (anche tra adulti)
Ognuno, una storia. Nomi di fantasia. Flavio, ultimo anno di scuole medie inferiori, soffriva la disparità di trattamento da parte dei genitori, che tanto adoravano la sorellina quando criticavano tutto di lui. Era per aiutarlo ad avere migliori risultati a scuola, che mi avevano contattato. Ma per me fu chiaro che il problema non era quello, quello, era l’effetto. Flavio ha imparato a vedere i genitori con occhi nuovi, a capire che si può amare e sbagliare, e che l’affetto che provi per una sorella può restare intatto, perché dipende da te, non dai genitori. Genitori non sordi al cambiamento, che, man mano che Flavio riusciva ad esprimere in modo nuovo il suo sentire, hanno scelto di cambiare. Si ottiene, un cambiamento nell’ambiente. Quale, dipende dalla situazione e dal contesto, ma il primo cambiamento, quello necessario e sostanziale, è il tuo, dentro di te. Capire che il bullo è un essere umano povero di risorse, di umanità, che soffre, ha bisogno di qualcosa ma non sa cosa, così esprime il proprio malessere a danno degli altri.
Giordano aveva 19 anni, un giovane uomo, all’ultimo anno delle scuole superiori, anno che aveva ripetuto. Alto, robusto, eppure, si sentiva piccolo, sempre vessato da un gruppo di coetanei ostili, che non si peritavano di postare video in cui lui era sempre preso di mira. Stava male, ma voleva fare qualcosa. Ognuno ha una strada. Fare qualcosa, per Giordano, ha significato parlare con il dirigente, spiegargli la situazione, da lì, è partita una iniziativa di grande valore, con la classe, ed ha trovato tanta solidarietà. Che i cattivi non sono i più, ma spesso sono quelli che si fanno più vedere e più sentire. Si sentiva importante, si sentiva visto, non tutti quelli del gruppetto dei bulli cambiarono atteggiamento, ma nessuno di loro lo colpiva più davvero. Wilma a 38 anni non riusciva più ad andare in ufficio, mal di testa, mal di pancia. La sua diretta superiore era sempre pronta ad etichettarla, a giudicarla, con parole che sono offese vere e proprie. Non c’è scusa, se dici ad una persona che è una stupida e non sa fare il proprio lavoro, la offendi. Non esiste, che per “stimolare” una persona, tu la denigri. Denigrare è denigrare, supportare è altro.
Il rispetto come fondamento di equilibrio nelle relazioni umane
Wilma ha dovuto recuperare la fiducia in se stessa, e quella le ha permesso all’inizio di resistere, poi di capire che strategia voleva attuare, poi di metterla in pratica. La dirigente-bulla ha continuato a fare la bulla, ma sempre meno, finché un giorno è arrivata a scusarsi. Non un miracolo, tanto impegno da parte di Wilma, tanta forza. Dove ciò non avvenga, vanno cercate altre soluzioni, che aiutino a stare bene. L’insegnante che fa del male allo studente esiste, da sempre. Un tempo, non si diceva che l’insegnante bullizzava, era solo severo, o cattivo. Un classico della letteratura da ragazzi, “La piccola principessa”, con la terribile insegnante del collegio, può dare l’idea, dell’insegnante bullo. Ti racconto di un insegnante bullo, scuole superiori insegnante di musica, di un ragazzo che ha sempre avuto una resilienza attiva notevole, e pareva che sopportasse tutto. Ma non far vedere che una cosa ti fa soffrire, non significa che non soffri.
Una sua amica mi raccontò che l’insegnante di musica lo prendeva spesso in giro per il colore delle sue camicie, sino, un giorno, ad obbligarlo a fare la ballerina in mezzo alla classe. I genitori non sapevano perché fosse spesso nervoso, e ostile anche con loro. A volte mi chiedono di intervenire, creando dei gruppi di comunicazione valoriale, per aiutare a creare una diversa dimensione di comunicazione. La dirigente scolastica giustificava quel comportamento, non era da bullo, era un modo di scherzare di un artista. Ma essere artista non vuol mica dire non rispettare gli altri, il loro modo di essere, di vestire, metterli alla berlina per fare qualcosa di diverso. Non posso raccontarti tutto il confronto che ne seguì, posso dirti che sapevo bene come aiutare quel ragazzo a superare quel momento, ma quel momento comunque aveva lasciato un segno nella sua vita, di cui ha pagato il prezzo più tardi. Eppure, nessuno di quei due insegnanti percepiva la gravità del comportamento. Questo, in tempi in cui le connessioni cerebrali erano meno distratte ed indebolite dal massiccio uso dei terminali digitali.
Tre principi per difenderti dal bullismo
Tanti popoli, hanno capi di governo che ragionano come bulli, e parlano, come bulli. Come lo si capisce? Manca la sensibilità, non sanno valutare bene l’effetto delle parole e delle azioni, o meglio, li valutano solo in rapporto a ciò che porta loro. Un bene momentaneo, perché spesso, ogni azione creano molti più danni dei benefici che pensano di costruire. La realtà non mente. Il bullismo va trasformato, elaborando dentro di te il modo in cui vedi e pensi il bullo, costruendo la tua fortezza interiore, trasformandola in azioni positive, nella tua vita, che ti aiutino, giorno dopo giorno, a percepire il tuo valore. Questi sono i principi fondamentali. Ascoltarti, e ascoltare, vedere e riconoscere. La sensibilità umana è grandissima, che si abbiano sei, quattordici, trenta o cinquant’anni. Va protetta, va usata nelle sue accezioni più potenti, come dialogo, come forza trasformatrice.
Principio uno, non sottovalutare mai le sofferenze di una persona che ami. Principio due, impara a metterti nei suoi panni, a vedere le cose dal suo punto di vista. Principio tre, mettiti in gioco e metti tu in pratica per primo, tutto ciò che serve. Sii rispettoso, sii sensibile, sii proattivo e pronto ad agire in modo costruttivo. Non giudicare come chi condanni, giudica come chi cerchi di comprendere con giudizio. Poi, nel caso specifico e particolare, le soluzioni vanno costruite nel vivere quotidiano. Alessio, un mio caro cliente ed allievo, persona bellissima, ha 38 anni, e molti dei suoi problemi sono legati alla sua famiglia, ai genitori, al fratello, che lo amano, ma non così com’è, non per ciò che è, non è mai abbastanza, mai come vorrebbero, ognuno chiuso nel proprio mondo di cui ha bisogno per credere di essere migliore.
Alessio ha molto sofferto, di questa situazione, sino ad avere vissuto un lungo periodo in cui è caduto vittima di dipendenze che lo hanno gettato a terra, prima affettiva, poi, la delusione affettiva lo ha portato verso sostanza. Voleva rialzarsi, ha iniziato con grande forza un cammino importante. Il lavoro che facendo con me riguarda le relazioni, cosa dire, come dire, perché, dove vuoi arrivare, che luce vuoi essere e portare. Essere il rispetto che desideri, dare l’ascolto che vuoi avere, non giudicare, amare ogni persona per ciò che è.
Superare le sofferenze che arrivano dalle cattiverie
Affrontare il bullismo si può, iniziamo a chiamarlo per ciò che è, cattiveria, insensibilità, immaturità emozionale, difficoltà relazionale, ogni storia, ha le parole giuste, vanno trovate e usate nella vita, così la realtà da grigia si riempie dei colori che scegli, perché alla notte segue sempre il giorno, un giorno che puoi costruire passo dopo passo. E questo è solo una piccola prospettiva, su un tema così importante, come non soffrire quanto affronti relazioni cattive, come non far soffrire quando pensi che essere cattivo sia giusto. La giusta via esiste, se vuoi percorrerla, puoi. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, scrivimi, parliamo di ciò che ti fa soffrire e di come vuoi trasformare la tua vita. Puoi iscriverti liberamente a Comunicare per essere® podcast dalla pagina dedicata del mio blog, oppure dalla tua app preferita, e non dimenticare di iscriverti anche alla mia newsletter, al mio canale video su YouTube e di seguirmi sui social, a partire da Facebook. Attiva le notifiche ovunque, così non perderai mai le novità. Sul mio blog trovi anche articoli ed approfondimenti sulla comunicazione valoriale applicata alla vita e sulla grafologia evolutiva® applicata all’interpretazione delle persone e della realtà. E trovi sempre le nuove puntate con la trascrizione dell’audio da leggere, e tramite il motore di ricerca interno, tanti approfondimenti sui temi che ti interessano. E se vuoi lasciare un messaggio, un commento, un like, grazie. La comunicazione autentica è sempre portatrice di qualcosa di buono.
Per salutarti, quattro aforismi su come combattere ciò che è cattivo, prima del brano musicale. Paulo Coelho, “Non permettere alle ferite di trasformarti in quello che non sei”. Arnold Schwarzenegger, “La forza non viene dal vincere. Le tue lotte sviluppano la tua forza. Quando passi attraverso delle avversità e decidi di non arrenderti, quella è la forza”. Helen Keller, “L’ottimismo è la fede che porta al successo. Non si può far niente senza speranza e fiducia”. L’ultimo, di Roy Bennett, “Una parola di incoraggiamento può essere sufficiente per motivare qualcuno a continuare con una sfida difficile”. “Evolutional” è il titolo del brano. Sii te stesso, sii forte, impara come fare, che nessun bullo è la tua vita, la tua vita è quello che crei dentro di te. Ti auguro di trovare sempre la forza, per superare la cattiveria. E se non sai come farlo, te lo insegnerò, scrivimi. Solo un mondo di buoni può sconfiggere un modo di bulli. La vera forza è quella che nasce dal bene. Grazie di essere con me in questo viaggio, ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao
“Il bullismo va trasformato, elaborando dentro di te il modo in cui vedi e pensi il bullo, costruendo la tua fortezza interiore, trasformandola in azioni positive, nella tua vita, che ti aiutino, giorno dopo giorno, a percepire il tuo valore” (Annarosa Pacini)
Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)


