La vera via dell’autorealizzazione

Quali sono le motivazioni ed i bisogni che spingono l’uomo verso l’autorealizzazione? E cosa s’intende, per auto-realizzazione? La piramide di Maslow sintetizza motivazioni e bisogni fondamentali, in un percorso che parte dalle necessità primarie, come la fame ed il sonno, e arriva a quelli di una piena realizzazione personale delle più alte potenzialità di cui disponi. L’individuo davvero realizzato ha però bisogno di qualcosa di più, e per passare dall’auto-realizzazione all’auto-trascendenza deve andare oltre i desideri personali. Ma esiste una via che porti all’autorealizzazione seguendo motivazioni ed ispirazioni che non si fondino sui bisogni? C’è chi pensa di no. Io penso invece che sì, non solo esista, ma sia quella più importante da perseguire. La vera via dell’autorealizzazione si fonda sulla consapevolezza, e nasce non da un bisogno di qualcosa, ma da una scelta, quella di essere te stesso e realizzare la tua essenza. Puoi farlo in ogni momento, purché decida di farlo sul serio.

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La vera via dell’autorealizzazione
Le strade per la crescita personale sono molte, come molti sono gli strumenti, i metodi, le strategie.
Le teorie motivazionali sono molto utili, perché ti fanno riflettere, offrono spunti, suggerimenti. E, come ti dicevo nella puntata precedente, dalla zona di comfort si passa e si rimane, in pianta stabile, nella zona evolutiva, solo se si decide di crescere e di fare tutto quello che serve, che include superare la paura di vivere imparando ed aggiungendo a te stesso ciò che impari.
Il comfort, inteso come piacevolezza che ti allieta la vita, è bello. Il comfort inteso come coperta sotto la quale nasconderti per non vedere cosa c’è fuori, forse sarà bello, per coloro a cui piace, ma certo non è utile. Troverai notizie sulla piramide di Maslow ovunque, on line. Anche se è una teoria del 1954, è ancora oggi molto utilizzata. Ha da sempre avuto grandi sostenitori e grandi detrattori.
Una delle critiche che più spesso ha ricevuto è che l’autore affermasse che, per potersi preoccupare di soddisfare i bisogni di un livello superiore, una persona debba necessariamente prima soddisfare quelli del livello inferiore, e che il concetto di autorealizzazione fosse molto autoreferenziale, individuale, e non contemplasse una realizzazione anche etica, morale, sociale e spirituale. Maslow ha poi, negli ultimi anni, integrato nella sua teoria anche il concetto di auto-trascendenza, una “self-trascendence” che appartiene all’individuo veramente realizzato, colui che è capace di fare propri anche valori ed obiettivi esterni, che hanno a che fare con l’altruismo o l’impegno sociale. Naturalmente, ogni studioso ha le sue teorie, e questo vale anche per me. A me piace anche metterle in pratica, e quindi condivido una teoria quando puoi star certo l’ho già messa alla prova abbondantemente. Una teoria mi piace se funziona. Esiste una via che porti all’autorealizzazione al di là del soddisfacimento della scala dei bisogni?

Autorealizzazione, non diventare prigioniero di ciò che non ti serve

I bisogni, come spinte motivazionali, esistono. Lo spiega molto bene anche la neurobiologia emozionale. Il cervello rettiliano che è dentro di te ancora oggi avverte chiaramente i bisogni primari, quelli della sopravvivenza e della sicurezza, bisogni che se non soddisfatti rendono molto difficile pensare ad altro. Se devi preoccuparti di come sbarcare il lunario, forse non avrai molto tempo né voglia per pensare ad un progetto per realizzarti.
Eppure, gli esperti hanno visto che questa è l’unica strada: per cambiare la tua vita, devi cambiare prospettiva.
Il momento è difficile? Non trasformare quel momento nella tua vita, affrontalo, vivilo, ma, intanto, mantieni alti i tuoi obiettivi.
Anzi, più il momento è difficile, più dovresti cercare prospettive nuove che possano aiutarti a superarlo. Per questo, sempre secondo le ricerche degli esperti, chi ha pochi soldi spesso rimane con pochi soldi, e chi ne ha di più, spesso riesce ad averne ancora di più. Pensare in prospettiva, nei momenti di difficoltà, è difficile, eppure, è proprio quello che serve. Difficoltà ce ne possono essere in ogni settore, sul lavoro, in amore, in famiglia, per non parlare dei problemi di salute e di quelli economici. Ma cosa è una difficoltà se non una cosa che deve essere aggiustata, superata, migliorata?
Allora, se hai dei bisogni che non riesci a soddisfare, e la tua motivazione langue, cosa accade? Da dove puoi ripartire? Da te stesso.

Autotrascendenza: supera te stesso, e troverai ciò che cerchi

La vera via dell’autorealizzazione e dell’autotrascendenza – perché a mio avviso non si può parlare di vera realizzazione senza parlare di realizzazione superiore, dell’essere, dello spirito, della capacità di andare oltre la dimensione individuale – la vera via dell’autorealizzazione, ti dicevo, si fonda sulla consapevolezza, e non nasce da un bisogno di qualcosa, ma da una scelta, quella di essere te stesso e realizzare la tua essenza. La consapevolezza di cosa? Cos’hanno in comune persone che si rivolgono a me per riuscire a realizzarsi pienamente, con vite, aspirazioni, situazioni, di partenza e di vita, completamente diverse? Cos’ha in comune una persona con una grafia accurata, minuta, che si muove ben dritta sul rigo, chiara e leggibile, con una persona che ha una grafia disordinata, grande, che va su e giù sul rigo, e quasi non si legge? Tutto e niente. Niente, perché ogni persona è diversa, ed anche se esistono caratteristiche comuni, persone sensibili, persone creative, persone curiose, persone colleriche, persone gentili, e via così, ognuna lo è a suo modo, lo sente a suo modo, lo manifesta a suo modo. Perciò Roberta persona gentile e ambiziosa e Claudio persona gentile e ambiziosa, sono diversi. Non basta il fatto che siano gentili ed ambiziosi a renderli simili. Claudio potrà essere felice e realizzato solo se la sua ambizione e la sua gentilezza troveranno la loro strada, e così Roberta. Eppure, hanno in comune tutto: quel tutto, è la strada, tanto unica, quanto diversa.

La vera autorealizzazione è libertà

Questa è la via: la vera autorealizzazione si fonda su un desiderio che è anche una scelta, un desiderio che le persone sentono dentro se stesse, che riconoscono, soprattutto man mano che diventano più mature – e non intendo cronologicamente, intendo a livello di consapevolezza interiore profonda. Le persone mi raccontano che sentono che c’è qualcosa di più in loro, di ciò che fanno e di ciò che hanno, e vogliono comprendere cosa sia, e portarlo alla luce. Da quel desiderio nasce la scelta di essere te stesso. Dare alla luce te stesso vuol dire desiderare e scegliere di essere, e nella scelta di crescere c’è sempre quella di migliorarsi, di comprendere, di imparare, di riconoscere agli altri la stessa libertà e gli stessi diritti. La vera autorealizzazione è libertà, ed è libera anche dagli obiettivi. Ha degli obiettivi, anche pratici, concreti, ma non si identifica né negli obiettivi né nel loro raggiungimento. E’ molto di più. Spesso Nietzche è stato visto come un teorico della supremazia di una razza su un’altra, e il suo pensiero è stato travisato dal nazismo, il suo “Übermensch” è diventato “superuomo”. Ma la traduzione corretta è “oltreuomo”. Non posso qua soffermarmi sul significato di questo concetto nella filosofia di Nietzche, affascinante quanto originale, ma prendo in prestito il termine oltre-uomo. Devi diventare oltre-te stesso. La trascendenza include chi sei e molto di più, chi diventerai, se vuoi. Per questo puoi farlo in ogni momento, purché tu decida di farlo sul serio. Essere te stesso, liberare la tua essenza, vuol dire riconoscere la tua dimensione peculiare e contemporaneamente sapere che puoi espanderla. Vuol dire avere bisogni che vuoi soddisfare ma di cui non sei prigioniero. Vuol dire sentire che quel “di più” che hai dentro di te è quel bene che puoi fare e portare nella tua vita, e nel mondo. Una visione di auto-realizzazione che non potrà mai essere egoistica, e che ha sempre in sé la capacità di trascendere, di andare oltre, ma, sempre, partendo da te e tornando a te. Per questo più ti conosci, più cresci, e più cresci, più ti trasformi in ciò che vuoi essere. Se vuoi autorealizzarti veramente, autenticamente, e profondamente, e vuoi sapere come possiamo farlo insieme, contattami. Dall’analisi grafologica al counselcoaching on line, ogni strumento e percorso è sempre su misura. Trovi tutti i miei recapiti sul mio sito, annarosapacini.com E direttamente dal sito puoi anche richiedere il tuo Profilo grafologico essenziale. Come ti dicevo, la motivazione e l’ispirazione sono fondamentali, per la crescita personale. E nel mio podcast, Comunicare per essere, ne trovi sempre molti. Per non perdere nessuna puntata, puoi iscriverti su Spreaker, o qualunque altra app per musica e podcast che ti piaccia. E non dimenticare di seguire anche il mio canale YouTube, il mio blog e di iscriverti alla newsletter. Per concludere la puntata, un appuntamento che è ormai una tradizione, nel mio podcast, quello con gli aforismi e con la musica. Tris di aforismi sull’autorealizzazione. Ramana Maharshi: “La tua autorealizzazione è il più grande servizio che puoi rendere al mondo”. Aung San Suu Kyi, “Tutti gli esseri umani hanno bisogno di libertà e sicurezza per essere in grado di realizzare completamente le loro potenzialità”. Infine, Martin Luther King: “Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere, poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita”. Il brano che ho scelto ha un titolo che è tutto un programma, “Inspiring motivation”. E quale più grande ispirazione che non portare alla luce la tua natura originaria? Abbi cura di te. Grazie per essere stato con me. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

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