Attiva il tuo (per)corso di trasformazione

Attiva il tuo (per)corso di trasformazione. Comunicare per essere® podcast, la comunicazione per la crescita personale, Annarosa Pacini
Chi l’ha detto che serve migliorare? Ma che migliori a fare? Chi dice che non vuole, non può, non sa, non ha bisogno di migliorare, mente a se stesso. Le storie di chi ci è riuscito. Annarosa Pacini podcast

“Comunicare per essere®”, podcast – crescita personale, strumenti e risorse, psicologia, pedagogia, grafologia, formazione

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Attiva il tuo (per)corso di trasformazione

Podcast. Chi l’ha detto che serve migliorare? Ma che migliori a fare? Chi dice che non vuole, non può, non sa, non ha bisogno di migliorare, mente a se stesso. E’ come dire che vivere nell’oscurità o alla luce sia la stessa cosa. Se attivi il tuo percorso di trasformazione vera, la tua luce illuminerà la tua vita. Come si attiva un percorso di trasformazione? E’ davvero possibile per tutti? E tu, potresti attivarlo? Le storie di chi ci è riuscito.

Credi in te stesso (non ostacolare la tua crescita)

Questa puntata di podcast è un po’ in ritardo perché sto ricevendo tantissime telefonate da persone che vogliono o vorrebbero partecipare al corso che si terrà sabato prossimo, e mi chiedono tante informazioni.
Una delle cose che più mi colpisce sono le persone che mi dicono che hanno tanto desiderio di fare il corso, che hanno bisogno di star bene, di risolvere le situazioni, problemi familiari, problemi di lavoro, di affermarsi, di progredire o di non farsi mettere i piedi in testa, cosa che spesso mi dicono le donne, donne che nonostante siano professioniste e abbiano lavori impegnativi ancora oggi devono subire situazioni di disparità; oppure uomini che si impegnano dalla mattina alla sera però non si sentono soddisfatti, non si sentono realizzati.
E dopo aver detto che quello di cui hanno bisogno, prima di tutto, è riuscire a star bene, mi dicono: “Ma, guarda, però io non ho abbastanza energia vitale; però mi piacerebbe venire al corso quando mi sentirò meglio, perché in questi giorni ho questo problema, quest’altro problema” poi mi chiedono informazioni sul corso, perché dentro di noi c’è sempre quel quid che ci porta verso la strada giusta, se lo ascoltiamo… a me non piace convincere le persone, anzi, ritengo che delle azioni di questo genere di formazione personale debbano essere veramente essere auto motivate, bisogna trovare in noi stessi la ragione per farlo.
Però ci sono delle cose che mi piace dire.

Un corso intensivo in cui sei protagonista

La prima è che questo corso è un corso che ho voluto fortemente, dopo tanti anni, tanti anni, non uno, non due. Tanti anni in cui l’ho fatto per associazioni, enti, corsi per centinaia di iscritti. Belli, sono bei corsi anche quelli per tante persone tutte insieme, mi piacciono, poi le persone mi fermano, mi raccontano della loro vita, delle situazioni, di quello che hanno provato, accade dopo ogni corso.
Solo che non mi basta, perché voglio fare qualcosa di più, per la persona, per quella persona. Ed è per questo che nel tempo, oltre a fare corsi tradizionali, ad intervenire là dove mi chiamano, mi piacciono anche le grandi platee, è bello parlare anche a tante persone, ho lavorato per creare qualcosa di speciale. Il corso intensivo a numero chiuso è proprio il mio corso, ho pensato anche all’ambiente, la location, una location pensata apposta, accogliente, tranquilla, dove ci si sente a proprio agio. Se sei in super forma, bene; se sei terra terra, bene, starai a tuo agio lo stesso perché sei lì per essere te stesso, e non sei lì per essere altro, non devi dare a nessuno la prova di niente, devi proprio fare qualcosa per te.
Per questo è un corso intensivo, ho tante cose da dire in otto ore, tantissime cose da dare, che poi uno si porta a casa, fa approfondimento, continua a coltivare, ma voglio seguire ogni persona durante il corso in modo personale, conoscerle una ad una. E quando parlo dei vari argomenti, delle varie teorie, di quelle che ci riguardano tutti, perché siamo in un certo modo, perché certe cose riusciamo a farle, perché altre no, come si fa, cosa succede, tutte quelle belle teorie che ho riscontrato, che condivido, mi piace che le persone se ne facciano un’idea, quindi se ne approprino, non perché lo dico io, ma perché possono proprio sperimentare. Grazie alla grafologia evolutiva quando parlo di un segno grafologico, di una caratteristica, non ne parlo in senso generale, ma ne parlo pensando a quella persona. Il profilo grafologico individuale cosa è se non, finalmente, avere davanti, belli, messi lì quelli che sono i tuoi punti di forza ed anche quelli su cui devi lavorare?
Facciamo un esempio di una persona molto creativa, la creatività in certi ambiti va bene, in altri diventa un po’ di disordine e forse va meno bene. Bisogna capire perché è creativa, quanto di questa creatività è proprio creatività e quanto, invece, è fuggire dalle responsabilità.
Altro esempio, quando una persona è molto attenta, molto precisa, va benissimo però poi questo è tanto una dote quanto un peso, quindi quel tipo di attenzione è utile per far bene e migliorare, quando è la stessa attenzione che poi crea dei problemi, capire perché è indispensabile per crescere. Per questo è un corso pratico.

Chi si è sfidato ce l’ha fatta

Hanno partecipato alle varie edizioni del corso intensivo tante persone, di ogni genere e di ogni età. A volte persone con handicap, che voleva affermare se stessi oltre i loro limiti fisici. Una volta è venuta una ragazza non udente, con una interprete, che traduceva in tempo reale tutto quello che dicevo. Ed io di cose ne dico tante, e parlo speditamente, e lei traduceva con il linguaggio dei segni ad una velocità che sembrava Flash, eppure pensate quella persona è riuscita a seguire il corso e partecipare al cento per cento, superando anche uno dei suoi scogli, la diffidenza verso la possibilità di essere vista nel suo essere completo e totale, e non per il suo handicap.
Un’altra volta c’è stato un ragazzo, un uomo straordinario, ha avuto un incidente, quando era giovane, che lo ha portato sulla sedia a rotelle, non usa bene le mani. Ebbene, ho fatto in modo che potesse realizzare un saggio grafico, così come poteva, e poi ho studiato ed elaborato appositamente un approccio per i suoi segni in modo da dare anche a lui delle indicazioni. E questo è ciò che faccio. Uno ad uno, per tutti.
Ci sono state delle persone che sono venute, non voglio dire, un po’ controvoglia, sono venute, ma per motivi non sempre molto forti. Qualcuna un po’ diffidente, qualcuno viene ma non crede che sia un corso diverso dagli altri, qualcuno viene perché cerca dei motivi, cerca delle risposte, magari ha già fatto tanti corsi, continua e continua, ma non ha trovato ciò che cercava, perciò continua con un entusiasmo un po’ smorzato.
Non hai idea di quante persone siano un po’ sfiduciate. Mi viene in mente una donna, chiamiamola Sabrina. E’ venuta al corso, è una persona molto pratica, pragmatica, a certe cose crede e non crede.
Ti chiederai: “Allora perché è venuta?”. Perché dentro abbiamo il potere della trasformazione, anche se facciamo finta di non averlo o ci diciamo che non ce l’abbiamo. Quindi, avendolo, questo potere della trasformazione chiaramente lo utilizziamo tutti. E’ venuta, ha ascoltato, ha sentito cose a cui non aveva mai pensato, ha visto prospettive che non aveva mai visto, quando è tornata a casa, quella sera, invece di litigare con il marito, come avrebbe fatto prima del corso, lei ha iniziato un percorso diverso di dialogo, di confronto, di comprensione, che le aperto un mondo diverso, non solo da un punto di vista familiare, ma da un punto di vista personale. Perché quando si vive in famiglia e non si è felici, non sta bene l’uno, non sta bene neanche l’altro, è molto difficile realizzarsi.

Non è mai tardi per sciogliere i nodi

Mi viene in mente un’altra persona che è arrivata, lui era venuto con un intento pratico. Ricopriva un ruolo di una certa responsabilità, avrebbe potuto avere una promozione, occupandosi di public speaking, però temeva di non avere la giusta predisposizione. Tu sai, se non lo sai te lo dico, raccolgo anche le richieste dei corsisti, rispetto a temi di particolare interesse, quindi, se ci sono un certo numero di richieste su un argomento, come il public speaking, lo tratto. Per questo ogni corso è diverso da un altro. E, in tutti, lavoro sulla motivazione, che è alla base di ogni attivazione interiore.
Ebbene lui grazie a ciò che ha attivato partecipando al mio corso, ha ottenuto la sua promozione e se ne va in giro per l’Italia a tenere corsi e conferenze, su temi importantissimi, come la difesa e la sicurezza personale. Una grande soddisfazione.
Oppure, mi viene in mente la persona più giovane dentro che ha partecipato ad un mio corso, di 76 anni. Questa persona giovane dentro aveva ancora sofferenze che si portava dietro, e riguardavano il rapporto con la figura paterna. Io mi occupo di comunicazione evolutiva, spiego delle cose e grazie a queste cose le persone ne capiscono tante altre. E con queste cose lei è riuscita, a 76 anni, a farsi un’idea diversa del padre, ad andare oltre.
Questo accade ogni volta, perché grazie alle spiegazioni dei segni grafologici, è possibile capire noi stessi e gli altri in un modo del tutto nuovo.

La grafologia ci aiuta a liberarci dalle illusioni

Passo dalla signora di 76 anni ad un uomo, chiamiamolo Roberto, Roberto, un uomo in gambissima, che aveva sempre avuto una relazione conflittuale con la figura materna, e anche se lui sapeva che questa donna aveva un carattere che non era eccellente, e si era un po’ emancipato, dentro dentro era sempre lì. Insomma, per fartela breve, durante il corso, tra gli altri, ho spiegato una particolare combinazione di segni. Questa combinazione ci parla di persone che sono molto concentrate su se stesse, hanno difficoltà a comprendere veramente la dimensione affettiva dell’altro e si sentono bene e sono felici solo se hanno quello che vogliono loro, se non hanno quello che vogliono loro non si sentono bene, non sono felici, come dire che, con facilità, tendono all’egoismo. Quando parlando di questi segni grafologici lui ha riconosciuto caratteristiche simili a quelle della grafia della madre ha finalmente capito che il problema non era lui, che lui non era il cattivo della situazione, e neanche lei, ma che la madre era fatta così, ha capito, concretamente, cosa vuol dire “natura originaria”: prendersela per una vita con una persona che è fatta in un certo modo perché è fatta in un certo modo, altro che Don Chischiotte, non ha proprio senso farlo. E’ solo se tu la comprendi, una persona, che puoi veramente sciogliere quel nodo nella tua vita, e quella è la vera forma dell’amore, cioè riuscire ad amare le persone così, per quello che sono, prima di tutti riuscire ad amare te stesso per quello che sei.
Perciò, se pensi di venire ad uno dei miei corsi intensivi e vuoi telefonarmi per avere delle informazioni, aspettati che, se tanto tanto ti do delle informazioni sintetiche, parliamo mezz’ora perché avrò sicuramente un sacco di cose da dirti, perché credo veramente in quello che faccio. E così stasera ho registrato tardi il podcast perché sabato c’è una nuova edizione del corso, e mi hanno chiamato tante persone che vorrebbero iscriversi e con ogni persona voglio parlare veramente, e questo è proprio quello che rende il mio corso diverso, è proprio quello che ho voluto, è proprio quello che spero di riuscire a trasmettere agli altri, quanto è importante fare tutte le cose con il massimo impegno e vedere di ogni cosa il massimo valore come io vedo sempre quello di ogni persona che mi trovo di fronte.
Se mi vuoi telefonare, il mio numero è il 3396908960, oppure scrivimi, a info (at) annarosapacini.com
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Una coppia di aforismi per te, e anche un brano.
“Prima o poi capirai, come ho fatto anch’io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo” (Morpheus)
“Il vero valore di un essere umano è rivelato dalla sua capacità di raggiungere la liberazione da se stesso” (Albert Einstein)

Che non significa essere altro da te, ma liberarti dai tuoi limiti per espandere tutta la tua grandezza.
Il brano, in licenza Creative Commons 3.0, è “Your holiday” di Aleksey Chistilin. Un piccolo ringraziamento, a te che mi ascolti, per la tua fiducia.
Alla prossima puntata, grazie per essere stato con me