Scegliere il partner giusto

Chi è il partner “giusto”? È una persona con cui condividere la vita, con cui stare bene, che sa voler bene a se stessa, ed anche a te. Così, tu. Il partner giusto è importante, nella vita, perché avere un legame che ti aiuta ad essere migliore, e ti sostiene, e ti regala fiducia e libertà, fa la differenza. Allora, perché ci sono tante relazioni in cui questo non avviene? In cui uno, più spesso, entrambi i partner, sono mediamente infelici, a volte, accusandosi reciprocamente di essere la causa primaria dell’infelicità? Perché tante relazioni nascono sotto – apparenti – buoni auspici e poi si rivelano rapporti faticosi e tormentati, che vanno avanti, sì, ma non creano quel tipo di legame in cui è bello vivere, mentre costruisci la tua vita? In questo podcast ti dico qual è il prerequisito necessario, per scegliere il partner giusto. Che non riguarda l’altro, ma te. Perché è da lì che dovresti partire, per creare relazioni felici, in amore, come in famiglia, come sul lavoro, come nel luogo in cui vivi.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

I segnali per capire se la relazione è quella giusta

Ho dedicato alcuni podcast, alla “persona giusta”, se vai nel mio blog, annarosapacini.com, e scrivi “persona giusta” nel form di ricerca, in alto a destra, li troverai. Questa volta vorrei parlarti di qualcosa che viene prima, che è dentro di te, nella tua vita, indispensabile per scegliere il partner giusto, ma anche per giuste e positive relazioni d’amicizia, per buoni rapporti con i colleghi di lavoro, per un vivere sereno nel posto in cui ti trovi. Non riguarda le persone intorno a te, né l’ambiente, né il tipo di relazioni, questo, viene dopo. Riguarda te.

Vincenzo ha amato una donna, sua moglie. Ha visto la sua relazione finire senza che ne avesse un’avvisaglia. Ha impegnato tutto se stesso per ritrovare la forza di amare di nuovo, soprattutto, di fidarsi. Era una relazione apparentemente felice, perché non mostrava i segni che mostrano le relazioni fortemente in disequilibrio. Luana sta pensando cosa fare, perché ormai da tempo quello che si dicono, lei ed il suo compagno, sono brutte parole, critiche, pensieri tristi. Pochi momenti sereni, ogni tanto. Ma si rende conto che vorrebbe evitare i momenti in cui si confrontano, anziché cercarli, sebbene ancora senta di amarlo. Giovanni ha una relazione importante, ed una meno importante. Importante, è quella ufficiale. Meno importante, è quella clandestina. Però si sente più felice in quella clandestina. Solo che la sua amante, invece, sta meglio in quella ufficiale. Un quadrilatero di difficile composizione.

Non è rinunciando a te stesso che una relazione migliora

Cosa voglio dirti, con questi piccoli stralci di vita, di storie vere, verissime, anche se i nomi sono di fantasia? Che spesso le persone si concentrano su come dovrebbe essere, il partner giusto, da trovare, o quello che hanno, che giusto non è e lo vorrebbero un po’ cambiare, trasformare in altro (che non è una trasformazione evolutiva, la trasformazione evolutiva rispetta ciò che c’è, lo valorizza e lo fa migliorare, non lo vuole mutare in qualcosa di diverso, non è trasmutazione). In queste relazioni, non giuste, in varia percentuale, le persone si concentrano su cosa il partner dovrebbe fare e dire, come dovrebbe pensare, in quale modo dovrebbe comportarsi o non comportarsi.

Si concentrano su un’idea dell’altro, che non è l’altro: è il partner come dovrebbe essere per essere davvero giusto. Per questo certe relazioni vanno avanti tanto tempo, perché è un modo di pensare che confonde, e, con il tempo, le persone si abituano. È vero, apparentemente il matrimonio di Vincenzo non aveva grandi problemi, andava “tutto bene”. Eppure, ogni giorno una discussione, ad ogni occasione, una critica, su Vincenzo che non è un arrivista, che preferisce restare nella sede locale della sua azienda che fare la scalata per arrivare al vertice, per non cambiare città. Vincenzo, quando ha iniziato a lavorare con me, sapeva che una delle cose più importanti, per lui, sarebbe stata trovare una compagna che non criticasse ogni sua scelta. Perché lui aveva anche provato a farla, la scalata, e dato che non gli mancano certo le capacità, era iniziata. Ma questo lo aveva reso più nervoso, e scontroso, e, in effetti, non era poi così “tutto bene”, quel loro matrimonio. Per scegliere il partner giusto, restare nella relazione giusta, creare il rapporto giusto, devi partire da te stesso. Conoscerti, rispettarti, sostenerti. E non cambiare idea perché ti pare di poterlo fare per qualcuno che ami.

L’imprescindibile rapporto tra rispetto e (vero) amore

La tua realizzazione, quella vera, il fare le cose che ami, come vuoi farle, poterne parlare, sentirti compreso, quelle o ci sono, o non ci sono. Perciò, sia che tu stia attraversando una crisi personale o sentimentale, sia che tu voglia rendere la tua vita più positiva sul lavoro e nei rapporti con gli altri, oppure semplicemente che desideri portare qualità in ogni ambito della tua esistenza, devi tenere presente che uno è il punto di partenza: non rinunciare a una parte importante di te inseguendo una realtà che i fatti ti mostrano che non c’è. Non rinunciare a quello che è davvero importante.

Perché sì: Luana, nel tempo, si è abituata al modo di fare di Riccardo. Riccardo che la insulta. La i-n-s-u-l-t-a. Parolacce, frasi pesanti. E non è un fatto raro, purtroppo. È assai frequente, nelle coppie, e vede un po’ tutti attivi, le offese dei mariti sono spesso più dirette, quelle delle mogli più sottili, ma sempre offese sono. In questa puntata mi limiterò al punto focale, su cui puoi riflettere e che sono certa ti sarà utile, ma avrò modo di ampliare la prospettiva. Il partner giusto è una persona con cui condividere la vita, con cui stai bene, una persona che sta bene con se stessa e con te, e così tu. Ognuno libero di essere se stesso, e, insieme, migliori. Volontariamente, perché ognuno dei due partner, in questo tipo di relazione, s’impegna, e progredisce. Non per effetto derivato. Sono tante, tantissime, le relazioni in cui questo non avviene.

Riccardo insulta Luana. Luana, all’inizio no, rispondeva ma non con quei toni e quelle parole, oppure metteva in atto la strategia del silenzio ritorsivo. Che non risolveva nulla. Per scegliere il partner giusto, devi partire da te. Proprio con grande convincimento. Prendiamo Luana. Se Luana, guardando dentro se stessa, con coraggio, determinazione, avesse detto: non accetterò mai un partner che mi manchi di rispetto, molto probabilmente non sarebbe arrivata a vivere una relazione decennale con Riccardo. Oppure, questa relazione avrebbe potuto iniziare, e il suo atteggiamento fermo avrebbe potuto aiutare Riccardo a capire che ci sono molti altri modi, più sani, più belli, di esprimere il proprio malessere. Modi che costruiscono e non distruggono. Con questa visione ferma, di amore e rispetto verso se stessa, avrebbe percorso un’altra strada.

Perché solo le scelte giuste per te portano al partner giusto

Giovanni, l’altra storia di cui ti ho accennato, ha capito che il rispetto mancava, per la sua vita, e la moglie, e l’amante. Ed è ripartito scegliendo l’uomo che voleva essere. Felice senza bisogno di cercare altrove la felicità. È lì, il vero segreto che ti permette di trovare il partner giusto. Non rinunciare ai tuoi valori fondanti.

Lo hai fatto? Non importa, a volte capita di confondere la speranza con l’illusione. L’importante è che inizi ad ascoltarti, davvero, e che scegli la persona che vuoi essere, e cosa vuoi portare nella tua vita. Ti racconto una piccola storia che forse ti farà sorridere, però è vera, può darti un’idea concreta dell’importanza che questo tipo di scelta ha, nel creare relazioni giuste.

Quando ero una studentessa universitaria, la prima laurea, e la prima università, lavoravo nelle radio private come direttore e speaker, radio locali, ma avevano un loro fascino, su chi ascoltava. Questo portava qualcuno a farsi un’idea, del tipo di persona che fa un tipo di lavoro. I professori, si aspettavano studenti poco preparati, e così dovevo impegnarmi il doppio degli altri, per superare le loro barriere e fargli capire che si sbagliavano. Che c’era anche chi lavorava e studiava davvero, come me.

Anche i ragazzi si facevano un’idea sbagliata, perché il lavoro radiofonico, le tv private, il giornalismo, sono anche mondo dello spettacolo. Chissà perché, studio e spettacolo, nell’immaginario collettivo, sembrano non andare d’accordo. Una volta, conobbi un ragazzo, che, dopo avermi ascoltata parlare, immagino di una delle cose che più mi appassionava, un filosofo, una teoria della comunicazione, mi disse che non capiva molto, perché si trattava di cose lontane dalla sua vita, e che erano cose che lo annoiavano, ma mi avrebbe ascoltata per ore. Conoscere e parlare con una persona che nemmeno si impegnava per capire quello che dicevo, e che me lo diceva come se fosse un complimento, sapevo che per me era una cosa che non andava bene. E ti parlo di una cosa piccola.

Perché quello che cercavo, in ogni rapporto umano, era rispetto, comprensione, parità, io m’impegno nel capire te, e tu, t’impegni nel capire me. E da lì, che devi partire, da te stesso, da chi sei davvero, da cosa vuoi, davvero. Tempo dopo, quando, pur essendo ancora studentessa universitaria e speaker, incontrai quello che sarebbe stato il compagno della mia vita, la prima volta in cui parlammo, non c’era argomento di cui non si potesse parlare. Parlare era bello, anche ascoltarlo, quel suo modo educato e gentile di essere, brillante e originale di pensare.

Non subire: essere. Dove nascono le relazioni felici

Eppure, in quegli stessi anni, una mia cara amica, iniziò una relazione con un uomo, che amava da sempre, un uomo che la trattava male, che poi è diventato suo marito, e il padre dei suoi figli. Ha continuato a trattarla male, il tradimento era parte della loro relazione. Non era l’uomo giusto. Solo molti anni dopo, lei ha avuto la forza di comprendere come avesse voluto ingannarsi da sempre, come avesse accettato di non essere se stessa, di piegarsi a quell’idea di donna, che doveva subire e intanto essere la donna ideale per quella visione distorta che lui aveva, di come una donna doveva essere, che era l’unica che lui mostrava di accettare: la donna subisce e accetta, perché l’uomo la ama. Su cosa intendesse quell’uomo, per amare, potrei aprire un altro capitolo: non certo di amore vero, perché non c’è amore, dove non c’è rispetto. Ecco, cari tutti, donne, uomini, fluidi o non binari, questo è proprio quello che porta verso tutto ciò che non è il partner giusto. Per creare relazioni felici, in amore, in famiglia, sul lavoro, nel luogo in cui vivi, ascoltati, rispetta te stesso e non rinunciare a quello che ti fa essere te.

Solo se scegli te stesso, il partner giusto sarà giusto davvero

Posso dirti che molte delle care persone che sono mie clienti, è proprio così che hanno trovato la persona giusta. Non cercandola, non concentrandosi su quello che volevano trovare, ma scegliendo chi volevano essere. Il rispetto esiste. Così il dialogo. Così la scelta di voler sostenere e comprendere chi ami. Se vivi una relazione in cui manca qualcuno di questi ingredienti fondamentali, e tanti altri ce ne sono, allora sta a te comprendere se è il partner giusto, non in base a chi è lui, ma in base a chi scegli di essere tu, quanto amore meritarti, quanto rispetto donarti.

Le relazioni si possono migliorare, e l’amore può crescere, se chi ama lo coltiva e se ne prende cura. Ma, in una relazione, bisogna essere in due, a sceglierlo, perché questo possa davvero avvenire. Per creare relazioni felici, in amore, come in famiglia, come sul lavoro, come nel luogo in cui vivi, parti dalla persona che scegli di essere, e non rinunciare mai a quel rispetto e a quell’amore che tu, per primo, devi alla tua vita.

A me piace molto aiutare le persone a coltivare versioni di vita evolutiva e illuminanti. Se vuoi capire come vivi le relazioni, come trasformarle in modo evolutivo, come coltivare la relazione giusta, soprattutto, come sostenere la tua evoluzione, in ogni ambito della vita, e vuoi farlo con me, sono a tua disposizione. Annarosapacini.com, pagina contatti. Puoi scrivermi, prendere un appuntamento per una telefonata, così potrai farmi tutte le domande che ti interessano, per capire meglio il mio metodo e gli strumenti che metto a tua disposizione.

Un mezzo che metto a disposizione di tutti è questo podcast, Comunicare per essere®, un progetto esperienziale di comunicazione applicata alla vita, orientato da una visione basata su valori positivi e costruttivi. Fondamentali sempre. Puoi iscriverti liberamente dalla pagina dedicata del mio blog, e dalla tua app preferita per musica e podcast.

Podcast e video ti aspettano sul mio canale YouTube, attiva le notifiche, iscriviti e non ti perderai nessuna novità. E soprattutto iscriviti alla newsletter, e visita il mio blog, perché tutto, approfondimenti, progetti, contenuti, passa sempre da lì. Mi trovi su tutti i principali social, a partire da Facebook.

E per ispirare la tua visione fondante, aforismi sulle scelte giuste, e musica, che è un altro linguaggio che fa bene al cuore e allo spirito. James Joyce: “Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere”. Joel Dicker: “Ci sarà sempre qualcuno che non comprenderà una tua scelta. Ma si sceglie per proseguire, non per essere compresi”. Deepak Chopra: “Quando si effettua una scelta, si cambia il futuro”. E l’ultimo, è un proverbio cinese: “Possiamo scegliere quello che vogliamo seminare, ma siamo obbligati a mietere quello che abbiamo piantato”.

Il brano s’intitola: “Sunlight”. Energia, serve molta energia. E luce, e speranza. E volontà, e motivazione, e voglia di fare, e, soprattutto, di essere. Ti auguro una bellissima giornata, piena di bellissimi momenti. Grazie per essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata

“Per creare relazioni felici, in amore, in famiglia, sul lavoro, nel luogo in cui vivi, ascoltati, rispetta te stesso e non rinunciare a quello che ti fa essere te”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

Torna in alto