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Scegli di essere generativo per cambiare il mondo

Scegli di essere generativo per cambiare il mondo. Annarosa Pacini, podcast per la crescita personale

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In questa puntata voglio parlarti della generatività, e della straordinaria possibilità che tu hai, ognuno ha, di creare un futuro migliore. La persona generativa non è ispirata da ideali individualistici, è ispirata da qualcosa che va oltre la stretta visione personale e si apre alla speranza e al bene. Guarda al futuro, ed anche lì, vuole lasciare qualcosa. Per se stessa, e per gli altri. Tutti sono generativi, ma diventarlo alla massima potenza, per scelta, è una cosa diversa. Significa accrescere così tanto la tua forza generativa da trasformare l’egoismo e la grettezza intorno a te, da produrre effetti nel mondo e nelle persone. La generatività è dentro di te, è la tua bellezza interiore, la tua forza più grande. Ed è così che puoi trasformare il mondo, non solo con le parole, ma soprattutto con i fatti.
(Scorrendo puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Scegli di essere generativo per cambiare il mondo

Spesso mi accadono cose che mi ispirano. Mi ispirano le persone, i dialoghi, i libri, le materie che studio, la musica, l’astrologia, l’arte, anche i telefilm. Particolarmente, mi ispirano i telefilm in cui i protagonisti sono buoni, e vincono. Non se se lo hai notato anche tu, o è solo una mia impressione, a me pare che, negli ultimi anni, buoni ed eroi stiano scomparendo da libri e da films, i pochi che rimangono, sono sbiaditi. A me piace molto l’idea dell’eroe umano, ma non credo proprio che voglia dire infelice, problematico ed incapace di fare l’eroe. Così, l’altra, l’altra sera quando, guardando un telefilm ho sentito il protagonista dire che c’è bisogno di persone generative, sono stata molto d’accordo e ho pensato subito di condividere con te la mia ispirazione. Il concetto di generatività trova oggi ampio uso in ambito sociologico, là dove si spera che le persone sappiano mettere in atto azioni trasformative finalizzate non al consumo individuale ma al bene comune. La generatività “è un agire che ammette l’esistenza di un prima, di un adesso e di un dopo, in relazione a cui si assume la responsabilità del proprio darsi, accettando di essere aperti a ciò che non si conosce”. E’ un’azione consapevole, quindi diretta verso uno scopo, rispettosa del contesto e aperta al futuro. In qualche modo, tutti siamo generativi, alcuni, più di altri. E’ generativo l’artista, quando crea qualcosa per regalarlo al mondo. L’imprenditore, quando insegue un’idea e crea un’impresa proprio là dove si trova, perché è lì che ha le sue radici ed è lì che vuole che cresca. E’ generativo il professionista che condivide le sue competenze, il suo sapere, con altri, perché crede che ciò che è buono e giusto possa essere di aiuto. L’insegnante quando inventa modi nuovi di insegnare ai suoi studenti, l’assessore che va tra la gente, ascolta le loro domande, e poi si impegna davvero, in prima persona, per trovare le risposte.

La generatività è una scelta

In questo periodo cupo e pieno di paure, siamo circondati da energia generativa, ed è quella generata da tutti coloro che si impegnano per il futuro, per fare del bene, per aiutare gli altri, che credono che esista un tessuto sociale da preservare, credono negli ideali ai quali si sono votati, e danno un senso grande alla loro esistenza. Sono sicura che sei generativo anche tu, perché, in potenza, lo siamo tutti. Mi è tornato in mente un episodio di molti anni fa. Poco dopo la laurea, ho fatto esperienza di insegnamento, nelle scuole superiori, filosofia, storia, psicologia e scienze sociali, pedagogia, naturalmente. Per un anno ebbi una supplenza in un Liceo scientifico. Entrai nella classe e vi trovai tanti stupendi studenti. Non erano tutti d’accordo con me, in particolare, l’insegnante più influente, che era molto arrabbiata, e parlava sempre male dei suoi studenti, in particolare, di Marco. Io non sono solita farmi influenzare dalle opinioni degli altri. Marco con me era uno studente bravo, alla fine dell’anno, divenne ottimo, oltre ogni speranza. Capace di aderire ad ogni richiesta, e fare anche di più. Molti anni dopo, un giovane uomo mi ha fermato per strada, era Marco, per dirmi che si ricordava ancora di me, e quello che gli avevo insegnato lo aveva portato a creare un’azienda in cui si fa formazione di alto livello. Mi disse che l’idea che gli avevo trasmesso di lui era così bella che lo aveva catturato, e lui si era dato da fare per trasformarla in realtà. Io non lo sapevo, non in quei termini, ero abituata ad insegnare così come faccio ogni cosa, mettendomi in gioco, cercando di fare sempre il massimo e di più, perché il massimo non esiste, esiste fare del tuo meglio, e poi, migliorarlo. Ma quello che più di tutto tu trasmetti è la tua visione. E’ lì che devi essere generativo, nel modo in cui vedi il mondo, gli altri, te stesso. Per essere generativo devi coltivare speranza e fiducia, coraggio e saggezza, ma non in modo teorico. Il vero generativo agisce, costruisce, crea e cambia, il presente e il futuro. Ho letto questo passaggio, in un articolo dedicato alla generatività, che mi è molto piaciuto, che ricordavo e voglio leggerti: «Il maestro – scriveva don Milani in Lettera a una professoressa – dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo vi aggiunge qualcosa e così l’umanità va avanti».

Il vero bene non è mai egoista

Tutto può essere generativo, anche il dolore. La perdita di una persona cara per una grave malattia può indurre una persona a chiudersi in se stessa perché non vede le alternative, un’altra a creare una fondazione per aiutare chi si trovi ad affrontare lo stesso problema, e questo è solo un esempio. Ne serve tanta, di energia positiva, per combattere le ingiustizie, per promuovere un cambiamento profondo. Essere generativi vuol dire non essere egoisti, non pensare solo a se stessi, ma pensare al futuro e al mondo che verrà. Secondo me mai come in questo momento il mondo ha avuto bisogno di generatività. Anzi, mi correggo: il mondo ha sempre bisogno di generatività. Generare, come i figli, la vita, un’idea, un progetto, un ideale, un gesto coraggioso, una parola saggia. Essere genitori non ha nulla a che vedere con la genitorialità biologica. E’ una scelta: significa riconoscere la bellezza dell’altro, avere fiducia che è lì, anche se non la vedi, e impegnarti affinché emerga. E’ così che fai emergere anche la tua. Un concetto di straordinaria portata sociale, quello generativo, che parte dal singolo e può davvero rivoluzionare il mondo. Il mio augurio, per questa puntata, è che tu scelga di essere grandemente, potentemente, generativo. Se sei un mio affezionato ascoltatore, mi avrai tante volte sentito dire che la grafologia mi permette di vedere la bellezza interiore di ogni persona, ed è per questo che so che c’è e che puoi usarla. Se vuoi conoscere il mio metodo, e scoprire cosa posso fare per te ed insieme a te, basta che visiti il mio sito, annarosapacini.com, e nella pagina contatti troverai tutti i miei recapiti. Dall’analisi grafologica al counselcoaching on line ai corsi di comunicazione alle azioni formative mirate, ogni obiettivo può trovare lo strumento giusto e tirar fuori la tua generatività. A partire dal Profilo grafologico essenziale, che puoi richiedere subito, direttamente dal sito, un focus sui tuoi punti di forza e su quello che può esserti più utile in questo momento della tua vita, per la tua realizzazione.
Comunicare per essere podcast è su tutte le app per musica e radio, puoi iscriverti dal mio sito, su Spreaker, iTunes, Apple Podcast, Spotify, ecc. ecc. se già non lo hai fatto, fallo, e non perderai nemmeno una puntata. Ti saluto con un aforisma e un brano. L’aforisma è di Khalil Gibran: “Voi date ben poco quando date dei vostri beni. E’ quando date voi stessi che date davvero”.
Il brano che voglio dedicarti si intitola “I’m inspired”. E ti voglio confidare un segreto, le più grandi ispirazioni, nella vita, le ho avute dalle persone, dalla loro energia, dalla forza, dalla vita, dai sorrisi, dalla tristezza, dal loro cuore, dalle parole gentili, dalla simpatia e dal calore. Ti auguro di trovarle in te, e negli altri. Grazie per essere stato con me.

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