La paura di restare soli

Capita, nella vita, di non trovare la persona giusta. O di averla trovata, e averla perduta. O che fosse giusta, un tempo, e adesso non lo è più. La paura di restare soli è qualcosa che a volte arriva da dentro, altre, arriva da fuori, dagli altri, dalle parole dette o non dette. Ma cosa vuol dire, restare soli? E non essere soli è meglio, comunque? Anche se si è “male accompagnati”? Eppure, la saggezza dei proverbi raccoglie secoli di vita e di esperienze, e nasce per trasmettere un insegnamento. Meglio soli che male accompagnati sta a dire che se stai bene con te stesso, puoi vivere una vita bella e ricca, anche se non trovi la persona giusta. Puoi trovare molte relazioni giuste, però, buoni amici, persone importanti. Perché si può essere soli anche in coppia, e vivere a fianco di qualcuno che non rispetti, e non ti rispetta, è una prospettiva che dovrebbe far paura più che non vivere con te stesso in buona compagnia.
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L’importanza di stare bene da soli

Il tema della solitudine è un tema che nel tempo, ho trattato, nel podcast. Sentirsi soli, e stare da soli, non è la stessa cosa. Si può sentirsi soli pur stando in compagnia, e stare da soli bene, senza che questo significhi che non sai avere rapporti buoni e costruttivi con gli altri. Il rapporto che fonda la tua esistenza è quello che hai con te stesso. Non è un rapporto isolato, è connesso alle relazioni che incontri, ai legami che sviluppi, con la famiglia, gli amici, la rete sociale. Ogni relazione ti influenza, e se non sai preservare la persona che sei, rischi anche che ti condizioni.

Il primo punto, perciò, è stare bene con te stesso. Questo implica, anche, lo stare bene da solo. Saper gestire il tuo tempo, e scegliere quello che ti fa stare bene. Fare, quello che davvero vuoi fare. Nella coppia, richiede molta volontà e desiderio di armonia, a volte i partner hanno esigenze diverse, e interpretano il sentire dell’altro come un attacco, o un segno di non amore. In realtà, nell’amore c’è anche il riconoscere il diritto dell’altro a scegliere ciò che è bene per sé. È l’amore che porta a trovare situazioni in cui tutti, stanno bene. Si chiama negoziare: non si tratta di rinunciare, anzi, il contrario. Si tratta di scegliere costruendo, scegli qualcosa da fare in cui sai che starà bene anche il tuo partner, e così, l’altro. Una volta, meglio per te, un’altra, meglio per l’altro. E non è vietata la libertà di essere, in coppia, anzi, è caldamente auspicata. Si può anche non condividere una stessa passione, pur condividendo la vita e l’amore. Quando stai bene con te stesso, comprendi meglio chi sono le persone giuste per te. Non solo in amore, anche, nell’amicizia.

Non è la paura di stare da soli un motivo per essere coppia

Storie vere, nomi di fantasia. Penso sempre alle care persone che scelgono di lavorare con me per la propria evoluzione di vita, quando registro un podcast. Ispirato alla vita vera. Benedetta è una professionista, autonoma, indipendente, con relazioni mediamente soddisfacenti, che alle fine le pesano, perché deve rinunciare ad essere se stessa. Ma, secondo amiche che le dicono di conoscerla bene, la paura di restare da sola dovrebbe essere il criterio dominante. Portarla ad accettare relazioni in cui non è davvero felice, ad accontentarsi. Umberto è stato sposato, è stato lasciato, ha passato la sua bella dose di sofferenze. C’erano motivi, perché il matrimonio finisse, ma mentre lo viveva, non lo sapeva. Lo ha scoperto dopo. Quando lo ha scoperto, ha scelto di non voler riprovare. È stato lasciato, all’inizio, poi, ha deciso lui di lasciare.

Perché sapere di essere stato sposato per vent’anni, senza essere mai stato compreso davvero, e, a dire della sua ex, senza averla mai davvero compresa, non può lasciarti indifferente. Ha avuto poi una compagna che però non condivideva quei valori di rispetto che per lui sono tutto, e così, le loro vie, e le loro vite, si sono separate. Ma anche lui, come Benedetta, ha amici che gli dicono che se continua così resterà solo. Posso dire, agli amici delle “Benedetta” e degli “Umberto”, che Benedetta e Umberto, stanno bene. Sono persone equilibrate, che rispettano se stesse e gli altri, costruiscono la vita, portano il bene anche nella vita degli altri. Se incontreranno una persona giusta, certamente sapranno riconoscerla. Ma mai dovresti accettare l’idea di iniziare una relazione per paura di non avere una relazione. La paura non può essere la base di nulla. Distrugge, non costruisce.

Le relazioni buone nascono sempre dal ben-essere

Potrei dirti tanti nomi, di donne, di uomini, che hanno trascorso in coppia tanti anni della propria vita, alcuni, decenni, soffrendo, ogni giorno un pochino di più. Per l’aggressività, propria e del partner, per la disistima, le brutte parole, le critiche continue. E gli effetti deleteri, sulla stima di se stessi, sulle relazioni con gli altri, per non parlarti degli effetti sui figli, dove fossero presenti nella vita della coppia. Non sarei sincera, se ti dicessi di aver incontrato, nel mio lavoro, persone che vivevano relazioni infelici in vite buone. Perché non è possibile. Si può però cercare di stare bene dove si è, di cambiare la prospettiva, di ricostruire, il rispetto, e una forma di bene.

Claudio, Silvana e Ornella sono tre amici. Per vari motivi, ad età diverse, si sono trovati da soli. Hanno avuto qualche paura, ma la paura non ha vinto. Si sono presi cura di se stessi e della propria vita. Poi, si sono incontrati, sono diventati amici veri, di quelli con cui stai bene, con cui puoi essere te stesso. E giunti ad un certo punto, per motivi anche pratici, ma soprattutto per la scelta di una qualità di vita cui non vogliono rinunciare, hanno affittato un appartamento, che è disposto su due piani, e deciso di vivere lì insieme. Ornella ha anche incontrato una persona, e questo amore sta crescendo. E chissà come evolverà, la sua relazione, e cosa deciderà. Ma sono tre persone che si sono scelte con amore, con rispetto, con consapevolezza, hanno creato una famiglia nuova. E questo puoi sempre fare. Non serve l’amore, serve, un amore. Non serve adattarti, ma crearti. Questo vuol dire, “meglio soli che male accompagnati”. Male, accompagnati. Senza gioia, senza bellezza.

Il vero significato di “meglio soli che male accompagnati”

Meglio soli che male accompagnati sta a dire che se stai bene con te stesso, puoi vivere una vita bella e ricca, anche se non trovi la persona giusta. Puoi trovare molte relazioni giuste, però, buoni amici, persone importanti. Perché si può essere soli anche in coppia, e vivere a fianco di qualcuno che non rispetti, e non ti rispetta, è una prospettiva che dovrebbe far paura più che non vivere con te stesso in buona compagnia. Perciò abbi fiducia in te stesso e in ciò che per te è bene, non abdicare mai al rispetto della tua esistenza, coltiva il tuo essere migliore, e sono certa che incontrerai relazioni migliori, di buoni amici, di buoni amori, di buona umanità. Ma potrai riconoscerli solo quando sarai libero dalle paure, che il vero amore è sempre coraggio e scelta, e mai paura e ripiego. Annarosapacini.com, pagina contatti, trovi i miei recapiti, puoi richiedere anche adesso la tua “Direct” di grafologia evolutiva®, un’analisi grafologica evolutiva della tua scrittura a mano, la acquisti, scrivi, mi invii la scansione, entro un paio di giorni fissiamo l’appuntamento telefonico, e ti parlo di te, di come superare la paura, di quanto puoi stare bene con te stesso. Nella pagina “Per te – Shop”, nel mio blog, trovi una sintesi di alcuni degli strumenti che ho creato, dal counselcoaching all’allenamento della comunicazione valoriale, per chi scelga di vivere appieno il senso della propria esistenza, esserlo, e realizzarlo.

Va in questa direzione anche questo podcast, “Comunicare per essere®”, puoi seguirlo dal mio blog, dove trovi le trascrizioni dei testi e l’archivio delle puntate, completo, e dalla tua app preferita per musica e podcast. Il blog, te lo consiglio, le novità e gli approfondimenti passano tutti da lì. Seguimi su Facebook e sul tuo social preferito, iscriviti al mio canale video su YouTube, che ci sono anche i video, dedicati all’evoluzione personale messa in pratica nella vita. Per salutarti, quattro aforismi sulla solitudine che è forza. Jean-Paul Sartre, “Se sei triste quando sei da solo, probabilmente sei in cattiva compagnia”. José Saramago, “La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi”. Erich Fromm, “Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare”. L’ultimo, di Arthur Schopenhauer, “Chi non ama la solitudine, non ama neppure la libertà, poiché soltanto quando si è soli si è liberi”. Il brano musical s’intitola: “Destino”. Meglio pochi, ma buoni. Meglio soli, che male accompagnati. Cuor contento, il ciel l’aiuta. La tua forza è dentro di te. Il destino, è quello che ogni giorno crei. Scrivimi, se vuoi, fammi sapere cosa pensi, cosa ne pensi, e condividi questo progetto, e lascia un like, una recensione, sostienimi, se ti va. E continua a seguirmi, in questo viaggio dedicato ai ricercatori della piena espressione della migliore evoluzione umana. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Mai dovresti accettare l’idea di iniziare una relazione per paura di non avere una relazione. La paura non può essere la base di nulla. Distrugge, non costruisce” (Annarosa Pacini)

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