Il segreto (vero) della tua realizzazione

Il segreto (vero) della tua realizzazione. Comunicare per essere® podcast, comunicazione e grafologia per la crescita personale, Annarosa Pacini
Conosci il “segreto” per la tua realizzazione? La vera realizzazione, quella in cui raggiungi ciò che vuoi e sei ai massimi livelli, e sei felice e soddisfatto della tua vita

“Comunicare per essere®”, podcast – crescita personale, strumenti e risorse, psicologia, pedagogia, grafologia, formazione

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Il segreto della tua realizzazione

Conosci il “segreto” per la tua realizzazione? La vera realizzazione, quella in cui raggiungi ciò che vuoi e sei ai massimi livelli, e sei felice e soddisfatto della tua vita. Sai se persone che si sono distinte dagli altri, nel mondo, hanno qualcosa di diverso da te? Tutti hanno istinti e pulsioni non sempre nobili, e tutti possono fare scelte facili o sbagliate, mentre quello che serve, per la vera realizzazione, sono le scelte giuste. E, soprattutto, la forza interiore che ti permette di essere te stesso al cento per cento e impegnarti ogni giorno per dare il meglio di te. Ti racconto qualche storia di chi è riuscito ad avere il massimo successo in ciò cui ambiva, come quella di una santa che avrebbe potuto fare la commerciante, di un santo che avrebbe potuto diventare un delinquente e di una donna che conquista il suo equilibrio, trova l’uomo della sua vita, ha una carriera di successo e risolve le sue incomprensioni. Erano normali e speciali, come te.

Sono le tue scelte che ti fanno grande

Servono maturità e consapevolezza, indispensabili per la crescita personale. Come ti ho detto nella puntata precedente “Le quattro regole per trovare il senso della vita”, l’analisi grafologica della scrittura di personaggi che si sono dedicati in modo particolare alla vita spirituale, ha rivelato che avrebbero potuto fare scelte molto diverse.
Nel libro di Girolamo Moretti, “I santi dalla loro scrittura – Istinti e pulsioni dei santi” sono presenti le analisi grafologiche della scrittura di oltre trenta santi.
E’ un libro molto interessante, in cui – si legge nella prefazione – “Moretti non si è limitato a mostrare i santi nella loro dimensione più naturale ma anche nella loro dimensione più compromettente, quella dimensione che avrebbe potuto portarli ai margini della società, mentre ha invece formato il campo di battaglia che li ha portati ad elevarsi e raggiungere traguardi straordinari. I santi di cui racconta Moretti sono uomini di tutti i giorni, quelli che, anche se non fossero diventati delinquenti, magari per il timore delle conseguenze, avrebbero potuto essere destinati ad essere uomini mediocri, che lottano con gli incomodi della vita, che fuggono dalla generosità per timore di perdere il piccolo vantaggio momentaneo”.
Invece non è andata così. Questi uomini hanno fatto delle scelte che li hanno portati a diventare le persone che hanno deciso di diventare. Ciò che erano già in potenza, ma, per loro come per te, l’uso che fai delle tue risorse dipende da te.
In un’analisi grafologica della grafia di Madre Teresa di Calcutta si legge: “a ben vedere ci troviamo di fronte ad una sorta di manager dalle caratteristiche complesse, a cavallo tra la figura del direttore e quella del venditore. (…) Una donna umile, ma non debole, con poca propensione a farsi influenzare, poca simpatia per le interferenze, una predilezione per la parte organizzativa e insieme la capacità di consolare e confortare. La compostezza e la dignità di un capo si alternano facilmente ad una grande comprensione per i bisogni altrui cui si accompagna anche il rimprovero per chi non fa le cose al meglio”.
Come dire, in altre parole, che Madre Teresa di Calcutta aveva le attitudini di un leader, un carattere severo e modi diretti, con spiccate propensioni all’organizzazione e al commercio. Propensioni che aveva canalizzato verso un commercio molto particolare, quello per la salvezza degli esseri umani e delle loro anime.
I Santi sono persone normali, prima di essere Santi. Persone che poi esprimono la loro ordinarietà attraverso una straordinarietà quotidiana. Ogni uomo è un Budda, cambiando prospettiva e religione, e, come tale, ogni uomo ha in sé le più grandi possibilità. Ho sempre trovato molto significativi questi studi, che evidenziano come le caratteristiche che rendono grande un individuo non siano poi così speciali. E’ l’essere umano che le usa a renderle tali. In questo senso, tu sei straordinario. Siamo tutti straordinari. Perfettamente dotati.

La storia di una donna che ha vinto le sue battaglie

Adesso ti racconto una piccola storia.
Tanti anni fa, all’inizio del mio percorso grafologico, c’era una collega di studi che era spesso distratta dalle sue vicissitudini sentimentali. Si chiamava Maria Giovanna. Era una donna vivace, briosa, impegnata, una laurea, un lavoro, e grandi difficoltà a trovare l’amore della sua vita.
Così chiese ad uno degli insegnanti del corso, un grafologo molto rinomato, l’analisi grafologica della sua scrittura. Per giorni restò in attesa, nella speranza di trovarvi delle risposte ai suoi problemi. Il responso la gelò. L’analisi le diceva che, poiché era una donna che si faceva abbagliare dall’apparenza e poco stabile, non riusciva a valutare bene i partners che sceglieva. Certo, c’era anche l’elenco delle sue qualità, ma la parte che la colpì di più fu questo giudizio, tranchant. Anche le parole che aveva usato il professore erano state piuttosto critiche.
Come dire, sei così, è colpa tua, è un dato di fatto, non puoi farci nulla. Io conoscevo la sua scrittura, e non ero per niente d’accordo sul giudizio che era emerso (non sugli elementi grafologico, ma sul modo personale e poco costruttivo in cui erano stati espressi).
E’ stato uno degli episodi che mi ha portato poi ad elaborare una mia teoria grafologica, che utilizza gli elementi tradizionali in una prospettiva ampia e dinamica, in cui scrittura, comunicazione e piena realizzazione personale sono strettamente connessi, e il cui scopo fondamentale è fare in modo che la persona riconosca il suo proprio valore e lo utilizzi nel modo migliore per la sua vita.
E’ vero, nella scrittura di Maria Giovanna c’erano i segni che parlavano dell’attenzione verso gli elementi appariscenti, del bisogno di approvazione, della propensione ad agire di istinto e a riflettere poco, ma questo non significa assolutamente né che non potesse gestirli diversamente, né che la sua natura autentica fosse tutta lì né che per questo dovesse sentirsi giudicata.
Di lì a poco, lasciò gli studi grafologici per orientarsi verso una specializzazione più affine alla sua formazione, di tipo legale. Qualche tempo dopo, divenne una mia cliente. I suoi problemi sentimentali con il tempo non si erano affatto risolti, anzi.
Cosa ci ha rivelato l’analisi grafologica della sua scrittura?
La sua scrittura, in sintesi, parlava di una donna portata a dare fiducia agli altri, che non amava sottostare alle regole imposte e sentiva il bisogno di esperienze che la facessero uscire dalla mediocrità, ma che non sempre si prendeva il tempo necessario per approfondire, così le accadeva di prendere delle decisioni che poi, con il tempo, a volte si rivelavano sbagliate.
Se sul lavoro aveva imparato a gestire questa sua tendenza con il metodo e l’organizzazione, nella vita affettiva il desiderio di sentirsi compresa ed amata la portava ad accettare relazioni anche non pienamente soddisfacenti. Perché lei lo sapeva, sapeva distinguere ciò che era meglio per lei da ciò che non lo era, solo che non sapeva come fare a difendere i suoi giusti spazi e le sue esigenze. Non erano le sue caratteristiche, a farle vivere relazioni infelici, ma i modelli relazionali che aveva adottato, le parole “blocca vita” che le ronzavano in testa (se non sai di cosa sto parlando, cerca la puntata dal titolo: “Sconfiggi le parole blocca vita”).
Modelli che, forse, le avevano dato delle gratificazioni quando era più giovane perché aveva sempre qualche spasimante a farla sentire importante. Ma quando, donna adulta, a 28 anni, ha iniziato a cercare relazioni solide e concrete, quell’apparenza, che pure le importava, non le bastava più. Per superare i contrasti interiori Maria Giovanna ha dovuto capire da dove venivano le sue tendenze, consolidare la sua natura originaria, ed imparare a vivere le relazioni con maggior distacco, soprattutto nella fase iniziale, così da rafforzare la fiducia nella sua consapevolezza. Questo l’ha portata ad evitare di avviare delle relazioni con uomini da cui non si sentiva davvero compresa, sino a che non ha trovato l’uomo giusto per lei. E il suo successo non si è fermato alla vita affettiva, il suo rafforzato e più consapevole equilibrio le ha permesso di raggiungere nuovi traguardi in ogni ambito, professionale e familiare. Ha aperto uno studio legale con un collega che ha saputo scegliere molto bene, che è oggi uno studio affermato, e risolto antichi dissapori con la sua famiglia.
Il segreto del suo successo è stato riconoscere la sua natura originaria, comprenderla, imparare ad amarla ed esprimerla in modo compiuto. C’è sempre da combattere per essere noi stessi, anche quando sappiamo cosa non va, figuriamoci quando invece non lo sappiamo. Per questo è fondamentale rafforzare la consapevolezza personale.

Orienta la tua vita verso la sua realizzazione più grande

Quindi, il segreto della vera realizzazione è semplice, e in cuor tuo lo conosci anche tu: seguire la tua vocazione, trovare il tuo equilibrio, espanderlo nella tua vita.
Tutti hanno istinti e pulsioni non sempre nobili, e tutti possono fare scelte facili o sbagliate, mentre quello che serve, per la vera realizzazione, sono le scelte giuste. E, soprattutto, la forza interiore che ti permette di essere te stesso al cento per cento e impegnarti ogni giorno per dare il meglio di te.
Voglio leggerti, dal libro di Moretti, alcune righe dell’interpretazione della scrittura di San Paolo della Croce (il linguaggio è quello di un uomo del suo tempo, siamo nei primi decenni del 1900, e Moretti aveva un modo tutto suo di scrivere, piuttosto diretto): “siccome ha la tendenza e l’abilità per l’arte di conquidere – ndA avvincere, sedurre – gli animi, ne viene che se fosse stato dominato dall’intenzione di raggiungere uno scopo cattivo, o comunque immorale, egli saprebbe dare al suo altruismo e all’affettività la parte dell’ipocrisia (…). Sarebbe nato più per perseguire scopi antimorali che morali perché l’ambizione di superioreggiare non è forte, ma nemmeno indifferente, la debolezza di carattere tenta di fiaccarlo; l’intenerimento sessuale è intento a sorprenderlo per dar la mano a quella affettività languida che produce un che di debosciatezza psichica e fisica”. Infine, conclude: “Se questo soggetto si desse seriamente alla virtù, dovrebbe indire contro se stesso una lotta continua ed acerba”. Mi viene un po’ da sorridere, a pensare che fosse un debosciato.
Sappiamo che lo ha fatto, che si è dedicato seriamente alla virtù ed ha vinto la lotta.
Puoi farlo anche tu, puoi vincere le tue tensioni interiori e le tue lotte e orientare la tua vita verso la tua realizzazione più grande.
Nella tua scrittura c’è davvero tutto quello che ti serve per riuscirci, e la grafologia evolutiva più aiutarti a farlo meglio e prima. Se sei curioso di sapere come, contattami, trovi i miei recapiti su annarosapacini.com o inviami un messaggio diretto tramite il social che preferisci.

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Puntata del venerdì, quindi, aforisma e musica.
“Non lottando mai si è sempre vinti” (H. F. Amiel)
Quindi, vale sempre la pena di tentare.
Il brano musicale, degli Sweet Danger, è “I need to know”, in licenza CC 3.0
Tutti abbiamo bisogno di conoscere. E più sappiamo qual è la strada giusta, più grande sarà il percorso che potremo fare.
Buon ascolto. Ciao, alla prossima puntata, grazie per essere stato con me