Il coraggio di non arrendersi

Serve più coraggio per arrendersi o per non arrendersi? “Non arrendersi” può essere un diritto, o più un dovere? Pensi che in questo podcast ti parli anche io della guerra? Sì, e no. Non dei fatti, delle persone, dei giudizi e dei punti di vista, ma della comunicazione che sottostà ad ogni azione e volizione umana, ad ogni umano impulso e decisione. Per capire davvero il punto di vista di un altro occorre molto impegno. Puoi non essere d’accordo, ma se non sai rispettarlo, perdi. Perdi prima una parte di te stesso, e poi, anche la battaglia. Perché solo un’azione corretta e giusta può arrivare ad un risultato giusto, e corretto. Quindi, il fine non giustifica i mezzi. Se i mezzi sono sbagliati, restano sbagliati, per quanto giusto possa essere il fine.
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Se il fine è giusto, non utilizzerà mezzi sbagliati

E non solo: raramente un giusto fine, da un punto di vista di rapporti umani e relazioni, si esprime con mezzi sbagliati. Perché chi cerca la giusta via, la strada dell’equilibrio come mediazione, non può prescindere dai pilastri su cui è fondata: il rispetto per se stessi e per l’altro, la ricerca di una soluzione in cui il giusto prevalga attraverso le vie del Bene, e non del Male, la comunicazione come dialogo ed espressione massima dei valori di cui l’umanità può essere portatrice.

Non c’è bisogno di evocare modelli religiosi, culturali o sociali, per poter comprendere che il bene e il male esistono, in ogni uomo. Basta osservare il mondo in cui viviamo. Un detto buddista cita: “se la mente degli uomini è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra; non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente”.

“Non arrenderti”, ovvero, non rinunciare a ciò in cui credi

In questa prospettiva, il “non arrendersi” assume tutto un altro significato: quello della lotta della verità interiore e dell’essere, della coerenza della propria visione, contro chi pretenda di annullarla. Non serve pensare alla guerra, per capirlo: basta pensare ad una relazione disfunzionale, in cui un partner subisce angherie e l’altro le infligge. Ad un rapporto di lavoro in cui un capo esprime le sue tensioni mostrando disprezzo verso chi lavora per lui, e chi lavora per lui ne soffre sino ad ammalarsi.

Un classico: il rapporto genitori-figli, per cui tanti esseri umani chiamati, per eventi biologici, “genitori” passano gran parte della propria vita ad offendere e denigrare proprio i loro stessi figli, avocando a sé il diritto di farlo in nome di loro proprio modo di amare. Come per il bene, anche per l’amore, il modo giusto crea felicità, il modo sbagliato, crea infelicità.

Questo mette nelle tue mani il pieno potere della vita in cui vivi e che crei. Se, infine, vuoi dirmi che non è nel tuo potere influenzare decisioni che vengono prese da altri, posso risponderti che è pienamente nel tuo potere il modo in cui rispondi a questi eventi. Nel bene e nel male.

La strada del coraggio è costruttiva

Innanzi tutto, partiamo da un vocabolario comune. “Non arrendersi” tra i suoi contrari ha cedere, darsi per vinto, rinunciare e soccombere. Sinonimi sono combattere, resistere, affrontare, vincere. Per non arrendersi ci vuole coraggio.

Se vivi una relazione in cui ti senti infelice, ci vuole molto più coraggio a non arrenderti e a fare tutto quello che puoi, per capire se esiste ancora l’amore che ha portato alla vostra unione, per poi decidere, consapevolmente, la strada da prendere, che non far finta che il problema non esista e cercare vie traverse, come tradire. Si può tradire in molti modi, non solo con un’amante. Anche allontanandosi dal proprio partner e dalla vita familiare.

Ci vuole molto più coraggio a restare in un posto di lavoro in cui non ti trovi bene, cercando di fare tutto il meglio possibile per creare valore ed essere coerente con te stesso ed i tuoi ideali, senza cedere a desideri di ritorsione, di offesa, di aggressione, che potrebbe sembrare la risposta più semplice.

Saggezza vuole che, fatto tutto quello che ti è possibile per migliorare una situazione professionale, intanto rafforzi la fiducia in te stesso, e poi avrai ulteriori elementi per guardare altrove. La strada del coraggio è costruttiva, avanza.

La violenza e l’aggressione non è mai dei coraggiosi

Adesso caliamo questa visione del coraggio nella realtà di questo marzo 2022. Abbiamo due uomini, Vladi e Volo. Vladi è un uomo potente, ricco. Con i suoi mezzi di comunicazione potrebbe affermare in modo positivo i suoi pensieri in ogni dove, farsi ascoltare, fronteggiare quelli che percepisce come rivali. In dibattiti aperti e sinceri.

Non si tratta di chi ha ragione e di chi ha torto, si tratta di cercare il bene e il giusto, in una strada comune, e percorrerla. Funziona in ogni relazione, dalla più piccola alla più grande. Cos’ha fatto Volo? Ha deciso di non arrendersi. Anche lui è un uomo ricco, aveva un ottimo lavoro. Avrebbe potuto arrendersi e ritirarsi a vita privata. Magari, fare l’attore in un altro Paese. Invece, ha esercitato il suo diritto di non arrendersi. Ha esercitato il suo dovere di essere coerente con se stesso ed i suoi ideali.

Se stai già pensando a risposte politico-sociali, ti fermo subito. Non ho espresso il mio parere. Ti ho detto che questi due uomini hanno entrambi delle convinzioni. Per non arrendersi ci vuole coraggio. Torniamo alla coppia Win-Lose: per il partner che viene vessato, insultato o picchiato, ci vuole molto coraggio, a non arrendersi. Quello del partner che picchia, non è coraggio. E’ una manifestazione non in equilibrio della sua visione e percezione interiore.

Se giustifichi un “bullo”, invece di aiutarlo a migliorare, allora, sei “bullo” anche tu

Un po’ come giustificare il bullo che terrorizza il compagno di classe. Possiamo comprendere le sue motivazioni, decidere che vogliamo aiutarlo, non arrenderci e, convintamente, farlo. Ma non possiamo dire che un bullo che prende a calci un compagno di classe scelga uno stile comunicazionale e relazionale condivisibile. Il suo fine potrebbe essere: avere attenzione.

I mezzi sono sbagliati. Il fine non giustifica mai i mezzi. Quando il fine è chiaro e corretto, lo sono anche i mezzi. Una volta ho aiutato Primo, un ragazzone di 18 anni, bullizzato all’inverosimile da un suo compagno di classe, l’ho aiutato a ricercare il suo coraggio e la sua forza, e la sua giusta via. Così ha parlato con il Dirigente scolastico, con i compagni, ha conquistato la sua nuova vita, libera dalla paura del bullo. Era così alto e forte, che avrebbe potuto avere la meglio, fisicamente, sul bullo, che era più piccolo e basso.

Ma la forza fisica non ha nulla a che vedere con la forza interiore. E l’aggressione non ha nulla a che vedere con l’affermazione di sé, positiva e costruttiva. Se, per portare avanti convinzioni che senti giuste scegli strade sbagliate, queste strade ti allontaneranno proprio da quello che vorresti raggiungere. Come chi ha un cattivo rapporto con un parente, e invece di cercare di comprenderlo e farsi comprendere, di lavorare sul suo distacco interiore e sul rispetto, si fa trascinare in una ridda di cattiverie e pettegolezzi, e malignità. Il rapporto con il parente non migliora. Peggiorerà però anche il rapporto con se stesso. La realtà esterna non risponde, ha le sue regole, e non si piega. Torniamo a Vladi e Volo.

Il coraggio di resistere all’influenza del pensiero esterno

Ammettiamo, in modo equanime, che le ragioni di Vladi siano tutte vere, le visioni tutte corrette. Questo giustifica l’assassinio? Posso immaginare qualche risposta. Ma se sei contro il furto, non giustificherai mai il furto della bicicletta della tua vicina di casa solo perché qualcuno aveva già rubato la posta ad un altro inquilino. Un furto, è un furto. Ha sbagliato chi ha rubato la posta, e chi ha rubato la bicicletta.

Questa è la scelta: se scegli una posizione giusta, questa rimane tale anche quando saresti tentato di piegarla ai tuoi bisogni emozionali. Puoi condividere le motivazioni di Vladi. Da lì a condividere i mezzi, ce ne passa. Esiste anche la prospettiva opposta: puoi non condividere le decisioni di taluni Governanti, ma, pur non condividendone i mezzi, resti saldo sull’importanza del fine, difendere gli innocenti.

Per non andare alla deriva in un mare di interpretazione soggettive e riduttive, occorrono una buona mappa, una buona bussola, una buona imbarcazione, una buona rotta. Se credi nel bene, nel rispetto della vita, della dignità umana, della pace, questa tua visione dovrà essere coerentemente forte dentro di te. Anche se un tuo idolo si comportasse negandola completamente.

La teoria funziona meglio, se la metti in pratica

Tra i compagni di classe di Primo ce n’era uno, che cercava di sminuire la portata delle aggressioni di cui Primo era stato vittima, ed era il ragazzo che le aveva filmate. Purtroppo per lui, avevano sbagliato. Il male è male, il bene è bene.

Il detto buddista che ti ho citato non finisce lì: “se la mente degli uomini è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra; non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente. Lo stesso vale per un Budda e un comune mortale. Quando una persona è illusa è chiamata comune mortale, ma una volta illuminata è chiamata Budda. Anche uno specchio appannato brillerà come un gioiello se viene lucidato. Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata della vita è come uno specchio appannato, che però, una volta lucidato, diverrà chiaro e rifletterà l’Illuminazione alla verità immutabile. Risveglia in te una profonda fede e lucida il tuo specchio notte e giorno. Come puoi lucidarlo?”.

Le filosofie spirituali richiamano la preghiera, come mezzo per lucidare lo specchio, cioè per mantenere la tua mente e il tuo spirito, chiari e lucidi. Ma contano tanto, tantissimo, anche pensieri, azioni e parole.

Il coraggio di riconoscere la verità, strada maestra per le scelte giuste

Il coraggio di non arrenderti ti serve per tutto, nella vita: per affermare ciò che senti di essere, per realizzarlo, per creare una buona vita e buone relazioni, per raggiungere grandi successi, e risultati, e felicità. Sai come si vede quando sei sulla strada giusta? Perché le cose buone si espandono.

Così, se a volte hai dei dubbi sulle cose da difendere, non in base a principi teorici, ma in base alle concrete evidenze della vita, inizia dalle domande semplici. Bullizzare un compagno di classe, è giusto? Usare violenza contro il partner, è giusto? Mentire a chi ha fiducia in te, è giusto? Tradire chi ti ama, è giusto? Approfittare della propria posizione per poter fare del male agli altri, è giusto? Pretendere che un altro essere umano, solo perché è biologicamente “tuo” figlio, si trasformi in qualcosa che ti aggrada, è giusto? Uccidere e mandare a morire, è giusto?

“Giusto” non in senso teorico, in base a più o meno logici concetti possibili, ma “giusto” in base agli unici criteri validi, per poter vivere una vita degna e ricca di umanità: il Bene, il dialogo, l’amore, il rispetto. Se non ti è facile liberarti dai pre-concetti, che tutti abbiamo, e condizionano molto il pensiero evolutivo, guarda gli effetti delle azioni. Solo le azioni davvero giuste producono Bene. Le altre, non sono davvero giuste.

Il coraggio di non arrenderti e di scegliere la migliore versione di te (in evoluzione)

Però, già essere impegnati sulla strada verso il Bene, è una conquista. E’ nelle tue mani il pieno potere della vita in cui vivi e che crei. E’ vero, non è nel nostro potere influenzare decisioni che vengono prese da altri, ma è pienamente tuo potere il modo in cui rispondi a questi eventi. Meglio un’imperfetta libertà o una perfetta prigionia? Meglio un’imperfetta ricerca di dialogo o una perfetta affermazione di autoritarismo? Meglio fare del bene, o fare del male? Sostenere il bene, o sostenere il male? Il mondo non è grigio, né solo bianco, né solo nero. La verità non è una, e non è mai assoluta.

Ma la strada verso il Bene, sì, quella è una. E richiede scelte difficili. Come il coraggio di non arrenderti a ciò che rende infelice la tua vita e la scelta di resistere e perseverare, nei modi giusti, che, quando si parla di comunicazione ed esseri umani, non possono prescindere da ascolto e dialogo, rispetto e libertà.

Se stai vivendo un momento particolare, se c’è qualcosa che vuoi migliorare, nella tua vita, se vuoi imparare a non arrenderti, ogni momento è quello giusto. Contattami, dimmi cosa vuoi trasformare, e attraverso la grafologia evolutiva® e la comunicazione, faremo in modo che tu possa raggiungere la tua piena realizzazione. Più bene, più saggezza, più felicità. Sul mio sito trovi tutti i miei recapiti. Ti ricordo l’indirizzo, annarosapacini.com

E ricorda: ogni Budda è un comune mortale, ed ogni comune mortale, ispirato dal Bene, può essere un Budda. Intanto puoi farti ispirare dal mio podcast: “Comunicare per essere®”, puoi iscriverti gratuitamente dal mio sito, oppure dalla tua app del cuore, per musica e podcast. Seguimi sul tuo social preferito, ed iscriviti al mio canale YouTube. E, magari, lascia un mi piace, un commento, la buona comunicazione è sempre costruzione di valore.

Tre aforismi sul coraggio. Sant’Agostino: “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”. Nelson Mandela: “Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura, ma colui che sconfigge questa paura”. Theodore Roosvelt: “Coraggio non vuol dire avere la forza di andare avanti, ma di andare avanti anche quando non si ha nessuna forza”. Il brano s’intitola: “Anima”.  Grazie per essere stato con me. Scrivimi, fammi conoscere i tuoi pensieri. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao

“E’ nelle tue mani il pieno potere della vita in cui vivi e che crei”

-Annarosa Pacini

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