Se vuoi provare gioia, nelle tue relazioni, puoi. Se vuoi provare sofferenza, puoi. Quello che a volte sfugge è che la gioia e la sofferenza non arrivano per caso. Hanno una causa, e quella causa, sei anche tu. Quando, profondamente e potentemente, diventi consapevole del tuo ruolo, allora, puoi cambiare e scegliere. Concretamente, giorno per giorno. In ogni rapporto umano, fuori e dentro di te. Creare sofferenza perché provi sofferenza non è una soluzione, è una condanna che ti infliggi tu. Creare gioia è più di una soluzione: è una determinazione, che cambia la vita. Se vuoi sapere come, te lo dirò.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)
Gli strumenti che ti aiutano ad evolvere, giorno per giorno
Faccio una piccola premessa per chi mi ascolti per la prima volta: quello che ho deciso di condividere nei podcast è frutto di anni di studio, ricerca, azione. Dove “azione” è prova pratica, verifica concreta. Dei miei clienti e allievi, delle persone che fanno parte della mia vita, mia. Non come San Tommaso, di cui si racconta che, per credere, ebbe bisogna della prova. La strada che ho scelto va in direzione contraria: so, conosco, perciò, credo, però mi piace verificare, mettere alla prova, imparare sempre, per migliorare, sempre. Il “perfezionamento” umano personale, “autoliberarti alla massima espressione di te”. Per questo so che quello che condivido, funziona, perché lo mettiamo sempre concretamente in atto, a partire dalle care persone che scelgono di lavorare con me. Quello che ti dico, funziona.
La tua saggezza interiore sa riconoscere la verità, centinaia di messaggi che ricevo, da persone in ogni parte del mondo, lo confermano. Le verità giuste risuonano dentro di te, riconosci la vibrazione. Cambiare, evolvere, risolvere, passare dalla sofferenza alla gioia, quello è il lavoro che faccio, e posso fare anche per te. Darti strumenti strutturali. Nel podcast le ispirazioni, le visioni, le prospettive, i consigli esperienziali. Nel mio lavoro, le risposte su misura, la strada passo per passo realizzata nel tuo vivere. Ogni via può crescere, la direzione la scegli tu. Ripartiamo dall’inizio.
Le scelte per liberarsi dalla sofferenza
La gioia e la sofferenza non arrivano per caso, sono effetti e conseguenze. Una gioia oggi può essere nata molti anni fa, nella tua vita. Una sofferenza oggi può essere nata dieci, trenta, quaranta anni fa, ancora prima. Oppure, ieri. Oppure, oggi, adesso, determini e decidi che vuoi lavorare per la gioia. Di “gioia” ho scelto questo significato: dal sanscrito, radice “Yuj” (unione), quindi unire, legare, connettere. Uno stato interiore, che deriva dalla consapevolezza dell’essere, non del fare. Tant’è che, se ci pensi, sai che il fare “sbagliato” non è utile come il fare giusto. Agire controvoglia, farti condizionare dalla tua sofferenza, creare sofferenza. Gioia, unire, legare. Legato a cosa? A te, agli altri, al tuo ambiente, all’universo, a ciò che collega ogni cosa. Ci ricorda la profonda interconnessione tra la nostra interiorità e il nostro ambiente. Storie vere, nomi di fantasia. Coppia, Cornelio, Demetra. Periodo di crisi. Demetra non si sente valorizzata. Il marito la critica, giudica come cresce i figli, la confronta sempre con sua madre, nel confronto, Demetra perde. Cornelio si sente ingiustamente criticato, Demetra non lo supporta nei suoi progetti, non capisce la fatica del suo lavoro, vorrebbe più partecipazione alla vita familiare, ma non basta quello che fa, il lavoro, i sacrifici?
Cornelio prova sofferenza, e crea, sofferenza. Demetra, prova sofferenza, e crea sofferenza. Qui non si tratta di chi abbia ragione o chi torto. Sicuramente, sicuramente, nel sentire personale c’è verità, ma anche soggettività. Il punto di partenza è la decisione: è giusto che la tua sofferenza crei sofferenza? Ti è utile far soffrire l’altro, o molto, molto più utile, a te, è coltivare il legame, connettere, creare valore e bene? Non posso raccontarti la loro storia, il loro percorso, che peraltro sta crescendo e sta portando ognuno di loro a vivere con gioia, e nella coppia, a vivere con gioia. Posso dirti che la decisione di non stare più dentro quella dimensione di sofferenza ha comportato scelte, ben precise, di parole, pensieri, atteggiamenti, decisioni, mirate, a comunicare il proprio sentire senza distruggere, per stare bene, non per “far stare male”.
Cosa fare se vuoi provare, e creare, gioia
E, mentre Cornelio e Demetra percorrono la via nuova, che costruiscono, ecco che i figli, anche stanno meglio. Meno problemi a scuola, con i compagni, con loro stessi. La gioia, intesa come stato interiore di bene e fiducia che coltivi, si espande. Pure la sofferenza. Gioia e sofferenza non arrivano per caso. Non parlo di gioie momentanee, di momenti fugaci anche se piacevoli, legati a soddisfazioni materiali, piccolo e grandi. Sono importanti, ma non se dipendi da quelle per essere felice e realizzato. E sofferenze, anche quelle, possono essere legate a cause oggettive, problemi, finanziari, di salute, di relazione. Ma sono stati dell’essere. “Se vuoi provare gioia, nelle tue relazioni, puoi”, vuol dire che si tratta di scegliere come mettere in pratica la persona che sei e le visioni che vuoi costruire.
Creare sofferenza quando si prova sofferenza non è una soluzione, anzi, è causa di ulteriore sofferenza, allontana la condivisione, la possibilità di comprendere e comprendersi. Tant’è che Cornelio stava male, non bene, nel suo reagire attraverso la sofferenza, e così, Demetra. Ma potrei raccontarti storie, e storie, di persone straordinarie, che hanno scelto di portare gioia nelle relazioni, a partire da quella con se stessi, e di andare oltre la sofferenza, e trasformarla, che riguardasse la relazione con il partner, con se stessi, con il proprio lavoro, con la famiglia, con i figli. Il senso della propria esistenza e delle proprie possibilità. Infine, c’è un altro significato molto bello, di gioia, dalla radice sanscrita, “gai/gayati”, cantare, poi il latino, gaudium, il francese antico, “joie”, gaudio come esultanza spontanea, che viene comunicata, il canto, le parole, come lode. Il potere delle parole è quello che tu scegli. Ma quando? Quando, profondamente e potentemente, diventi consapevole del tuo ruolo, allora, puoi cambiare e scegliere. Concretamente, giorno per giorno. In ogni rapporto umano, fuori e dentro di te.
Come trasformare la sofferenza
Creare gioia è scegliere che qualunque sia il problema che desideri affrontare e risolvere, questo non ti cambierà, che resterai fedele al tuo essere, che creerai con impegno e con tutte le tue risorse, una vita fatta di connessione e comprensione, dove la sofferenza trova spazio come espressione giusta, con parole giuste, e crea ascolto giusto. La trasformazione è questo: accoglie, non nega. La sofferenza va riconosciuta e trasformata, dove la gioia è consapevolezza saggia, equilibrio. Non fugace, uno stato che puoi costruire. Oggi, e sempre nella tua vita. Annarosapacini.com, pagina contatti, e-mail, scrivi, telefona, ti risponderò; lì trovi tutti i miei recapiti. Puoi fare molto per la tua vita e le tue relazioni, per la tua gioia e la sofferenza che vuoi lasciare andare, e posso aiutarti, a costruire la tua via. E dal sito puoi richiedere, in ogni momento, il tuo Profilo Grafologico Essenziale, uno studio di grafologia evolutiva®, sui punti di forza più importanti per la tua vita, in questo momento, che realizzo personalmente, e che riceverai direttamente nella tua e-mail, in pochi giorni. Perché costruire la gioia vuol dire anche costruire la forza interiore.
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Aforismi, adesso, sulla gioia come dimensione dell’esistenza, e musica, che possa aiutarti a percepirla. Richard Bach, “Il legame che unisce la tua vera famiglia non è quello del sangue, ma quello del rispetto e della gioia per le reciproche vite”. Rabindranath Tagore, “Perché cerchi la gioia fuori da te? Non sai che la puoi trovare solo nel tuo cuore?”. Un proverbio africano, “Se sai gioire per le gioie altrui, sei il più degno abitante del villaggio”. Altro proverbio, “Dove si vuole che cresca la gioia, bisogna seminare amore”. L’ultimo, di un Dalai Lama, “La felicità non è qualcosa di pronto all’uso. Deriva dalle tue azioni”. Il brano mi pare molto in linea, s’intitola: “Anime coraggiose”. Caro amico mio, questo sei, questo puoi, anima coraggiosa, scegliere la vita bella che ti meriti. Grazie di essere con me, in questo viaggio che è ricerca, e conoscenza, e scelta. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao.
“La gioia, intesa come stato interiore di bene e fiducia che coltivi, si espande. Pure la sofferenza. Se vuoi provare gioia, nelle tue relazioni, puoi: si tratta di scegliere come mettere in pratica la persona che sei e le visioni che vuoi costruire, senza mai arrenderti alla sofferenza come dimensione di vita che ritieni di usare contro gli altri, come se fosse un sollievo per la tua. Non lo è: è la luce, che rende più forti e libera dai pesi, non l’oscurità” (Annarosa Pacini)
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