Cosa non accettare in una relazione

L’amore può essere subordinato alle scelte di vita? Avere un figlio può essere più importante dell’amore per il partner? Esprimere il proprio dolore alla persona amata è da evitare? Una parola sbagliata può frantumare un sentimento? Parole da una storia vera, e risposta vera alla storia. Sì, ci sono alcune cose che non dovrebbero mai essere portate in una relazione. E altre che invece, dovrebbero esserci. Cosa accettare e cosa no è sempre scelta personale, ma esistono dei criteri validi per tutti. Alcuni, puoi scoprirli con me in questa puntata.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Le prove della vita che metto alla prova l’amore

Inizio subito leggendoti alcuni passaggi di una lunghissima e-mail che ho ricevuto da Mascia, nome di fantasia. “Vorrei un consiglio su come affrontare la mia attuale situazione. Sono seguita da quasi 2 anni dalla mia psicologa, ma da 6 mesi che non ne sentivo più il bisogno, stavo bene, fino a poco tempo fa (…) Ho 39 anni, negli ultimi anni ho avuto diversi aborti da gravidanza naturale con il mio compagno con cui sto da molti anni. Ho perso molta sicurezza in me stessa come donna e ci sto lavorando, ma sono anche una persona che sa di essere forte ma spesso crollo e ultimamente ho avuto diversi periodi in cui piangevo spesso. Abbiamo iniziato ad informarci sulla Pma ed ero andata in panico quando mi è arrivato il preventivo, le varie medicine da prendere, i tempi stretti della decisione (..) Ero completamente andata in tilt ed è lì che in una giornata di totale pianto ho detto tante cose al mio compagno di cui ora nemmeno ricordo, ne ricordo solo una perché è quella che lo ha ferito. ‘Se io non riesco a farti diventare papà forse è meglio che ne trovi una che riesca a farlo’. Non so perché ho detto questa cosa, forse volevo sentirmi dire che nel bene o nel male sarei stata io la cosa più importante. Lui non ha detto nulla, era rimasto troppo scioccato. (…) È una persona che fatica ad esternare a parole i propri sentimenti. (…) Poi mi ha detto quello che sentiva dentro.

La paura di farmi fare tutto quel duro percorso che è la Pma, e se poi non va a buon fine? Entrambi abbiamo il desiderio di diventare genitori, lui ha pensato anche all’adozione (…) mi ha detto che il nostro amore e il desiderio di avere un figlio sono sullo stesso piano di importanza e non sa dirmi ora, se non dovesse andare bene la Pma, se riuscirà a rimanere al mio fianco. Per lui il senso della vita è quello di avere una famiglia con figli, a cui poter insegnare, crescere, lasciare qualcosa di tuo. Non riesce a vedere una vita senza un figlio. (…) La frase che mi ha detto mi ha lasciato di stucco, mi ha ferita. Mi ha però detto che prima non si era mai posto questo dubbio, lo ha stravolto quella mia frase del trovarsi un’altra… che però mi è uscita detta male. (…) Io so di voler stare con lui. La prima volta che lo vidi dentro me ho detto è lui la persona con cui vedo la mia vita. Mi ha trasmesso quella tenerezza, quella timidezza, quell’essere dolce che non ho mai visto e trovato in nessuno. Con lui mi sento me stessa, vedo la nostra famiglia, il nostro futuro. (…) Abbiamo nuovamente parlato. Gli ho detto come riesco a intraprendere la Pma con il pensiero che se non va, ho il rischio che tu te ne vada?!? Per quanto riguarda l’adozione inizialmente il mio era un no. Ultimamente ci ho pensato e forse ci riuscirei. (…) Forse ciò che spaventa anche entrambi è il fatto che non abbiamo tante passioni in comune e spesso il tema principale è il lavoro, da cui siamo entrambi molto stressati.

Tutto è importante, per la trasformazione concreta della tua esistenza

(…) Ovviamente ho paura che se non vada bene la Pma (…) lui possa andarsene e ritrovarci entrambi a non realizzare mai il nostro sogno di diventare genitori. (…) Ci sono stati tanti gesti che mi hanno dato e fatto capire tanto… ma il dolore, la paura, la fragilità di ciò che è stato negli ultimi anni a causa degli aborti, ha fatto sì che mettessero tutto in bilico su un piedistallo. Spero tanto che possiamo ritrovare la nostra serenità. Non nego che in questi giorni io non abbia mai pensato come potesse essere con qualcun altro… ma anche ieri quando ero al mare, mi guardo attorno e non vedo nulla che possa rendermi felice, se non quelle famiglie con i figli”. Così conclude. La vita è questo che Mascia ci racconta: vita, eventi, cose sì e cose no, scelte e prove. Nulla è mai tutto bianco o tutto nero. Dal messaggio di Mascia ho preso spunto, ti leggo la risposta, e poi ti dirò cosa e perché, non dovresti mai accettare in una relazione, anche quella su cui si fonda tutto, la relazione che hai con te stesso.

“Buongiorno Mascia. Mi piacerebbe sapere perché mi hai scritto, se ti va di dirmelo, ovvero, cosa hai ‘incontrato’, i miei podcast, gli articoli, quale argomento ti abbia portata ad inviarmi un messaggio così lungo e pieno della tua storia e della tua vita. Sicuramente, una spinta interiore positiva, perché serve fiducia, per scrivere. Hai una professionista che ti segue, e sono certa che nel vostro interagire avrai trovato cose buone.
Il mio approccio al mondo delle relazioni e alla costruzione della vita è diverso. Unico. Ho creato un metodo che potesse aiutare ogni persona a trovare le risposte che cerca, partendo da una comprensione profonda di ciò che è, e di ciò che vuole diventare. Non ‘chi’, il ‘chi’, è solo una parte, la realizzazione nella vita, è molto di più, che non l’estrinsecazione della personalità. Tant’è che spesso lavoro con persone che fanno percorsi magari da anni, con altri professionisti, di cui sono soddisfatti, ma senza ancora aver trovato la risposta che stanno cercando. Per questo arrivano a me.

Il mio obiettivo, invece, è proprio quella risposta, e la trasformazione concreta nella vita quotidiana. Detto questo, non do mai consigli, intesi come massime o chiavi di lettura, a chi mi contatti in modo estemporaneo, perché sarebbero massime e chiavi di lettura generali. Sì, potrei dirti molto, in base a quello che mi hai scritto, molto che arriva dalla mia esperienza, dall’interazione con centinaia di care e bellissime persone, che ho incontrato e incontro nella professione, che è anche vita, ognuna pronta ad impegnarsi per quella battaglia fondamentale, che è la piena realizzazione del senso della vita personale. Nei podcast, condivido prospettive e consigli esperienziali che so che possono essere giusti per tutti, perché esiste un ‘giusto’ basato su criteri e valori, che porta cose buone ad ogni esistenza.

Dalla verità che affronti alla realtà che crei: il valore dei momenti di crisi

Poi, però, la risposta personale è nella vita personale. Conoscendo la persona attraverso la grafologia evolutiva®, e non le sue parole, non le sue chiavi di lettura, che sono certamente influenzate da ciò che ha vissuto e dalle scelte fatte e subite, possiamo vedere chi è, per ciò che è, al netto della vita e dei condizionamenti. Libera. Ed è quella la persona che sostengo, perché possa diventare forte e salda, così da poter decidere nel modo migliore, consapevole di poter sostenere gli effetti delle scelte. Con serenità. Che la serenità non dipende dagli effetti, dipende dalla bontà delle scelte, e dalla consapevolezza di avere agito per il meglio.
Nella tua e-mail, di cui ti ringrazio, ci sono molti temi, di tale rilevanza, che, ciascuno, meriterebbe un capitolo a sé. Penso che li userò come ispirazione, in prossimi podcast. Alla luce del mio lavoro, e della mia esperienza diretta con l’esistenza umana, all’interno di teorie e studi che offrono importanti chiavi di contesto, posso dirti che alcune delle tue considerazioni meriterebbero di essere molto approfondite.

Avere un figlio non può e non dovrebbe mai, essere motivo di ragione e senso della propria vita. Per tanti motivi. Il primo, perché un ‘figlio’ è un essere umano a sé stante che ha il diritto di essere chi sceglie, e non di soddisfare le aspettative di chi lo ha generato. Generare dei figli, non trasforma in genitori. Prima domanda cui rispondere, come nasce, dove, perché, questa idea. Come si collega al senso del vostro valore personale. Che esiste. Tu non sei la perdita del figlio. Senza voler aprire, in questo contesto, al senso spirituale dell’esistenza, per cui la ‘non nascita’ è scelta di una diversa destinazione, e non ‘punizione’ di chi vorrebbe supportare una vita. Non conoscendo la tua fede e la tua posizione, rispetto alla dimensione della vita, che è molto più che non quella materiale, diventa un tema assai delicato.
Invece, l’idea di avere un figlio con motivazioni che riguardano la generatività, da un lato, e quella della realizzazione del proprio senso della vita, dall’altro, si arricchiscono l’una con l’altra.

Due debolezze non fanno una forza, ovvero, in una coppia, i momenti critici che fanno emergere problematicità sono oro, vanno affrontati, approfonditi, compresi. Soprattutto su scelte che riguardano l’intero arco della vita. Le paure dell’uno, le paure dell’altra, non dovrebbero essere motivo e giustificazione di distanze e conflitti, ma base per una comprensione nuova, un coraggio nuovo, che permettano di capire chi davvero si è, ciò che davvero si vuole essere. Poi, tante questioni di cui parli, esistono. Le problematiche, economiche, fisiche, della PMA, esistono. Le complessità psicologiche, esistono. Come tali, vanno affrontate, comprese e risolte. La realtà, è realtà, e richiede accortezza e presenza, non negazione.

Avere figli, adottare, amare, come il tuo equilibrio indirizza la tua vita

L’adozione è un mondo a sé stante, cui i futuri genitori dovrebbero arrivare ben preparati. Una preparazione che, ad oggi, è molto carente. Di fatto, però, è l’essere umano che determina l’evolversi – o involversi – della propria vita, e quindi, una persona dovrebbe prima creare in se stessa il giusto equilibrio e la giusta saldezza, e poi, decidere di avere un figlio, biologico, adottato… è nel cuore, che nasce il sentimento.
Lavoro da tempo con genitori che affrontano difficoltà dovute alle scelte dei figli, e posso dirti che figli biologici o adottivi, possono avere difficoltà e comportamenti pressoché simili, pur essendo, a volte, molto diverse le cause. Ma le difficoltà dei genitori, la qualità della comunicazione, della relazione, quelle, dipendono dai genitori. Molto si può fare.

Questa è la consapevolezza cui miro, nel mio lavoro, fare in modo che una persona sia pienamente consapevole del fatto che sta facendo del proprio meglio. E accettare che, nella vita, puoi incontrare altri, che siano partner, familiari, figli, che invece, non lo fanno, pur non essendone consapevoli. Qua mi fermo, che le altre questioni, coppia, scelta del partner, amore, crescita del rapporto, e tanti altri temi che hai toccato, richiederebbero che vi dedicassi, anche solo per condividere piccole riflessioni, intere giornate. Ti auguro di trovare in te stessa la forza e la serenità che cerchi, prima di ogni evento di vita, di ogni decisione. Perché tutto parte da te. Se poi vorrai conoscere il mio lavoro, che ha tra i suoi punti fondanti, tra gli altri, la comunicazione valoriale, cioè il lavorare sulle relazioni attraverso la comunicazione, nella vita di ogni giorno, per poter giungere alla migliore comprensione, sai dove trovarmi”. E qua ho concluso.

Sempre accettare per comprendere, mai accettare per rinunciare

Riparto adesso da quello che ti ho detto, all’inizio di questa puntata. L’amore può essere subordinato alle scelte di vita? L’amore maturo e consapevole no, le scelte di vita le sostiene, perché ne fa parte. Avere un figlio può essere più importante dell’amore per il partner? No. Nulla, nessuna cosa, dovrebbe essere surrogato o sostituto di una piena realizzazione del proprio senso dell’esistenza. Né un figlio, né un lavoro, né soldi o successo. Nulla dovrebbe essere più importante dell’amore che eserciti come valore e costruzione positiva, verso te stesso e chi scegli di amare. Se avere un figlio ti serve, o pensi che ti serva, per poter vivere felice, hai un problema da risolvere. E rischi di crearlo anche a quell’essere vivente, il cui scopo, nella vita, non dovrebbe mai essere quello di rendere te completo in un modo che dipende, invece, dalla tua evoluzione umana. Esprimere il proprio dolore alla persona amata è da evitare? No, anzi, vanno trovate le parole giuste, il modo giusto, ma solo la comunicazione vera supporta e aiuta, la vita e l’affrontare le battaglie. A volte ci vuole un po’ di lavoro, ma si può fare, e i risultati sono sempre di grande valore.

Una parola sbagliata può frantumare un sentimento? Non dovrebbe. Una parola sbagliata evidenzia una sofferenza, da parte di chi la dice, e produce sofferenza, in chi la riceve, ma un sentimento profondo e consapevole serve ad aiutare nella sofferenza, a muoversi verso la costruzione di una vita bella. Se una frase crea distanza e distacco, c’è un problema. Che va ascoltato, e affrontato, ed ha bisogno di risposte. Oro, come tutto ciò che aiuta a crescere. Cosa accettare e cosa no è sempre personale, ma esistono, dei criteri validi per tutti. Il rispetto verso te stesso, l’essere completo e realizzato in quanto essere umano, non dipendente da ciò che fai o hai, ma libero di essere ciò che sei. Tutto quello che ti limita su questa strada di evoluzione umana profonda, non va “accettato”, se con questo termine intendi “sopportare con rassegnazione”. Tutto invece può essere accettato, nell’accezione di accogliere e comprendere. Potrei raccontarti molte storie, storie di persone belle che hanno accettato di essere offese, vessate, non viste, non comprese. Dal partner, e anche, in un certo qual modo, da se stesse. Finché non hanno aperto gli occhi al vero. Ma questo, accettare nella sua accezione negativa, non può portare felicità né realizzazione vera. Di genitori che accusavano i figli di essere la causa dei loro problemi, ne ho incontrati e ne incontro tanti, nel mio lavoro, purtroppo. Ma non è così: i problemi che un essere umano ha sono legati alla sua natura, alle sue scelte, al senso del non compiuto, le soluzioni, anche. Un figlio è una scelta nella vita, che può essere occasione bellissima o dura sfida. La sfida la vinci quando superi le tue illusioni, e diventi ogni giorno migliore, che le scelte giuste sono quelle fatte con saggezza.

L’amore come cura, di te, degli altri, della vita

Una piccola storia voglio raccontartela. Una coppia desiderava avere un figlio, anche loro, ebbero momenti di dolore, che una gravidanza che cessa di essere è cosa assai dura da vivere. Anche loro, fecero vari tentativi. Poi, ci furono varie scelte possibili. In ognuna di queste scelte, c’erano rischi, in alcune, molto significativi, per la salute della donna. Mai il suo compagno l’avrebbe esposta ad un rischio, per appagare un desiderio. Erano liberi, scelsero insieme. Oggi hanno due figli adottivi, anche quello, un percorso molto impegnativo. Uno, amorevole e portatore di gioia, l’altro, con tanta sofferenza dentro, che ancora non ha trovato quella forza del vivere che gli possa permettere di scegliere il bene. Hanno deciso insieme, consapevoli dei pro e dei contro. Accettando il buono della loro scelta, affrontando con determinazione e sempre una visione positiva, le parti meno belle.

In nessuna relazione dovresti mai accettare la mancanza di cura verso il tuo bene, che include l’amore e il rispetto, ma anche la salute, la situazione economica, la realizzazione professionale, e tutto quello che ti rende compiuto, e non deve mancare, né da parte tua né da parte di altri. Chi ti ama, ha cura di te. Se non sei d’accordo, scrivimi. Ti risponderò in un podcast. E se sei d’accordo, scrivimi. Ti risponderò in un podcast. Intanto, rivolgo anche a te l’invito che ho rivolto a Mascia, se vuoi conoscere il mio lavoro, che ha tra i suoi fondamentali obiettivi la comunicazione valoriale, lavorare sulle relazioni attraverso la comunicazione, nella vita di ogni giorno, per poter giungere alla migliore comprensione, di sé e degli altri, sai dove trovarmi. Annarosapacini.com, pagina contatti. E nel mio blog trovi tutto, approfondimenti, nuove puntate, trascrizioni dei testi, questo podcast, “Comunicare per essere®”, puoi iscriverti dalla pagina dedicata e dalla tua app preferita per musica e podcast. Ed anche, iscriviti al mio canale video su YouTube e seguimi sul tuo social preferito, sono sui principali, a partire da Facebook. Per salutarti, aforismi e musica, che tante sono le vie che portano all’evoluzione umana.

Aforismi su “accettare” come forma di consapevolezza, da mettere a base di ogni scelta. Jung, “Ciò che neghi, ti sottomette. Ciò che accetti, ti trasforma”. Umberto Galimberti, “La felicità non dipende tanto dal piacere, dall’amore, dalla considerazione o dall’ammirazione altrui, quanto dalla piena accettazione di sé”. Swami Kriyananda, “L’accettazione è il primo passo per superare una delusione. Il dolore nasce sempre dal desiderio che le cose siano diverse da come sono”. L’ultimo, di Napoleone Bonaparte, “Bisogna accettare le cose quali sono e non quali si vorrebbe che fossero”. Il brano è: “Shine”. Questo devi essere, e questo devi fare. Essere luce per la tua esistenza. Se non sai come, posso dirtelo io. Quello che non devi fare, è accettare come rassegnazione, e sottomissione, ma quando la via non porta il bene, a te, agli altri, non è quella giusta. Accettare è comprendere, accettare è accogliere, e poi, scegliere, se quella realtà non la riconosci come tua, puoi cambiarla. Grazie di essere con me in questo viaggio, se questo podcast ti piace, e se ti va di lasciare una recensione, l’accetterò molto volentieri. Ti aspetto alla prossima puntata. Ciao ciao


“Due debolezze non fanno una forza, ovvero, in una coppia, i momenti critici che fanno emergere problematicità sono oro, vanno affrontati, approfonditi, compresi” (Annarosa Pacini)

Frasi, pensieri, consigli e massime esperienziali applicate alla vita, aforismi e citazioni motivazionali per un approccio originale alla scrittura personale della vita. Il potere delle parole, per dare forza e ispirazione alla tua evoluzione personale, dal lavoro e dal metodo originale della dr.ssa Annarosa Pacini (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione dell’Autore)

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