Come sconfiggere l’ansia

Partiamo da un presupposto: l’ansia, inteso come stato interiore connesso ad eventi, situazioni, persone, che percepisci come non pienamente positivi per te, esiste. Puoi cercare di evitarla, ignorarla, esserne sopraffatto, temerla, esorcizzarla. O integrarla nel tuo essere. Perché altro non è che una reazione di ciò che sei a ciò che avviene fuori e dentro di te. Anche l’ansia, è un messaggio. Come ogni messaggio, ha un codice, dei metalinguaggi di riferimento: più li comprendi, più l’ansia cambierà nome. Il modo migliore per sconfiggere l’ansia e comprenderla e trasformarla. In questa puntata ti spiego perché può essere davvero utile, così puoi decidere se provare una strada nuova. Imparare il linguaggio dell’ansia perché anche l’ansia diventi uno dei linguaggi della tua realizzazione.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio)

Strategie efficaci per sconfiggere l’ansia (a partire dai motivi)

L’ansia è uno stato di preoccupazione, che può diventare apprensione, agitazione, legato a qualcosa che c’è, o c’è stato, o può esserci. Il livello ha un’estensione pressochè illimitata, nelle sue sfumature, da leggera ansia ad angoscia profonda, a panico. Tra i vari sinonimi di ansia, scelgo “preoccupazione”.

Per sconfiggere la preoccupazione devi integrarla, cioè capire le domande che ti pone, trovare le risposte, andare anche oltre. Tra gli opposti, o meglio, tra i possibili stati interiori trasformativi verso cui tendere, autocontrollo, distacco, sicurezza. Cosa significa comprendere l’ansia? Innanzi tutto, accettarla come possibilità di azione e reazione interiore. La preoccupazione esiste. Quando una persona nega un oggettivo motivo di preoccupazione, sta già facendo una scelta che potrebbe portarla ad effetti, nel tempo, non positivi per lei. Anche la negazione è una forma di riduzione delle tue possibilità, come se abdicassi al tuo potere.

La prima cosa fare, è non giudicare te stesso e non cercare di adeguare le tue caratteristiche a quelle degli altri. Quello che vedi, di un’altra persona, non è la sua totalità. Prendiamo la situazione di crisi mondiale che tutti stiamo vivendo. Magari, un tuo collega di lavoro, che chiamerò Sempronio, scherza come nulla fosse. Fa battute, ha le sue idee, mostra sicurezza. Potrebbe essere un atteggiamento indicatore di distacco e autocontrollo. Se lo fosse, allora il tuo collega di lavoro sarebbe anche disponibile, collaborativo, positivamente stressato, a casa tutto andrebbe abbastanza bene, la sua vita relazionale sarebbe piena di momenti positivi, che magari condividerebbe con te. Invece, nella maggior parte dei casi – non dico, sempre – nella maggior parte dei casi, quello stesso collega poi reagisce male ad un nonnulla, alza la voce. A casa, magari, risponde male a chi lo aspetta.

Il suo atteggiamento non è coerente con ciò che prova. Mostra distacco ed autocontrollo, che non sono reali. Il distacco reale ti consente di modulare il tuo stato interiore, e così, l’autocontrollo.

Il significato (vero) e utile, di preoccupazione: un modo per riflettere (se non ti preoccupa)

All’opposto, un altro collega, che chiamerò Ettore, potrebbe sembrare molto coinvolto dalla situazione, essere preoccupato, parlare meno del solito, ma svolgere bene il suo lavoro, impegnarsi ancora di più per aiutare chi lavora con lui. Tornato a casa, essere capace di mettere da parte la sua preoccupazione per sostenere il vivere quotidiano della sua famiglia.

Sempronio non mostra la sua ansia, ma la sua ansia influenza la sua vita. Ettore, mostra la sua ansia, ma la sua ansia è legata ad una situazione oggettiva, che lo preoccupa, ma la affronta con sicurezza.

Nella sicurezza c’è anche il poterti riconoscere umano umanissimo. La preoccupazione esiste. Ma devi sapere che “preoccupazione” non ha soltanto il significato di preoccupazione. No. Anticamente, significava “giudizio, formulazione che precede quella di altri”. Cioè, un’occupazione che viene prima. Questa forma di agire interiore è di aiuto, perché è la capacità di valutare con distacco, ragionevolezza, e tutte le tue risorse, la tua vita, il tuo oggi, le situazioni vicine e lontane.

Gli atteggiamenti interiori che aiutano a sconfiggere l’ansia

Perciò, primo, non giudicare le tue preoccupazioni.

Secondo, non farti trascinare dai pensieri e dalle emozioni che ne conseguono. Altro esempio pratico: il periodo di crisi sta influenzando anche il settore in cui lavori tu. Questo un po’ t’impensierisce, e chi non lo è, impensierito. Chi dice di non esserlo, come se nulla lo tangesse, a meno che non sia un essere sovraumano, non dice la verità neanche a se stesso. Perciò, sappi che ha bisogno di sicurezza e sicurezze, come te. Ma una cosa è stare a rimuginare sulla situazione, pensarci, anticipare le possibilità, senza fare nulla, influenzato da ciò che arriva dall’esterno. Un’altra è usare la tua preoccupazione come motore per il cambiamento.

Ci sono molte cose positive che puoi fare rimanendo in quell’ambiente di lavoro, che possano essere d’aiuto per te e per l’azienda. Molte cose positive che puoi fare rimanendo lì ed intanto, organizzandoti per altre possibilità, magari seguendo un corso, riprendendo contatti con persone che potrebbero avere proposte interessanti. L’ansia ti dice: “guarda, c’è una situazione generale complicata, il tuo lavoro ne risente, meno straordinari”. OK, è vero. Da lì a diventare angoscia immobilizzante, ce ne corre. Se ascolti quello che le tue preoccupazioni ti dicono, puoi sempre trovare la strada per uscirne fuori.

Se esprimi te stesso, l’ansia diminuisce ed i pesi si alleggeriscono

Terzo, ogni persona reagisce in base a ciò che è. In base alla sua storia, al suo carattere, alle sue risorse. Perciò non ci sono reazioni migliori o peggiori in base a modelli esterni, c’è la migliore reazione per te, in base a chi sei, alla tua vita, ai tuoi obiettivi.

Un mio carissimo cliente, Remo, aveva la tendenza a pensare molto. Lui non diceva: pensare molto. Diceva che rimuginava sempre sulle stesse cose, e più ci pensava, e più s’ingrandivano, l’umore peggiorava, le soluzioni sembravano lontane. Sua moglie, Anita, era l’opposto: niente pensieri, reazioni istintive e via. In realtà, aveva le stesse preoccupazioni di Remo, e spesso, conseguenze più negative, come una sorella che non le parlava più da dieci anni, a causa di qualche reazione un po’ troppo istintiva.

Remo è un uomo riflessivo. Non rimugina, pensa molto, con attenzione. Quando ha iniziato ad accettare quel suo modo di essere come costituzionale alla sua natura, solo allora ne ha potuto apprezzare i tanti aspetti positivi. Uno di questi, essere vicino ad Anita, che non era mai felice dei dissidi che lei stessa provocava. Remo ha semplicemente deciso di imparare a manifestare di più il suo essere, e così, si è accorto che poteva pensare anche molto più liberamente e velocemente. Anita ha deciso che era il momento di cercare parole migliori per esprimere ciò che provava. Perché non desiderava sfogarsi o punire, ma farsi comprendere e comprendere. Così è per le preoccupazioni.

Ogni persona ha in sè le risorse per superare la propria ansia

Ogni persona ha preoccupazioni a sua misura, e, siccome sono a tua misura, hai anche le risorse per andare oltre. Inizia, intanto, cambiando le parole. Invece di dire a te stesso: “mi sento preoccupato per come vanno le cose e questo non mi fa sentire soddisfatto di me”, inizia a dirti: “desidero fare tutto ciò che è in mio potere, per essere soddisfatto di me”. Ti chiederai, e il “mi sento preoccupato”?

Se te lo chiedessi, ecco la risposta: tu, la tua vita, le tue azioni, le tue risorse, da una parte. La situazione, la preoccupazione, dall’altra. Puoi essere preoccupato, e comunque, proprio nello stesso momento, impegnarti così bene e tanto, per migliorare, da aumentare il tuo senso di sicurezza e di autocontrollo. Se, invece, già vivi delle situazioni in cui l’ansia scatena i tuoi marcatori emozionali, allora potresti desiderare percorrere strade diverse. Prima, ritrovare la corretta visione di te, imparando a decodificare bene i messaggi della tua ansia, e poi, adottare le strategie che, nel tuo vivere quotidiano, potranno renderti più consapevole di quanto, davvero, puoi.

Una strada, c’è sempre. E quando è la strada giusta, quello che incontri è sempre qualcosa che ti rende migliore.

Costruisci il tuo benessere interiore, e l’ansia scomparirà

Il giusto distacco, il giusto autocontrollo, portano anche calma, e fiducia. Linguaggi fondamentali per la costruzione del benessere interiore. Benessere interiore che poggia sempre le sue fondamenta sulle tue caratteristiche originarie, e che è, a sua volta, la base più solida per il tuo benessere di vita.

Se vuoi conoscere le tue caratteristiche fondanti e originarie, e come usarle al meglio, anche per gestire piccole e grandi ansie del vivere, e vuoi farlo con me, sono a tua disposizione. Nel mio blog, annarosapacini.com, trovi i miei recapiti. Scrivimi, o telefonami, sarò ben lieta di rispondere alle tue domande, e capire con te come costruire un percorso unico, su misura per la tua vita.

Risposte ne trovi anche nel mio podcast, “Comunicare per essere®”, puoi iscriverti, gratuitamente, dal mio sito, o dalla tua app per musica e podcast preferita. Centinaia di puntate a disposizione di chi cerca il modo più giusto per lui, per vivere la propria vita. Se vuoi lasciare un commento, o un like, grazie, puoi farlo su Spreaker, su iTunes. Ed anche sul mio canale video YouTube. Per iscriverti al canale, e seguirmi sui social, cerca Annarosa Pacini.

Appuntamento con musica e aforismi, a conclusione della puntata. Tre aforismi sull’ansia, che è poi un comune sentire del vivere umano.  Epicuro: “La tua ansietà è direttamente proporzionale alla tua dimenticanza della natura, perché tu porti in te stesso paure e desideri illimitati”. Walter Inglis Anderson: “Ansietà e paura producono energia. Dove indirizziamo questa energia influenza in modo considerevole la qualità della nostra vita. Concentratevi sulla soluzione, non sul problema”. Il terzo, di Lao Tzu: “Se sei depresso, stai vivendo nel passato. Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente”.

Il brano s’intitola: “On a tropical island”. E’ un piccolo invito per te. Crea la tua isola tropicale, il tuo angolo del cuore e della bellezza. E usalo per ricaricarti, e per sognare. Per vivere meglio, è fondamentale imparare a prendersi cura di noi stessi. Ciao, grazie per essere stato con me, ti aspetto al prossimo podcast

“Una strada, c’è sempre. E quando è la strada giusta, quello che incontri è sempre qualcosa che ti rende migliore”

-Annarosa Pacini

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