Come imparare a volere le cose (e le persone) giuste per te

Le decisioni giuste sono quelle più adatte per te, per la tua realizzazione e la tua felicità. Volere è potere, se impari a volere le cose che ti fanno bene e a lasciare quelle che ti fanno male. Altrimenti volere è una battaglia contro te stesso, che consuma le tue energie. Imparare a volere le cose (e le persone) giuste per te significa avere una visione più chiara e consapevole della vita, e sapere che solo se abbandoni le illusioni puoi trovare la vera libertà

Dall’amore al lavoro: se vuoi le cose sbagliate, non hai la vita giusta

In amore: “Vorrei che tornasse con me”, “Vorrei che lasciasse l’altra”, “Vorrei che si comportasse in un altro modo”; sul lavoro: “Vorrei che cambiasse comportamento”, “Vorrei che smettesse di essere offensivo nei miei confronti”, “Vorrei che apprezzasse il mio impegno”. Ti suona familiare? Spesso quello che vuoi implica che altre persone cambino. Non sempre questo è realizzabile, non in modo lineare e tradizionale. In verità, il cambiamento è sempre realizzabile, ma deve essere il cambiamento giusto.

Così, se non sei soddisfatto di te stesso o della tua vita, se vuoi di più da te stesso e dalla tua vita, se stai soffrendo per una situazione che riguarda l’amore o il lavoro o la famiglia o la salute, o un po’ di questo e un po’ di quello, sappi che puoi. Sono le domande sbagliate che ti fuorviano, e ti allontanano dalle domande giuste, indispensabili perché trovi le giuste risposte. In questa puntata del podcast ti parlo di come puoi fare ad imparare a volere le cose giuste per te, e di come questo possa trasformare la tua vita. Per prima cosa, devi imparare a capire quali sono.

Impara dalle tue esperienze: successi e insuccessi, se li comprendi davvero, sono passi verso la tua realizzazione

Riparto da una delle domande che ho detto all’inizio: “Vorrei che tornasse con me”. Le prime puntate di “Comunicare per essere® podcast” risalgono a molti anni fa, e sono diverse da quelle di oggi, e anche da quelle di ieri. Fino all’altro ieri, erano puntate soprattutto con taglio informativo, divulgativo, radiofonico-giornalistico, se così possiamo dire. Sempre io, sempre la filosofia di comunicare per essere® alla base, ma stile comunicativo diverso. Dirette radiofoniche, ad esempio, e, ancora prima, le risposte alle lettere. Una delle domande più gettonate era proprio questa: persone che mi scrivevano, con rapporti sentimentali in crisi, raccontavano le loro storie, e chiedevano come potevano fare affinchè l’ex moglie, fidanzato, partner, amante, tornasse con loro, tornasse ad amarli. Indifferentemente, sia che fossero stati loro a lasciare o ad essere lasciati, sia che la relazione fosse stata felice o infelice.

Se una relazione finisce, posso dirti che felice pienamente non lo è era. Forse, lo era stata, un tempo. Poi, non più. Trovi ragionevole l’idea di tornare ad una relazione non felice? Altro argomento molto gettonato, il lavoro: come avere il lavoro giusto, come far sì di essere trattati nel modo giusto. Per poter avere le cose giuste per te devi imparare a capire quali sono, e puoi farlo, se trai insegnamento dalle tue esperienze e dalla tua vita. Poi hai bisogno di riallineare la tua consapevolezza con le nuove risposte, di creare nuovi modelli interiori e di pensiero. Dal 2018 in poi, ho cercato di creare puntate del podcast in cui motivazione, ispirazione, e prospettive di orientamento della visione di vita fossero sempre più formative, applicate ed applicabili al vivere quotidiano di ognuno di noi. Per questo, lo stile è un po’ cambiato. Ho adattato il mezzo al messaggio, e non il messaggio al mezzo.

La verità richiama verità: più la cerchi, più la trovi

Appena ieri Enrica mi diceva che mi ascolta perché le trasmetto fiducia, e si riconosce nelle mie parole, ed è una cosa che mi dicono spesso, gli ascoltatori del podcast. Lo trovo comprensibile: la verità è una, fatta naturalmente di infinite altre verità e sfumature, e tutti la conosciamo. Io so come farla emergere, portarla a consapevolezza, usarla nella vita. Quando mi ascolti, la riconosci anche tu, perché è dentro di te. Certo è che la comunicazione è la chiave. Molte persone che mi contattano, perché vivono crisi affettive e di relazione, si trovano in uno stato di stallo. Magari, vorrebbero tornare con il partner che se n’è andato. Oppure, se se ne sono andati loro, hanno cambiato idea e vorrebbero riavvicinarsi. Al secondo posto, ci sono le crisi professionali. Persone che stanno male sul posto di lavoro, nella maggior parte dei casi, a causa delle relazioni o di mancanza di prospettive. Colleghi che si approfittano della loro disponibilità, o che non si assumono responsabilità fino ai capi che li denigrano o alla sensazione di aver scelto il lavoro sbagliato.

Se sei una persona che ha un ruolo di leadership, ti dico che è davvero una grande perdita di possibilità di piena realizzazione di sé il fatto che così tante persone in ruoli di comando non siano affatto preparate, in ambito comunicativo e relazionale. Otterrebbero risultati cento volte migliori, ad ogni livello. Offendere una persona che lavora per la tua azienda non è una buona strategia. Offendere un’altra persona, in generale, non è una buona strategia. Al terzo posto, abbiamo le crisi personali, ma qua il termine “crisi” può fuorviare: abbiamo persone che a seguito di una crescita della loro personale consapevolezza interiore, a seguito di eventi esterni o interiori, sentono che vogliono raggiungere un livello diverso del proprio essere. Desiderano portare più equilibrio e felicità nella propria vita. I fattori scatenanti possono riguardare la salute, cambiamenti delle dinamiche di relazione e familiari, i bilanci su chi sei, cosa vuoi, a che punto sei, e così via. Primo, secondo e terzo non in quest’ordine.

Se una decisione non ti ha portato ad esiti positivi, perchè volerla ripetere o perpetuare? Il ruolo fondamentale delle esperienze di vita

A volte, una persona inizia per se stessa, perché vuole stare meglio, e strada facendo scopre che questo significa migliorare anche la sua vita di relazione. Un’altra volta una persona inizia per la sua vita di relazione e poi estende questa sua trasformazione anche all’ambito professionale. S’inizia da un punto specifico, ma la persona è completa, quindi, quello che fai bene per te, vale per tutto. Per imparare a volere le cose, e le persone giuste per te, devi riuscire a capire quali siano.

Puoi farlo, se impari dalla tua esperienza. Non è semplice, perché significa imparare ad osservarla con quel giusto distacco che ti permette di non auto-ingannarti. Ho dedicato una puntata del podcast proprio all’ottimismo disilluso, della persona che è positiva per scelta, perché si è liberata dalle illusioni, e questo, ti darà più forza. Disillusione non è una brutta parola. Una persona mi telefona, prendo ad esempio Enrica. Mi racconta della sua storia affettiva, gli anni insieme con il suo compagno, i problemi con i rispettivi ex, le discussioni, le accuse reciproche, il tempo passa, con alti e bassi. Ad un certo punto, lui se ne va e dice di non essere più disposto ad andare avanti così. Andare avanti come? Nelle storie che le persone mi raccontano c’è sempre una compartecipazione: nessun conflitto relazionale ha origine da una sola parte. Mi raccontano storie di anni in cui si sono detti reciprocamente cose poco belle, a volte, hanno anche fatto cose poco belle. Perché una persona dovrebbe voler tornare insieme ad un’altra che, tra un periodo più o meno carino, e l’altro, la offendeva, o non la ascoltava, o non dava peso al suo benessere ed al suo malessere?

Impara a riconoscere ciò che è giusto per la tua vita, così lo troverai

La prima domanda che devi farti è: “Chi sei e cosa vuoi”. Chi sei richiede spesso un’azione di recupero, perché vita facendo diventi qualcuno, non sempre però bene in armonia con la tua natura originaria. “Chi sei” è chi devi essere, comunicare, realizzare. Poi, puoi migliorarti quanto vuoi. “Cosa vuoi” è un’altra domanda importantissima. Applicata alla vita di coppia, ad esempio, “cosa vuoi” implica di capire davvero cosa va bene per te: che tipo di relazione vuoi, e di partner, e di vita? Ti vanno bene le offese? Ti va bene essere trascurato? Ti va bene non sentirti capito?

“Il buongiorno si vede dal mattino”, dice un proverbio. Ed i proverbi riassumono la saggezza dei popoli, secoli di esperienza pratica. Se sono anni che discutete, che accetti cose che ti fanno soffrire, che sai che non ti capisce, che non sei d’accordo con tante sue decisioni, qui siamo ben oltre il buongiorno, la giornata è trascorsa, il tempo è molto. Non si può agire sul cambiamento di un’altra persona, ma puoi evolvere te stesso per la tua piena e migliore espressione.

“Volere le cose giuste” significa: riparti da te stesso, giusta felicità, giusto rispetto, giusta comunicazione, giusto amore. Giusto successo, giusto stipendio, giusti riconoscimenti. “Giusto” nel significato di queste accezioni: “che ha un motivo ragionevole. Che ha radici nel vero, che risponde a verità. Che risponde perfettamente alle esigenze, allo scopo, o all’uso a cui è destinato; quindi adatto, appropriato, conveniente, opportuno”. La domanda giusta non è: “Vorrei che il mio capo smettesse di essere offensivo nei miei confronti”. Ce ne sono molte altre: “voglio capire perché è offensivo nei miei confronti, voglio decidere se questo lavoro merita il mio impegno, voglio impegnarmi per quanto possibile per vedere se di risolvere questo problema nel modo giusto”.

Perchè sono le tue scelte, e le tue azioni, che ti portano a vivere la vita che vivi

Grazie alla tua determinazione ed alle tue azioni, troverai la risposta. Il tuo capo potrebbe cambiare atteggiamento. Oppure no, ma potresti tu avere così tanto rafforzato la tua visione interiore da poter dare il meglio di te in quel lavoro, senza risentirne. Oppure potresti avere capito cosa davvero vuoi che ci sia, nel tuo lavoro, e cosa no. Ognuno sceglie per sè: io uso l’analisi grafologica evolutiva proprio per questo. Perché ogni risposta sia calzante con la specifica vita individuale. Quello che è giusto per te può essere quasi giusto per un altro, poco giusto per molti, per niente giusto per altri.

Se un’esperienza ti ha insegnato che c’è un problema di relazione e di comunicazione, che è durato per anni, questo non sparirà per magia. Solo tu puoi cambiare il modo in cui lo affronti, gli effetti che produce in te e decidere cosa fare. Per volere le cose giuste per te, devi riconoscerle. Adesso ti racconto (come sempre, storie vere, nomi di fantasia), storie di persone che sono passate dalle cose e dalle domande sbagliate a quelle giuste, proprio lavorando per la propria piena espressione e felicità, a prescindere dal problema.

Claudio è venuto da me con la richiesta: “vorrei tornare con mia moglie”. Strada facendo, ha migliorato il rapporto con la moglie, che lo aveva lasciato. La sua domanda è diventata: “voglio avere un rapporto sentimentale diverso da quello che ho avuto sino ad oggi”. Alla fine, si sono lasciati di comune accordo. Lui ha capito motivi che prima non capiva. Ma anche cosa non voleva. Oggi Claudio ha una vita piena, soddisfacente, giusta per lui. Una compagna molto diversa dalla ex moglie. Con la sua ex moglie discutevano per ogni più piccola cosa, con la sua compagna di oggi le piccole cose non hanno importanza. Stanno bene insieme. La ex moglie di Claudio, con cui comunque è rimasto in buoni rapporti, è diventata una mia cliente quando ha incontrato Sergio. Perché le piaceva molto, il nuovo Claudio, ha capito che davvero si poteva cambiare. Le piaceva abbastanza il suo Sergio, ma voleva capire meglio se quell’abbastanza sarebbe stato sufficiente, nel tempo. La sua domanda era: “vorrei che Sergio cambiasse alcuni suoi comportamenti”, poi è diventata: “so che amo Sergio e lui mi ama, voglio trovare un modo perché possiamo comprenderci di più, così come siamo”. Ci sono riusciti. In altre storie, le strade sono andate verso altre direzioni.

Fare le scelte giuste non vuol dire che siano scelte facili

Sulla strada delle domande giuste e delle cose giuste, ho visto clienti carissimi ed allievi carissimi, trovare l’insperato e l’impensato, vite più piene, consapevolezza che gli ha permesso di aiutare tutti, non solo se stessi, dall’anziano padre al fratello sempre un po’ distante, successi e traguardi che sono sogni realizzati, magari, accantonati per tutta la vita, fino a rapporti umani, sentimentali, professionali, familiari, più ricchi, positivi, costruttivi, per tutti. Se la tua esperienza passata non è stata felice, non puoi pensare che lo diventi se non cambi gli elementi costitutivi in modo evolutivo.

Se quando racconti della tua relazione, o del tuo lavoro, provi molti sentimenti negativi, esprimi molti giudizi negativi, pensare di volerlo recuperare, mantenere o ignorare, non sarebbe una giusta aspettativa. Se in una situazione soffri, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Se l’altro soffre, cioè esprime il suo disagio e i suoi sentimenti negativi (che lo faccia nel modo giusto o sbagliato, è comunque ciò che prova), anche per lui c’è qualcosa che non va. Se osservi la tua esperienza passata nella sua verità, perché dovresti volerla di nuovo, se non ci sono elementi che ti fanno sperare concretamente che possa migliorare?

Impara a volere le cose giuste per te, e le persone giuste per te. Non attaccarti alla zona di comfort. Stare fermi in una palude di sabbie mobili perché così non vai del tutto sotto non è una scelta giusta. Stare fermo in un ambiente che conosci solo perché non sai cosa ci sia fuori, non è una scelta giusta. Accettare cose che non vanno bene per te solo perché ti ci sei abituato, non è una scelta giusta.

Usa le esperienze della tua vita per progredire: se qualcosa non funziona, cambia strategia

Impara dalle tue esperienze, non abbellirle, non abbruttirle, non giudicarle. Osservale, e impara. Valutale, certo, per comprendere, cercando però di farlo in modo libero, orientato sull’evoluzione della tua vita. Puoi provare subito, scegli una cosa che ti produce sofferenza, fai un elenco scritto di quello che pensi e provi, capirai da solo se è giusto accettarla oppure no, se è il momento di scegliere che vuoi essere più felice. Allenare l’attivazione di un modello di pensiero libero e non influenzato dai giudizi e dalle esperienze precedenti è un altro degli obiettivi del mio lavoro. Perciò conosco molto bene queste dinamiche, e questi modelli, ci lavoro con i miei clienti da sempre. E posso farlo anche per te, con te. Annarosapacini.com, pagina contatti, scrivimi. Ne parleremo. Il primo colloquio informativo è sempre gratuito. Chiedere è lecito, rispondere è giusto. Una buona iniezione di prospettive giuste può arrivarti anche dal tuo Profilo Grafologico Essenziale: puoi richiederlo anche adesso, dalla pagina dedicata del mio blog, e lo riceverai direttamente via e-mail. Uno studio che realizzo personalmente, un focus sui punti di forza centrali e attuali, della tua vita. Puoi farlo per te stesso, o regalarlo a qualcuno importante per te.

Puoi condividere anche il mio podcast. Iscriversi a Comunicare per essere® è facile: vai sul mio blog, o sulla tua app preferita, Spotify, Spreaker, Apple podcast e seguimi. Puoi fare lo stesso anche per il mio canale video YouTube. E per la mia newsletter. Approfondimenti e novità non mancano mai. Per i social, ti suggerisco Facebook, anche se mi trovi su tutti i principali. E adesso, mentre rifletti un po’ su quali possano essere le cose più giuste per te e la tua vita, su cui concentrarti ed a cui dedicarti, per salutarti, saggezza e ispirazione. Tre aforismi sulle domande.

Eugene Ionesco: “Non è la risposta che illumina, ma la domanda”. Ursula Le Guin: “Non ci sono risposte giuste a domande sbagliate”. E Carl Gustav Jung: “Io sono una domanda per il mondo e devo fornire la mia risposta, altrimenti mi ridurrò alla risposta che mi darà il mondo”. Il brano è: “Respect”. Rispetto, nell’accezione di: “sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli”, vale per tutti, a partire dal rispetto della tua grandezza e del tuo valore. Abbi cura di te. E grazie per essere stato con me in questa puntata, ti aspetto alla prossima. Ciao ciao

“La verità richiama verità: più la cerchi, più la trovi”

-Annarosa Pacini

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