Come affrontare un problema e trasformarlo

Il modo migliore per affrontare un problema e trasformarlo è cambiare prospettiva. Non chiamarlo “problema”, se questo termine ti evoca timore e preoccupazione, chiamalo “strumento”. Così, il problema diviene la fonte stessa della soluzione. Infatti, in ogni problema sono sempre racchiuse cause e concause, ma anche soluzioni e trasformazioni. Questo è un approccio sempre utile, quando di problemi ne hai pochi, e quando ne hai molti. Quando la tua vita personale va abbastanza bene, ma la vita intorno a te, meno. Così, affrontare problemi e preoccupazioni può essere un’occasione per dare nuovo slancio alla forza della tua interiorità.
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Capisci il problema, trovi la risposta

Se mi segui da un po’, sai cosa penso dei problemi, ce lo insegnano a scuola: scrivi il problema e trova la risposta. E’ il destino del problema, ed un destino positivo, per noi, quello di non rimanere insoluto. Pur tuttavia, rifacendoci ancora all’esempio del problema, non tutte le soluzioni sono uguali, per prendere dieci, serve la soluzione giusta. E così è nella vita: un problema è una situazione, oggettiva e soggettiva, che rappresenta per te qualcosa che vuoi risolvere. Cercare la soluzione è la cosa migliore. Non farlo, produce effetti negativi. Il primo, l’appesantimento, il problema sembra sempre più grande. Il secondo, l’immobilismo, se convivi troppo tempo con un problema puoi finire per abituarti a conviverci, come se fosse giusto. Ma non lo è mai, giusto, accettare di non raggiungere i tuoi obiettivi, di non ricercare la tua felicità, di non espandere il tuo equilibrio interiore. Ti ricordo che la tua vita è un riflesso di ciò che sei. Se sei in equilibrio, porti equilibrio, ed è vero, purtroppo, anche il contrario.

La felicità non arriva, la crei

Tanti anni fa ho lavorato con una coppia, che viveva una questione molto complessa. Giovanni e Lodovica, nomi di fantasia, storie di vita vera. Avevano avuto una bambina, tramite una procedura particolare. Geneticamente, la figlia non era di Giovanni.

Ma il rapporto genitori e figli, e l’amore genitori e figli, e la genitorialità, se fossero automaticamente prestabiliti dalla genetica… nel mondo avremmo persone molto più felici. Non hanno nulla a che vedere con la genetica. Non c’è niente che sostenga una persona più del sentirsi amata, riconosciuta e compresa per quel che è. Se, tra te e me, vogliamo dirci la verità, è necessario riconoscere che tante delle sofferenze che le persone portano con sé, delle problematiche di relazione e comunicazione, affondano le radici nelle relazioni fondanti. Che sono quelle familiari, ma non solo quelle, lungo la strada della vita, ne incontri tante.

Dunque, torniamo alla storia di Giovanni e Lodovica. Dopo qualche anno, Lodovica desidera un secondo figlio, con lo stesso sistema. E Giovanni va in crisi, come se la scelta di Lodovica volesse confermargli problemi e dubbi che già aveva dentro di sé, che non era stato capace di darle un figlio. E non apro un’altra parentesi sui luoghi comuni, ci vuole più coraggio a decidere di non avere un figlio, se non si è pronti, che ad averlo sperando che risolva lui i problemi che non si risolvono.

Giovanni ama Lodovica, ama la loro Beatrice, ma è un po’ arrabbiato. Ha tanti problemi, in quel momento. Il lavoro, i viaggi quotidiani. Non è felice, e la richiesta di Lodovica lo fa sentire ancora più infelice. Si sente appesantito, e non so cosa fare. Discutono, ma non vuole dirle sì, e nemmeno no. A volte sente che è arrabbiato anche con Beatrice, e sa bene che Beatrice non c’entra nulla. E’ sua figlia. Ma il suo caro amico Stefano non è d’accordo. Non solo spesso gli ricorda che, geneticamente, non è figlia sua. Ma, di fronte alla situazione che Giovanni vive, gli suggerisce quella che per lui, per Stefano, sarebbe la reazione giusta: finalmente, dire a Lodovica il fatto suo, che è una grande egoista.

Se non affronti un problema, il problema limiterà la tua vita

Ti ricordo: se non affronti un problema, i suoi effetti negativi non mancheranno di raggiungerti,

1)il primo, l’appesantimento;

2) il secondo, l’immobilismo;

3) il terzo, la soluzione per reazione.

Se non agisci per lungo tempo, per troppo tempo, stai pur certo che quelle energie negative da qualche parte andranno a finire. La soluzione per reazione ti rende schiavo del problema.

Giovanni però era venuto da me perché voleva risolverlo nel modo giusto. E, devo dirti, c’è riuscito. Si sono chiariti, hanno superato i loro problemi e le loro paure. Hanno due figli bellissimi. Come tutti i figli, amati. Bellissimi, perché i loro genitori si sono impegnati per diventare genitori. E Giovanni ha parlato anche con Stefano, aiutandolo a risolvere il suo problema di fondo, una grande mancanza di fiducia nelle relazioni umane, dovuta alla sua storia personale.

Perciò, è fondamentale cambiare prospettiva, quando affronti un problema. Chiamalo “strumento”: hai a disposizione uno strumento che puoi usare. Per fare cosa? Dipende da quello che ti occorre. Per scavare, se devi andare in profondità. Per costruire, se devi realizzare. Per correre, se senti che è il tempo giusto. Per volare, se vuoi superare i limiti che non ti appartengono. Il problema diventa la fonte della soluzione, perché già la racchiude, come per il problema a scuola, ha già dentro tutti i dati che ti servono per risolverlo.

La soluzione ad ogni problema: puntare sulla tua auto-realizzazione

Hai un problema? Affrontalo come se fosse scritto su un quaderno di scuola, tieni presenti tutti gli elementi, conoscili bene, studiali, e la soluzione la troverai. Sempre.

Tra gli elementi da conoscere e studiare, anzi, direi, il più importante, da conoscere e studiare, ci sei tu. Perché Giovanni non avrebbe dato spazio ai semi del dubbio instillati da Stefano se non avesse avuto in se stesso qualche dubbio, sul suo valore come uomo, come compagno, come padre. E Lodovica avrebbe prestato più attenzione ai segnali di sofferenza di Giovanni, se non fosse stata troppo richiamata da un’idea di maternità di cui aveva bisogno per sentirsi completa. Che è il contrario della soluzione giusta, per ogni cosa della vita: è perché sei completo, che puoi dare il meglio di te in ogni dove.

Se vuoi diventare lo strumento più utile per la tua vita, posso aiutarti. Dall’Analisi grafologica full in coaching, uno studio approfondito di tutto ciò che sei e sarai, e puoi, e potrai, al counseling ed al coaching umanistico, ai corsi. Tanti strumenti, tutti su misura.

Telefonami, scrivimi, sul mio blog trovi tutti i canali per contattarmi. Diventa lo strumento migliore per la migliore soluzione. Sicuramente, buone ispirazioni possono arrivarti dal mio podcast, Comunicare per essere®. Lo trovi su tutte le app per podcast e musica. E puoi ascoltarlo anche direttamente dal mio sito. Seguimi sul tuo social preferito, ed iscriviti al mio canale YouTube, e se vuoi lasciare un commento, grazie. E’ bello leggere i vostri pensieri.

Ti saluto con la mia massima della puntata: “La mappa della tua vita, è scritta dentro di te. E solo tu hai la matita che può trasformarla.  Le parole che pensi, le parole che dici, le parole che sei, quelle, creano la tua vita. Trasformare ogni problema in strumento di realizzazione significa decidere di prendere in mano il tuo destino”. Ciao, grazie per essere stato con me. Ti aspetto al prossimo podcast.

“Trasformare ogni problema in strumento di realizzazione significa decidere di prendere in mano il tuo destino”

– Annarosa Pacini

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