Accettare la realtà per cambiarla

Accettare la realtà vuol dire accoglierla e riconoscerla. Né rassegnarsi, né sottomettersi, né abituarsi. E’ la capacità di affrontare le cose per ciò che sono, di trovare il modo migliore di vivere in quella situazione, e, contemporaneamente, agire per trasformare. Ma se non sai riconoscere la realtà come dato di fatto, e invece che orientarti su quello che è davvero in tuo potere, inizi ad accumulare pensieri ed emozioni negative, la realtà ti sembrerà sempre più negativa e ti parrà di doverti rassegnare. Questo tipo di atteggiamento non è proficuo, e non porta a nulla. Nel momento in cui nella tua vita affronti situazioni complicate, non ideali per te, solo alcuni atteggiamenti interiori possono davvero aiutarti, quegli stessi in grado di portarti fuori da quella situazione. Per ogni situazione, la soluzione giusta. Per ogni persona, la possibilità migliore. Per tutti, l’indispensabile abilità da sviluppare: quella di riconoscere la realtà per trasformarla.
(Scorrendo la pagina puoi leggere la trascrizione dell’audio della puntata)

Più accogli la realtà più aumentano le tue possibilità di trasformarla in meglio

Cos’è la realtà? Mettendo da parte le interpretazioni filosofiche, definirò realtà quello che fa parte della tua vita, la situazione che vivi. La tua realtà è quello che ti accade, da quando ti alzi a quando vai a dormire. C’è anche la realtà del sonno, ma quello è un altro livello, di cui magari ti parlerò in un’altra puntata. In questa tua realtà, che è la vita che vivi, le cose possono cambiare, di giorno in giorno, di ora in ora, di anno in anno. A volte, il cambiamento dura poco, a volte, dura a lungo. A volte, ti piace, altre invece proprio non vorresti che fosse ciò che è.

In questa puntata ti parlo delle realtà che non ti piacciono, dei problemi, delle situazioni pesanti, e di come puoi affrontarle per vivere meglio, e poi, cambiare. Ti racconto tre piccole storie, vere, nomi di fantasia. Claudia ha 45 anni, è entrata a lavorare in un’azienda piena di belle speranze, lasciando un lavoro che aveva fatto per oltre quindici anni proprio per poter cambiare. Dopo qualche anno, le ha ancora, queste speranze, ma si sono assai ridotte. La carriera non è andata nella direzione che avrebbe voluto, i rapporti con i colleghi non sono quelli che si sarebbe aspettata, e le richieste dell’azienda non tengono conto del suo impegno e dei suoi sforzi. Così, quando le chiedono di seguire alcuni corsi per andare poi a ricoprire un ruolo di maggiore responsabilità, comincia a sentirsi ancora più demotivata. Non le piacciono i corsi, non le piace il ruolo, pensa che quelle responsabilità saranno solo fastidi, e non davvero crescita professionale. I colleghi mostrano da un lato poca considerazione del suo lavoro, dall’altro, una certa invidia, e questo la rattrista.

Cosa accade quando non riconosci la realtà: la causa delle sofferenze

Umberto, 38 anni, lavora in un’organizzazione pubblica da oltre quindici anni, un’organizzazione con una struttura molto gerarchica e ruoli poco flessibili. Ad un certo punto, a causa di un problema di salute, ha dovuto cambiare mansione. La nuova mansione non gli piace, gli sembra di perdere tempo, di non crescere professionalmente, ed anche, di essere poco considerato e valorizzato. Ogni nuovo incarico lo vede sempre più nervoso e sfiduciato. Finisce così per sentirsi demotivato, per perdere fiducia nelle sue capacità, e sempre in contrasto con il suo ambiente di lavoro, dove, eppure, fino a qualche tempo prima, riusciva a vivere più serenamente.

Bruno ha 52 anni, moglie, figli, una relazione altalenante. La moglie lo ha tradito, forse solo con il pensiero, forse, qualcosa di più. Hanno affrontato la cosa, pare che entrambi vogliano impegnarsi per la relazione, ma si trova a non credere molto in ciò che vede ed in ciò che sente, vorrebbe continue rassicurazioni da parte della moglie, si trasforma in un investigatore, ma gli unici risultati che ottiene sono quelli di creare in se stesso ancora più dubbi e ferite.

Trova il buono che la realtà puoi offrirti, e intanto crea il meglio che vorrai vivere

Queste non sono proprio le loro storie, ma una parte: la battaglia perdente contro la realtà. Se il lavoro che stai facendo ti propone delle possibilità di crescita, che magari non fanno per te, restano comunque possibilità di crescita. Se i tuoi superiori non sanno valutare bene il tuo contributo, questa è una caratteristica dell’organizzazione aziendale in cui sei inserito. Se i colleghi non sono partecipi, perché il clima aziendale non valorizza la collaborazione, questo è un limite dell’azienda, ma non un tuo limite.

Riconoscere la realtà, per Claudia, ha significato innanzi tutto, ricordarsi i suoi veri obiettivi, crescere professionalmente, sfidarsi. Poi, ricordarsi chi era, una persona capace, che si impegnava e non indietreggiava di fronte a novità o fatica. Quindi, riallinearsi con la persona che è, in quella realtà che vive. Che lei ha scelto, che fa parte della sua vita. Questo le ha permesso non solo di seguire i corsi con profitto, ma anche di scoprire, nel nuovo ruolo, che effettivamente aveva più potere e più possibilità.

Non si è sottomessa, né abituata: ha affrontato la sua realtà con tutta se stessa, sempre al meglio. E poi, ha iniziato a guardarsi intorno, ed ha trovato un’azienda che aveva quello che per lei è più importante: una forte attenzione verso le dinamiche relazionali, una reale capacità di delegare ai collaboratori, un desiderio di ascolto. Un’azienda più piccola, ma in cui oggi vive più felice. Ha smesso di perdere energie pensando a cosa non andava, a perché non andava, alla ricerca di colpevoli vicini e lontani, le sue scelte, i suoi capi, il suo percorso di studi e i genitori che non la sostenevano.

Accogliere la realtà allontana i pensieri negativi che appesantiscono la vita

Anche le realtà che crei dentro di te possono farti male, o molto bene. Perciò devi creare le realtà giuste. Riconoscere la realtà ti permette di trasformarla, perché usi le tue energie per vivere bene la vita che stai vivendo e per costruire il cambiamento che desideri.

Per Umberto, la situazione è stata diversa: per prima cosa, ha dovuto accettare che la sua nuova situazione di salute gli impediva di fare quello che faceva prima. Un dato di fatto, non un demerito, non una colpa, né di altri, né sua: perciò, la situazione lavorativa non era altro che il riflesso del suo cambiamento personale. E la sua sensibilità, nei confronti degli atteggiamenti degli altri, era comprensibile: li sentiva giudicanti, gli pareva di aver perso il suo valore. Anche questo è non saper accogliere la realtà: il tuo valore non è dato dal tuo lavoro. Tu porti nel tuo lavoro – qualunque esso sia – il tuo valore. Se il lavoro cambia, e non senti di esprimerlo appieno, il tuo valore, dovrai trovare strade nuove.

Ma lamentarti, avvilirti, prendertela con te stesso e con gli altri – spesso, del tutto ignari di ciò che davvero provi, e pensi – non solo non ti aiuta, ma ti abbatte. Umberto ha agito in due direzioni: la prima, nel prendersi cura di se stesso e nel vivere il suo problema di salute non come un difetto o una colpa, ma come una dato di fatto che meritava la sua massima attenzione, perché era un suo diritto, e anche un suo dovere, non arrendersi e continuare a cercare le giuste soluzioni. La seconda, parlare chiaramente, spiegare la sua posizione.

Quando accogli la realtà tanti pensieri negativi, tensioni e nervosismo che si accumulano, evaporano come neve al sole, perché nel momento in cui ti manifesti, già agisci e trasformi, e crei una consapevolezza nuova. Oggi è guarito, ma ha anche cambiato lavoro, stessa organizzazione, in un’altra città, una nuova mansione, che ha scoperto essere per lui ideale, proprio sperimentando ed accettando incarichi “tampone”, e mai lo avrebbe scoperto, senza quella realtà un po’ problematica che ha saputo accogliere, affrontare e risolvere.

Tradimento: riconosce la realtà dell’amore che soffre per creare un amore nuovo

Per Bruno, è stato necessario invece lavorare sul vero distacco e sulla dis-illusione. Se ami una persona, veramente, la ami per ciò che è. Ma se hai bisogno che lei sia in un certo modo, che corrisponda alle tue aspettative, e lotti perché possa essere diversa, questo è un altro modo di rifiutare la realtà, di combattere battaglie che tolgono speranza alla tua vita.

Quello che puoi fare, è diventare tu più forte, trovare tu modi nuovi per vivere in quella realtà, e capire se ti riconosci, in quel mondo e in quella relazione, oppure no. Anche nei casi in cui i partner decidono di impegnarsi per rinnovare una relazione che ha avuto momenti di crisi, il vero superamento della crisi non è l’automatica conseguenza di una decisione, ma l’effetto di azioni e pensieri costruttivi e nuovi, capaci di affrontare la realtà – quindi, anche i problemi che hanno portato, ad esempio, al tradimento -.

Non basta, il decidere, occorre vivere la realtà in modo nuovo, costruire e ricostruire l’amore, imparare a parlare, a guardarsi negli occhi, a vivere fianco a fianco per uscire fuori da quello che ha portato al momento di distruzione e di dolore. Che questo è, un tradimento. Distrugge l’amore che c’era prima. Che non si può ricreare come niente fosse, questo significa non essere illusi, ma quando ci sono buone basi, si può trasformarlo in un modo nuovo di amare, in cui il tradimento non avrà più ragione d’essere, perché la felicità che costruisci è in grado di riempire la vostra vita.

Come puoi trasformare la realtà (solo se la accetti)

Questa è l’abilità da sviluppare: riconoscere la realtà, accogliere il dato di fatto, non combatterlo pensando che non dovrebbe, che non ti piace, che non è quello che vorresti, ma viverlo nel modo migliore, coltivando intanto la tua vera visione, del futuro che desideri, ed agendo per trasformare quella vita. Si può trasformare la realtà, ma solo se la vedi per ciò che è: una fase, un momento, una situazione, che non ti cambia, se tu non vuoi cambiare. Che non ti toglie il futuro, a meno che tu decida di non credere più in ciò che sei.

Vivi un momento complicato? È il momento giusto per crescere, riconoscere la realtà che vivi, la straordinaria persona che sei, ed usare tutto te stesso per andare avanti. In che modo, con quali azioni, con quali scelte, qui la risposta è sempre personale. Ma abbi fiducia che anche per te c’è la risposta giusta. Questa risposta tanto più è fondata su te stesso, tanto più sarà potente e coerente, e trasformativa.

E se vorrai, sappi che la mia grafologia evolutiva® ti offre una conoscenza di te stesso completa, nuova, per la massima espressione di te. Può essere quel famoso primo passo da fare perché tu possa scrivere la tua vita in modo nuovo, più in armonia con ciò che sei e con le tue visioni interiori. Se vuoi conoscere il mio metodo, sapere cosa possiamo fare insieme, perché tu possa riconoscere la realtà e trasformarla, scrivimi, o telefonami. Nella pagina contatti del mio blog, annarosapacini.com, trovi tutti i miei recapiti. Leggo tutto, e rispondo a tutti.

E vi ringrazio anche per la fiducia, ringrazio i tanti che mi scrivono anche solo per avere un consiglio esperienziale, una prima prospettiva su cui poi poggiare l’inizio della nuova strada, e per volerlo fare con me. Un grande aiuto in questa direzione arriva da questo podcast, Comunicare per essere®, ogni settimana nuove puntate, nuove pratiche ispirazioni dedicate a chi crede nel proprio valore ed in quello della vita. Puoi iscriverti dal mio blog, dove trovi una pagina dedicata, ed anche, ogni settimana, pubblico le nuove puntate e le trascrizioni, se ti piace leggere. E dalla tua app per musica e radio preferita.

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E come sempre, a chiudere la puntata, saggezza in pillole e musica essenziale. Cinque aforismi sulla realtà e sul cambiamento. Alberto Bevilacqua: “Devo per forza costruire sempre un’altra realtà nella realtà perché, di quello che è, io non riesco mai ad accontentarmi”. Philip Dick: “La realtà è quella cosa che, anche se si smette di credervi, non scompare”. William James: “Agite come se ciò che state facendo facesse la differenza. Perché la fa”. Denis Waitley: “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”. L’ultimo è di Jung: “Ciò a cui opponi resistenza persiste. Ciò che accetti può essere cambiato”.

Il brano s’intitola: “Motivation”. Ritmo, energia. La realtà non ti piace? Allora impara a viverci bene dentro. È il primo passo per cambiarla in meglio. Grazie di essere con me in questo viaggio. Ti aspetto alla prossima puntata.

“Vivi un momento complicato? È il momento giusto per crescere, riconoscere la realtà che vivi, la straordinaria persona che sei, ed usare tutto te stesso per andare avanti”
-Annarosa Pacini

Crescita e realizzazione personale, comunicazione, motivazione, ispirazione, evoluzione, coaching on line – frasi, pensieri, aforismi e citazioni tratti dal lavoro della dr.ssa Annarosa Pacini , per un approccio originale alla scrittura personale della vita (© tutti i diritti riservati: è consentito l’uso con la citazione della fonte e link al sito)

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